Cassazione Penale, Sentenza n. 5372/2023 del 07/02/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Gregori impugnava l'ordinanza che aveva respinto congiuntamente le istanze di affidamento in prova al servizio sociale e di detenzione domiciliare. Il primo motivo denunciava violazione di legge e vizio di motivazione in relazione al rigetto dell'affidamento in prova, sostenendo che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato il percorso rieducativo intrapreso dal ricorrente. Il secondo motivo censurava l'omessa valutazione e motivazione separata sulla richiesta di detenzione domiciliare, lamentando che il Tribunale aveva eluso integralmente le prospettazioni difensive su tale beneficio.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso solo in parte. Ha rigettato il motivo relativo all'affidamento in prova, ritenendo corretta e motivata la valutazione negativa del Tribunale di sorveglianza circa la prognosi trattamentale di Gregori (richiamando la gravità del reato, la personalità criminale, l'assenza di stabile occupazione e una pendenza giudiziaria recente). Ha, invece, ritenuto fondato il motivo riguardante la detenzione domiciliare: il Tribunale non si era pronunciato separatamente né aveva motivato sull'istanza di detenzione domiciliare, elidendo le argomentazioni difensive. Perciò la Cassazione ha annullato l'ordinanza limitatamente al rigetto della detenzione domiciliare e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Roma per un nuovo giudizio sul punto; per il resto il ricorso è stato rigettato.
Norme richiamate
Giurisprudenza consolidata - Cass. Sez. 1, Incarbone, n. 31420 del 05/05/2015
Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015, Incarbone, Rv. 264602-01
Principio secondo cui, per la concessione delle misure alternative, oltre alla natura e gravità del reato va valutata la condotta successiva del condannato; occorrono non solo assenza di elementi negativi ma anche presenza di elementi positivi che rendano prognosticamente favorevole la prova.
Giurisprudenza consolidata - Cass. Sez. 1, Catalano, n. 10586 dell'08/02/2019
Sez. 1, n. 10586 dell'08/02/2019, Catalano, Rv. 274993-01
Conferma l'obbligo di valutare il processo di revisione critica del condannato come elemento essenziale per il giudizio prognostico sulle misure alternative.
Giurisprudenza consolidata - Cass. Sez. 1, Pantaleo, n. 33287 dell'11/06/2013
Sez. 1, n. 33287 dell'11/06/2013, Pantaleo, Rv. 257001-01
Ribadisce che il vaglio sui benefici penitenziari deve considerare i comportamenti antecedenti e successivi alla commissione dei reati ai fini della valutazione prognostica.
Giurisprudenza consolidata - Cass. Sez. 1, Cesarini, n. 18388 del 20/02/2008
Sez. 1, n. 18388 del 20/02/2008, Cesarini, Rv. 240306-01
Sottolinea l'importanza della valutazione complessiva della personalità criminale e del processo di rimeditazione nella concessione di misure alternative.
Massime di principio
- Le istanze di misure alternative (affidamento in prova, detenzione domiciliare, ecc.) devono essere valutate separatamente: il giudice deve motivare specificamente il diniego o l'accoglimento per ciascun beneficio richiesto.
- Per le misure alternative è indispensabile una prognosi favorevole che si fondi sia sulla gravità e natura del reato sia sui comportamenti successivi del condannato; è richiesta la prova di un percorso di revisione critica/rieducazione.
- Elementi negativi come elevata pericolosità sociale, pendenze giudiziarie rilevanti e mancanza di stabilità lavorativa possono giustificare il diniego delle misure alternative se correlati adeguatamente nella motivazione.
- Un'omissione di motivazione su un beneficio richiesto costituisce vizio che può portare all'annullamento parziale del provvedimento e al rinvio per un nuovo esame.
- In sede di impugnazione in Cassazione, il successo parziale è possibile: il ricorso può essere accolto solo sulla parte del provvedimento priva di adeguata motivazione, mentre le valutazioni prognostiche corrette e motivate sono confermate.
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