Ordinanza n. 8999/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA - (K10/-OMISSIS-/R)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana per possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il rigetto della domanda di concessione della cittadinanza italiana. Dal provvedimento emerge che il diniego è stato adottato perché, nel corso dell'istruttoria, erano emersi elementi tali da non consentire di escludere possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il Collegio ha ritenuto necessario acquisire la documentazione istruttoria posta a fondamento del diniego, con modalità idonee a tutelare le fonti informative e a non pregiudicare l'attività di intelligence. In alternativa, l'Amministrazione dovrà depositare una relazione recante le specifiche ragioni che possano rendere ragionevole la mancata trasmissione degli atti.
La decisione
Il TAR non ha definito la domanda di annullamento. Ha disposto incombenti istruttori a carico del Ministero dell'Interno, ordinando il deposito della documentazione istruttoria rilevante, con eventuali stralci e omissis e ogni altra cautela opportuna; in alternativa, il Ministero potrà depositare una relazione sulle ragioni specifiche della mancata trasmissione degli atti. Il deposito dovrà avvenire entro il 19 settembre 2026 in doppia busta, secondo le modalità riservate indicate nell'ordinanza. È stata fissata una camera di consiglio istruttoria per il 23 settembre 2026, nella quale il Collegio e il difensore potranno esaminare la documentazione senza estrarne copia, per consentire l'attività difensiva. Le generalità della parte sono state oscurate per esigenze di tutela della riservatezza.
Norme richiamate
artt. 65, 66 e 67 c.p.a.
Il TAR li richiama quale base normativa per la disposizione degli incombenti istruttori e l'acquisizione della documentazione necessaria alla decisione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a sostegno della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando la legittimità di un diniego di concessione della cittadinanza è fondata su elementi istruttori attinenti a possibili pericoli per la sicurezza della Repubblica, il giudice può disporre l'acquisizione degli atti istruttori posti a fondamento del provvedimento prima di decidere il ricorso.
- L'acquisizione di documentazione istruttoria contenente informazioni sensibili per la sicurezza può essere accompagnata da stralci, omissis e modalità riservate di deposito, idonee a proteggere le fonti informative e a non compromettere l'attività di intelligence.
- Qualora l'Amministrazione ritenga di non poter trasmettere gli atti istruttori, deve esplicitare in una relazione le specifiche ragioni che renderebbero ragionevole tale mancata trasmissione.
- L'esame giudiziale e difensivo di documentazione istruttoria riservata può essere limitato al Collegio e al difensore, in udienza appositamente fissata e senza possibilità di estrarre copia, così da bilanciare esigenze di sicurezza e diritto di difesa.
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