L.R. FVG 9/2023
Sistema integrato di interventi in materia di immigrazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge del Friuli Venezia Giulia disciplina un sistema organico di interventi su immigrazione, integrazione, lavoro, scuola, tutela dei minori, contrasto alla tratta e supporto ai Comuni. Prevede contributi e rimborsi per progetti nel 2023-2025, istituisce l’Elenco dei mediatori culturali e l’Osservatorio regionale, abroga la previgente legge regionale n. 31/2015 e altre disposizioni collegate.
Sistema integrato di interventi regionali in materia di immigrazione
Sistema integrato di interventi in materia di immigrazione
La legge della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia definisce un quadro organico di sostegno alla gestione del fenomeno migratorio nel territorio regionale. L’intervento regionale è dichiaratamente complementare alle competenze statali in materia di immigrazione e si orienta a integrazione, legalità, sicurezza, tutela dei soggetti vulnerabili e promozione della coesione sociale.
Principi, finalità e ambito territoriale
La Regione promuove iniziative volte a una gestione efficace del fenomeno migratorio, nel rispetto della Costituzione, dello Statuto speciale, delle norme internazionali, europee e statali. La disciplina mira a mitigare l’impatto sociale dell’immigrazione nel territorio regionale, favorendo relazioni armoniose tra le persone, il rispetto delle regole di convivenza, la coesione sociale, la parità di genere e il contrasto all’illegalità.
Gli interventi previsti dalla legge si inseriscono nelle competenze regionali e locali e integrano le politiche attive già esistenti in materia di immigrazione.
Prevenzione della radicalizzazione e contrasto agli estremismi
La Regione promuove misure di prevenzione e contrasto della radicalizzazione violenta e di ogni forma di estremismo o fondamentalismo culturale e religioso. A questo fine può concedere contributi a:
- istituzioni scolastiche;
- università;
- enti del Terzo Settore;
- altri enti privati sociali senza scopo di lucro con esperienza nel settore.
Gli interventi finanziabili riguardano formazione, sensibilizzazione del territorio e progetti specifici per operatori. È inoltre prevista la partecipazione a forme di coordinamento con autorità statali, istituzioni scolastiche e religiose ed enti locali per migliorare lo scambio informativo e le attività preventive.
Interventi in ambito lavorativo
La legge garantisce alle persone straniere regolarmente soggiornanti pari opportunità rispetto ai cittadini italiani nell’orientamento professionale, nell’inserimento lavorativo e nel sostegno alle attività autonome.
La Regione assicura l’accesso ai servizi di incontro domanda-offerta dei Centri per l’impiego e ai percorsi di politica attiva del lavoro, oltre a servizi di mediazione linguistica e interculturale presso i medesimi centri.
Resta ferma la competenza regionale per il rilascio di nulla osta al lavoro e autorizzazioni previste dal testo unico immigrazione per specifiche tipologie di ingresso e impiego. La Regione approva inoltre i progetti formativi relativi ai tirocini per cittadini non UE in trasferimento temporaneo o distacco, secondo la disciplina regionale sui tirocini.
È previsto un impegno specifico contro lavoro irregolare, lavoro sommerso, caporalato e sfruttamento lavorativo, con interventi di integrazione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa per cittadini di paesi terzi vittime o potenziali vittime di sfruttamento.
Parità di diritti tra donne e uomini
La Regione interviene per promuovere, nelle comunità straniere, la parità tra donne e uomini, la prevenzione della violenza contro le donne, la tutela della salute femminile e l’integrazione nella società civile.
Possono essere concessi contributi a enti pubblici, istituzioni scolastiche e formative, enti del Terzo Settore e altri soggetti non profit con finalità di contrasto alla violenza di genere, per progetti diretti a:
- diffondere la cultura del rispetto e della parità;
- sostenere l’autonomia economica, sociale, linguistica e occupazionale della donna migrante;
- prevenire la violenza contro la donna migrante;
- promuovere l’approccio di genere nei servizi sanitari e la cultura della salute;
- favorire il dialogo tra scuole e famiglie straniere;
- prevenire e contrastare le mutilazioni genitali femminili e assistere le donne e le bambine già sottoposte a tali pratiche.
Valorizzazione del pluralismo culturale, linguistico e storico
La Regione riconosce e valorizza le comunità straniere storiche presenti in Friuli Venezia Giulia come componente della comunità regionale e come espressione di multiculturalismo.
Sono considerate “comunità straniere storiche” quelle presenti in regione, alla data di entrata in vigore della legge, da almeno venti anni dalla data di costituzione. A favore delle associazioni rappresentative e di altri enti non profit con esperienza nel settore possono essere concessi contributi per:
- attività di ricerca e studio sulla comunità, con particolare riferimento alla storia e ai percorsi di integrazione;
- mantenimento dei legami con i paesi di origine;
- valorizzazione della memoria storica e della lingua di origine;
- attività di supporto alle comunità straniere presenti in regione, con finalità informative e formative.
Istruzione, formazione e contrasto alla dispersione scolastica
Regione, enti locali e istituzioni scolastiche concorrono ad azioni per superare le difficoltà linguistiche e formative degli alunni stranieri e per contrastare abbandono e dispersione scolastica.
Possono essere finanziati interventi relativi a:
- cittadinanza e apprendimento della lingua italiana;
- conoscenza della Costituzione, dell’ordinamento italiano e delle istituzioni nazionali e regionali;
- mediazione linguistica e culturale;
- partecipazione dei genitori alla vita scolastica e dialogo con le famiglie;
- formazione di dirigenti, docenti e personale non docente sull’intercultura e sul fenomeno migratorio;
- insegnamento dell’italiano come seconda lingua;
- introduzione e conoscenza delle lingue e culture di origine;
- buone pratiche di educazione interculturale;
- progetti per il superamento delle difficoltà linguistiche e formative e per il contrasto alla dispersione scolastica.
Sono inoltre previsti contributi per azioni rivolte ad adulti stranieri per l’alfabetizzazione e il perfezionamento della lingua italiana.
Tutela dei minori stranieri non accompagnati
La Regione tutela il diritto all’accoglienza, alla salute e all’integrazione dei minori stranieri non accompagnati e sostiene Comuni ed enti gestori dei servizi sociali comunali che ne curano assistenza, accoglienza e integrazione.
Tra gli strumenti previsti vi sono:
- supporto ai Comuni che accolgono minori affidati in strutture socioassistenziali, socioeducative e sociosanitarie autorizzate e accreditate;
- promozione dell’affidamento familiare;
- organizzazione di un sistema di servizi qualificati, anche con fondi europei, per istruzione, lingua italiana, formazione professionale, lavoro e socializzazione;
- partecipazione alla strategia nazionale contro la tratta dei minori stranieri non accompagnati;
- promozione di modalità di accoglienza omogenee sul territorio regionale;
- qualificazione del personale operante con i minori;
- sostegno all’attività del Garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza per i tutori volontari;
- monitoraggio quantitativo e qualitativo dei flussi e della capacità delle strutture.
La Giunta regionale individua annualmente le priorità da perseguire. L’Amministrazione regionale può inoltre rimborsare ai Comuni e agli enti gestori le spese rimaste a carico per l’accoglienza dei minori, al netto dei contributi richiesti al Ministero dell’interno tramite Prefetture. La Giunta stabilisce annualmente anche i valori massimi onnicomprensivi delle rette rimborsabili.
Gli interventi possono essere estesi oltre la maggiore età solo per i soggetti per i quali il Tribunale per i minorenni abbia disposto, con decreto motivato, l’affidamento ai servizi sociali.
Sicurezza territoriale, controllo e supporto agli enti locali
La Regione collabora con le autorità competenti per sostenere la gestione del fenomeno migratorio in una prospettiva di sicurezza integrata del territorio.
Possono essere concessi contributi agli enti locali, singoli o associati, per:
- coprire gli oneri di verifiche sulla regolarità degli adempimenti amministrativi relativi alla presenza di popolazione straniera, nell’ambito di intese con le Prefetture;
- finanziare progetti urbanistici, sociali e culturali, anche sperimentali, in intesa con le Prefetture, comprendenti riuso di spazi pubblici, rigenerazione urbana in aree degradate e studi/progettazioni sperimentali;
- realizzare progetti di mediazione sociale abitativa, integrazione socio-educativa di giovani anche di origine straniera per prevenire devianza e aggregazioni violente, e cura/pulizia dei territori attraversati da migranti in transito lungo la rotta balcanica.
Contrasto dell’immigrazione irregolare
La Regione sostiene iniziative degli enti locali, d’intesa con le Prefetture, per prevenire e fronteggiare situazioni straordinarie di rischio derivanti dalla presenza di flussi di migranti anche irregolari.
Sono finanziabili, in particolare:
- l’acquisto di attrezzature e strumentazioni da mettere a disposizione delle Forze di polizia dello Stato per il controllo dei flussi e per il contrasto alle organizzazioni che favoriscono l’immigrazione illegale;
- la riqualificazione e manutenzione straordinaria di immobili utili a ospitare uffici e personale delle Forze di polizia.
Rientro volontario e reinserimento nei Paesi di origine
La Regione partecipa ai programmi statali ed europei per favorire il rientro volontario dei migranti nei paesi d’origine.
Può inoltre finanziare progetti di enti locali, enti del Terzo Settore, altri enti non profit con esperienza e organizzazioni internazionali non governative, relativi a:
- informazione, orientamento e promozione del rientro volontario assistito;
- istruzione e formazione per competenze utili al mercato del lavoro locale e al reinserimento nel paese d’origine;
- accompagnamento e assistenza per rientri attraverso progetti individuali di reinserimento sociale ed economico;
- supporto al rimpatrio di persone colpite da provvedimenti di espulsione, in accordo con le autorità procedenti.
Contrasto alla tratta, al grave sfruttamento e alla riduzione in schiavitù
La legge riconosce il diritto delle persone a sottrarsi a tratta, assoggettamento, coercizione, sfruttamento e riduzione in schiavitù, nel rispetto della normativa costituzionale, statale, internazionale ed europea.
La Regione sostiene gli interventi di tutela delle vittime partecipando alle iniziative statali di protezione, assistenza e integrazione sociale. Nell’ambito della presa in carico e protezione delle vittime sostiene anche:
- sensibilizzazione della cittadinanza;
- coordinamento tra soggetti territoriali impegnati nel contrasto alla tratta;
- formazione degli operatori che possono entrare in contatto con le vittime;
- misure attive di inclusione sociale e lavorativa.
Può concedere contributi a soggetti privati iscritti nel registro delle associazioni ed enti che svolgono attività a favore degli immigrati per reti territoriali di primo contatto, identificazione delle vittime e protezione immediata con assistenza sanitaria, legale, psicologica e accoglienza residenziale o semi-residenziale.
Mediatori culturali e Elenco regionale
La Regione sostiene e valorizza la figura del mediatore culturale. Per tale finalità può finanziare enti pubblici, enti del Terzo Settore e altri enti non profit con esperienza nel settore, per progetti di:
- formazione di nuovi mediatori culturali;
- aggiornamento professionale di mediatori già operanti;
- qualificazione del servizio di mediazione culturale e inserimento dei mediatori nei servizi pubblici e privati dedicati agli immigrati.
È istituito presso la Direzione competente in materia di immigrazione l’Elenco regionale dei mediatori culturali, pubblicato sul sito della Regione. Possono richiederne l’iscrizione cittadini italiani, cittadini UE regolarmente presenti ai sensi della normativa di libera circolazione e cittadini extracomunitari presenti in Italia da almeno due anni, con permesso di soggiorno idoneo all’attività lavorativa.
I requisiti generali includono residenza o domicilio in Friuli Venezia Giulia, età minima di 18 anni, godimento dei diritti civili e politici e, per i madrelingua stranieri, conoscenza dell’italiano almeno al livello B2, salvo le eccezioni previste.
I requisiti specifici consistono in:
- almeno 100 ore di esperienza lavorativa nella mediazione culturale presso soggetti pubblici o privati;
- titoli di studio attinenti, oppure
- attestati di partecipazione a corsi regionali del settore.
Per l’iscrizione è necessario dimostrare l’esperienza di cui sopra e almeno uno degli ulteriori requisiti previsti. Il mantenimento dell’iscrizione richiede la frequenza con esito positivo delle attività formative o di aggiornamento promosse annualmente dalla Direzione competente. Il venir meno dei requisiti comporta la cancellazione.
Con regolamento regionale sono disciplinate le modalità di tenuta, aggiornamento, iscrizione, cancellazione, mantenimento e pubblicazione dell’Elenco. I mediatori già iscritti al vecchio elenco sono iscritti d’ufficio al nuovo, previa verifica dei requisiti, entro 90 giorni dall’entrata in vigore; nelle more, resta efficace il precedente elenco.
Osservatorio regionale dell’immigrazione
È operante presso la Direzione competente l’Osservatorio regionale dell’immigrazione, con funzioni di monitoraggio e analisi del fenomeno migratorio sul territorio regionale.
L’Osservatorio svolge anche funzioni di orientamento e valutazione degli interventi previsti dalla legge, attraverso:
- raccolta ed elaborazione di dati periodici;
- pubblicazione di report tematici;
- gestione e aggiornamento delle pagine web dedicate.
La Regione collabora, tramite protocolli d’intesa, con enti pubblici, enti del Terzo Settore e altri enti non profit per obiettivi conoscitivi comuni. Le funzioni sono esercitate dalla struttura regionale competente in materia di immigrazione.
Accesso a fondi europei e programmi finanziati
La Regione partecipa a iniziative statali ed europee per migliorare la gestione dei flussi migratori, rafforzare la cooperazione, sostenere la migrazione legale e controllata e promuovere i rimpatri.
Gli interventi si collegano in particolare a:
- Fondo Asilo, migrazione e integrazione;
- Fondo per la gestione integrata delle frontiere;
- Fondo Sociale Europeo per azioni di inclusione socio-lavorativa.
Le attività sono svolte in collaborazione con enti pubblici, enti del Terzo Settore, altri enti non profit, organizzazioni internazionali non governative e con i soggetti individuati come beneficiari dai programmi europei.
Tirocini in materia di immigrazione
L’Amministrazione regionale può stipulare accordi con le Università degli Studi di Trieste e di Udine per attivare tirocini extracurriculari formativi e di orientamento presso gli uffici competenti delle Prefetture presenti in regione, al fine di sviluppare competenze amministrative e giuridiche in materia di immigrazione.
Sono finanziabili le spese dell’università promotrice relative a:
- indennità di partecipazione del tirocinante;
- oneri assicurativi;
- imposte e tasse connesse ai tirocini.
L’accordo definisce termini e modalità di concessione e liquidazione del finanziamento; si applica la disciplina vigente sui tirocini. Le risorse sono ripartite in misura uguale tra i due Atenei.
Disciplina attuativa, controlli e valutazione
Con regolamento regionale sono definiti, per gli interventi contributivi dei capi II e III:
- requisiti dei beneficiari;
- modalità di presentazione di istanze e rendiconti;
- selezione dei progetti;
- spese ammissibili;
- concessione ed erogazione dei contributi;
- verifiche e controlli;
- termini dei procedimenti.
Il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge. La Giunta regionale deve presentare una relazione la prima volta entro il 2025 e successivamente ogni tre anni, anche sulla base dell’attività dell’Osservatorio, con i risultati del monitoraggio delle azioni di cui agli articoli da 2 a 12. La relazione e i documenti consiliari conclusivi sono pubblicati sul sito istituzionale.
Regime transitorio, abrogazioni e copertura finanziaria
Ai procedimenti contributivi già in corso alla data di entrata in vigore della legge continua ad applicarsi la normativa regionale previgente.
Sono espressamente abrogate la legge regionale 9 dicembre 2015, n. 31 e varie disposizioni successive collegate in materia di immigrazione e integrazione.
La legge reca una articolata copertura finanziaria per il triennio 2023-2025, con stanziamenti dedicati ai singoli interventi e con rimodulazioni/storni interni al bilancio regionale. Le principali autorizzazioni di spesa riguardano prevenzione radicalizzazione, parità di genere, valorizzazione delle comunità straniere storiche, istruzione e formazione, minori stranieri non accompagnati, sicurezza territoriale, rientro volontario, contrasto alla tratta, mediatori culturali e tirocini in materia di immigrazione.
Entrata in vigore
La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione, quindi dal 7 marzo 2023.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa regionale
- Legge · 3 mar 2023L.R. FVG 10/2023
- Legge · 24 feb 2023L.R. FVG 7/2023
- Legge · 24 feb 2023L.R. FVG 8/2023
- Legge · 17 feb 2023L.R. FVG 4/2023
- Legge · 17 feb 2023L.R. FVG 5/2023
- Legge · 17 feb 2023L.R. FVG 6/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa regionale →