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Sentenza

Sentenza n. 256/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - della nota prot. n. 22389-P del 30/11/2020 della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, acquisita dal Comune di Sannicola con il prot. n. 17833 del 30/11/2020, comunicata ai ricorrenti dall'Associazione fra i Comuni di Tuglie, Collepasso, Neviano e Sannicola con nota prot. n. 18221 del 9/12/2020, ricevuta in pari data; - della nota prot. n. 18221 del 09/12/2020 dell'Associazione fra i Comuni di Tuglie, Collepasso, Neviano e Sannicola, ricevuta in pari data; - della nota e-mail del 29/01/2021 della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce, ricevuta in pari data; - dell'eventuale provvedimento, non conosciuto, anche tacito, con cui è stata rigettata l'istanza di accertamento della compatibilità paesaggistica prot. n. 18394 del 27/12/2019; - di ogni altro atto, anche non conosciuto, presupposto, connesso, collegato e consequenziale.

Giustizia amministrativa202100331

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Nota della Soprintendenza recante il diniego, o comunque la ritenuta insussistenza dei presupposti, per l’accertamento della compatibilità paesaggistica di interventi edilizi realizzati, nonché atti connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione statale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la nota della Soprintendenza che aveva ritenuto insussistenti i presupposti per l’accertamento della compatibilità paesaggistica ai sensi dell’art. 167, comma 4, del d.lgs. 42/2004, nell’ambito di un’istanza di accertamento di conformità urbanistica ex art. 36 del d.P.R. 380/2001. La Soprintendenza aveva motivato il rilievo ostativo con la circostanza che gli interventi edilizi avrebbero determinato la creazione di superfici utili. I ricorrenti hanno dedotto l’illegittimità dell’atto, qualificandolo come arresto procedimentale immediatamente lesivo, e ne hanno chiesto l’annullamento, unitamente agli atti collegati e all’eventuale provvedimento tacito di rigetto dell’istanza paesaggistica. L’istanza cautelare era stata respinta con ordinanza n. 169 del 24 marzo 2021. Prima della decisione di merito, i ricorrenti hanno dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione dei ricorrenti di sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo che, in applicazione del principio dispositivo che governa il processo amministrativo, non residuasse interesse alla pronuncia sulla legittimità degli atti impugnati. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esame dei motivi sostanziali relativi alla compatibilità paesaggistica e alla creazione di superfici utili. Le spese di lite sono state compensate, in considerazione dell’esito del giudizio e della costituzione meramente formale dell’Amministrazione statale.

Norme richiamate

  • art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004

    La norma è richiamata quale base normativa dell’istanza di accertamento della compatibilità paesaggistica, ma il TAR non ne esamina nel merito i presupposti applicativi.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La norma è richiamata in relazione all’istanza di accertamento di conformità urbanistica connessa all’accertamento della compatibilità paesaggistica; la questione sostanziale non viene decisa.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; il TAR lo applica a seguito della dichiarazione dei ricorrenti.

Massime di principio

  • La dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse proveniente dalla parte ricorrente, quando non residui un interesse concreto e attuale alla decisione, impone al giudice amministrativo di dichiarare l’improcedibilità del ricorso in applicazione del principio dispositivo.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame nel merito dei motivi di ricorso e degli atti impugnati, anche quando questi riguardino un arresto procedimentale asseritamente lesivo.
  • In caso di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, le spese possono essere compensate tenendo conto dell’esito del giudizio e della costituzione meramente formale dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiBeni culturali e paesaggioEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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