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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36057/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso articolava due motivi principali: 1) violazione degli artt. 125, comma 3 e 273 c.p.p. e vizio di motivazione rispetto al capo I) (detenzione nello terreno attiguo): si censurava l'assenza nel fascicolo del verbale di sequestro a carico di ignoti, l'impossibilità di stabilire l'orario del sequestro e la distanza dall'abitazione, per cui le captazioni telefoniche e l'sms non avrebbero potuto collegarsi causalmente al sequestro; il terreno era accessibile a terzi e non di pertinenza esclusiva; 2) violazione degli artt. 274, 275, comma 3, 275-bis c.p.p.: il Tribunale non avrebbe valutato adeguatamente la limitatezza temporale della contestazione (periodo 11/01/21-12/03/21), la mancanza di pendenze giudiziarie recenti, la distanza temporale quasi annuale tra i fatti e l'ordinanza cautelare, e omesso di decidere sulla richiesta di sostituzione della custodia cautelare con gli arresti domiciliari (anche con braccialetto elettronico) o con il divieto di cui all'art. 284, comma 2 c.p.p.

La decisione

Il ricorso in Cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi e ha confermato l'adeguatezza della motivazione del Tribunale del riesame: la decisione ha valutato un compendio indiziario ritenuto grave e coerente (intercettazioni telefoniche, collegamenti con noto spacciatore Valastro Dario, conversazioni con clienti fidelizzati e riscontro con attività investigative), che rendeva altamente probabile l'attribuibilità della sostanza sequestrata all'indagato, nonostante il sequestro sia stato verbalizzato a carico di ignoti. La Corte ha inoltre ritenuto irrilevante il fatto che il terreno non fosse di proprietà esclusiva, essendo attiguo all'abitazione e facilmente sorvegliabile dall'indagato. Sul piano delle esigenze cautelari il Tribunale aveva motivatamente ritenuto la custodia in carcere necessaria per il rischio di reiterazione, dati i precedenti e l'organizzazione dell'attività di spaccio; la sostituzione con arresti domiciliari o controllo elettronico è stata ritenuta inadeguata (con richiamo al principio che il braccialetto elettronico è modalità esecutiva degli arresti domiciliari e non misura autonoma). Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di legge.

Norme richiamate

  • art. 125 c.p.p., comma 3

    Richiamato nel contesto del vizio di motivazione: la Corte verifica che il giudice di merito abbia esposto ragioni giuridicamente significative e non illogiche; la pronuncia conferma il limite del sindacato di legittimità sulla motivazione (controllo di adeguatezza e coerenza, non rivalutazione dei fatti).

  • art. 273 c.p.p.

    Riferito nella censura relativa alla mancata acquisizione del verbale di sequestro; la Corte ha ritenuto però che l'assenza del singolo documento non fosse decisiva alla luce del complessivo compendio indiziario.

  • art. 274 c.p.p.

    Norma sulle circostanze da valutare ai fini della custodia cautelare; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente valutato tali circostanze (gravità indiziaria e esigenze cautelari).

  • art. 275 c.p.p., comma 3

    Riguarda la valutazione del pericolo di reiterazione e delle esigenze cautelari; la Corte ha confermato la valutazione prognostica del Tribunale in riferimento ai precedenti e alla condotta ripetuta dell'indagato.

  • art. 275-bis c.p.p.

    Regola la sostituzione delle misure cautelari; il Tribunale ha motivatamente escluso la sostituzione con misure meno afflittive ritenendole insufficienti a fronte del rischio di recidiva.

  • art. 284 c.p.p., comma 2

    Norma menzionata in relazione alla richiesta difensiva di applicare specifici divieti; la Corte rileva che il Tribunale ha esaminato e ritenuto inidonee le misure alternative proposte.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Richiamato in ordine agli adempimenti della cancelleria; la Corte dispone gli adempimenti conseguenti alla sentenza e alla condanna alle spese.

  • Giurisprudenza (Sez. 4, n. 26992/2013 e Sez. 2, n. 27866/2019)

    Principio secondo cui, nel giudizio di legittimità, il controllo sulla motivazione delle misure cautelari è limitato: la Corte verifica l'adeguatezza delle ragioni espresse dal giudice di merito e l'assenza di illogicità evidenti, senza riconsiderare ex novo le risultanze probatorie.

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 11/1995, Costantino)

    Definizione del concetto di gravità indiziaria: elementi che, coordinati, rendono qualificata la probabilità di responsabilità, utile per la misura cautelare.

  • Giurisprudenza (Sez. 2, n. 56/2011, Siciliano)

    Richiama i requisiti dell'atto impugnato valutabili in Cassazione (esposizione di ragioni giuridicamente significative e assenza di incongruità manifeste).

  • Giurisprudenza (Sez. U, n. 20769/2016, Lovisi)

    Principio secondo cui il controllo elettronico (braccialetto) è una modalità di esecuzione degli arresti domiciliari e non costituisce misura cautelare autonoma; pertanto non può essere considerato un'alternativa indipendente alla custodia cautelare in carcere.

Massime di principio

  • In Cassazione un ricorso per vizio di motivazione contro una decisione di riesame è limitato al sindacato sulla adeguatezza e logica delle ragioni esposte: non è consentita una rivalutazione ex novo delle prove.
  • La mancanza di un singolo documento (es. verbale di sequestro) non è necessariamente decisiva se esiste un compendio indiziario serio e coerente (intercettazioni, riscontri investigativi, relazioni con soggetti noti per spaccio).
  • Intercettazioni e comunicazioni immediatamente successive a un sequestro possono costituire indizi gravi se il loro contenuto è compatibile e non efficacemente smentito dall'indagato.
  • La prossimità di un luogo di occultamento rispetto all'abitazione dell'indagato e la facilità di accesso possono rendere plausibile l'attribuzione della disponibilità della sostanza anche se il terreno non è formalmente di proprietà esclusiva.
  • Il tempo trascorso tra la commissione del reato e l'applicazione della misura cautelare non esclude automaticamente la misura: rileva la valutazione prognostica sulla continuazione dell'attività delinquenziale e il concreto rischio di reiterazione.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia con misure meno afflittive occorre dimostrare concretamente l'insussistenza delle esigenze cautelari o l'idoneità di misure alternative; il controllo elettronico è modalità esecutiva degli arresti domiciliari e non misura autonoma.
  • In difesa è utile proporre interpretazioni alternative concrete e documentate delle risultanze (es. spiegazioni plausibili riguardo a intercettazioni o possibili terze persone), poiché mere contestazioni formali senza plausibile ricostruzione alternativa raramente ottengono accoglimento in Cassazione.

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