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Legge

L.R. FVG 4/2023

FVGreen - Disposizioni per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica del Friuli Venezia Giulia.

Normativa regionaleL.R. FVG 4/2023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, quella di mitigazione/adattamento ai cambiamenti climatici, il Piano clima regionale e il piano regionale Green Public Procurement. Disciplina monitoraggi, partecipazione, informazione e formazione, incentivi e un’adesione ad AISBL sull’idrogeno. Contiene anche modifiche alla legge rifiuti 34/2017 e norme finanziarie per il triennio 2023-2025.

Sviluppo sostenibile, transizione ecologica e azioni climatiche del Friuli Venezia Giulia

Sviluppo sostenibile e transizione ecologica del Friuli Venezia Giulia

La legge definisce il quadro regionale per orientare politiche, pianificazione e programmazione verso la sostenibilità ambientale, la neutralità climatica e la resilienza ai cambiamenti climatici. Opera nel solo territorio del Friuli Venezia Giulia e integra strumenti strategici, piani operativi, monitoraggio, comunicazione pubblica e interventi finanziari.

Finalità generali e obiettivi di lungo periodo

La Regione assume come riferimento i principi costituzionali, l’Agenda 2030, il Green Deal europeo e l’Accordo di Parigi. Si impegna a conseguire:

  • emissioni nette di gas a effetto serra uguali a zero entro il 2045;
  • una riduzione delle emissioni almeno pari all’obiettivo nazionale assegnato dall’Unione europea entro il 2030.

La produzione legislativa regionale deve essere orientata a tali obiettivi. La legge disciplina inoltre:

  • la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile;
  • la Strategia regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • il Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • il Piano di azione regionale per il Green Public Procurement.

Struttura di coordinamento e supporto tecnico

La Cabina di regia per la strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, istituita dalla Giunta regionale, elabora le strategie regionali per lo sviluppo sostenibile e per il clima e ne cura il monitoraggio e la valutazione. Per svolgere le proprie funzioni si avvale:

  • delle strutture regionali, degli enti regionali e delle agenzie regionali;
  • del supporto scientifico di enti pubblici del sistema della ricerca regionale e nazionale e di istituzioni scientifiche.

Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Cabina di regia deve definire le modalità organizzative per l’esercizio delle funzioni.

Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile

La Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile è il documento di indirizzo generale, coerente con la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e raccordato con il DEFR. Definisce scelte e obiettivi strategici per un modello di sviluppo:

  • sostenibile, equilibrato e inclusivo;
  • capace di ridurre disuguaglianze economiche, ambientali e sociali;
  • fondato su gestione sostenibile di risorse naturali e suolo, tutela ambientale, economia circolare e resilienza climatica.

La Strategia è elaborata con un processo partecipativo e accessibile che coinvolge enti locali, enti pubblici, parti sociali, società civile e cittadini, anche mediante organismi consultivi settoriali. È approvata entro il 31 dicembre 2023 con doppia fase:

  • approvazione preliminare della Giunta;
  • parere delle Commissioni consiliari competenti entro 30 giorni.

Decorso tale termine o acquisiti i pareri, la Giunta approva definitivamente la Strategia, che produce effetti dalla pubblicazione sul BUR e deve essere pubblicata anche sul sito istituzionale. La Strategia:

  • è monitorata e valutata ai sensi dell’articolo 8;
  • è aggiornata almeno ogni 6 anni;
  • può essere modificata e integrata in qualsiasi momento con la stessa procedura di approvazione.

Regione ed enti locali devono adeguare pianificazione e programmazione di settore agli obiettivi della Strategia, che devono essere integrati anche nelle leggi regionali di settore.

Strategia regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici

La Strategia climatica regionale costituisce il quadro di orientamento delle politiche per:

  • ridurre emissioni di gas a effetto serra o climalteranti;
  • ridurre vulnerabilità territoriale e rischi climatici.

È coerente con la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e con SNAC, PNACC, PNIEC e Strategia italiana di lungo termine per la riduzione delle emissioni. Definisce quadro conoscitivo, modello organizzativo, gestionale e metodologico per obiettivi strategici e per la valutazione degli impatti climatici nei settori interessati.

I settori strategici di mitigazione comprendono, tra gli altri:

  • energia, trasporti e infrastrutture;
  • sistema urbano e insediativo;
  • produzione, gestione dei rifiuti, economia circolare e settore produttivo;
  • industrie e infrastrutture pericolose;
  • agroalimentare, zootecnia, pesca, forestale, terziario e domestico.

I settori strategici di adattamento includono:

  • difesa del territorio dal rischio idrogeologico;
  • gestione delle risorse idriche;
  • aree costiere, montane e alpine;
  • ecosistemi terrestri, acque interne e marini;
  • biodiversità, foreste, salute umana;
  • agroalimentare, acquacoltura, pesca, turismo, sport, patrimonio culturale e paesaggistico.

Anche questa Strategia è costruita con processo partecipativo, approvata preliminarmente dalla Giunta e sottoposta al parere della Commissione consiliare competente entro 30 giorni. Acquisito il parere o decorso il termine, la Giunta la approva definitivamente; l’efficacia decorre dalla pubblicazione sul BUR. È soggetta a monitoraggio e valutazione, aggiornamento almeno quinquennale? No: almeno ogni 6 anni, con possibilità di modifiche in ogni tempo secondo la medesima procedura. Gli obiettivi vanno integrati nelle leggi regionali di settore.

Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici

Il Piano clima regionale traduce la Strategia climatica in misure e azioni prioritarie, indicando:

  • soggetti attuatori e responsabili;
  • tempi di attuazione;
  • stima delle risorse necessarie.

La struttura regionale competente in materia di ambiente lo predispone secondo la disciplina sulla valutazione ambientale strategica. Può avvalersi del supporto delle strutture ed enti regionali e di enti pubblici di ricerca, anche tramite accordi ex art. 15 della legge 241/1990.

Il Piano è elaborato con consultazione partecipata. Il progetto di Piano, con eventuale rapporto ambientale e sintesi non tecnica, è adottato dalla Giunta. Poi:

  • viene depositato per 60 giorni effettivi presso la struttura competente;
  • è pubblicato sul sito istituzionale e sul BUR;
  • chiunque può prenderne visione e presentare osservazioni.

Decorso il termine, la Giunta tiene conto delle osservazioni e del parere motivato dell’autorità competente in materia di VAS, adotta il Piano e lo sottopone al parere della Commissione consiliare competente, che si pronuncia entro 30 giorni. Il Piano è poi approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta.

Deve essere approvato entro un anno dalla pubblicazione sul BUR della Strategia climatica. Acquisisce efficacia dalla pubblicazione sul BUR e deve essere pubblicato sul sito istituzionale. È monitorato e valutato dalla struttura competente, aggiornato almeno ogni 6 anni e modificabile con la stessa procedura di approvazione. Piani territoriali, settoriali e programmi regionali e locali devono essere elaborati o aggiornati in coerenza con il Piano clima.

Piani locali e ruolo dei Comuni

La Regione riconosce ai Comuni un ruolo fondamentale nell’attuazione delle azioni di mitigazione e adattamento, in particolare mediante l’adesione al Patto dei sindaci per il clima e l’energia e la predisposizione dei PAESC.

In qualità di coordinatore territoriale, la Regione:

  • fornisce supporto tecnico e formativo ai Comuni per adesione, predisposizione e monitoraggio dei PAESC;
  • incentiva e sostiene la predisposizione dei PAESC;
  • realizza una piattaforma informatica, nell’ambito dei sistemi informativi regionali, per l’inserimento dei dati relativi agli inventari di base delle emissioni e ai monitoraggi dei risultati e dello stato di attuazione dei PAESC.

La Regione collabora inoltre con gli enti locali per integrare le misure climatiche nella pianificazione e programmazione locale e per valutare iniziative e progetti locali in materia di mitigazione e adattamento.

Green Public Procurement regionale

Il Piano di azione regionale per il Green Public Procurement (PARGPP) disciplina l’integrazione della sostenibilità ambientale negli acquisti di beni e servizi della Regione, in coerenza con il piano nazionale e sulla base dei criteri di riduzione di risorse naturali, rifiuti, emissioni inquinanti, rischi ambientali e sostituzione delle fonti non rinnovabili con rinnovabili.

La struttura regionale competente in materia di ambiente lo predispone con supporto tecnico e scientifico di strutture, enti e agenzie regionali e di enti di ricerca, anche tramite accordi ex legge 241/1990. La Giunta lo adotta e lo sottopone al parere della Commissione consiliare competente, che si esprime entro 30 giorni; poi il Piano è approvato con decreto del Presidente della Regione previa deliberazione della Giunta.

Il PARGPP deve essere approvato entro un anno dalla pubblicazione sul BUR della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. Acquisisce efficacia dalla pubblicazione sul BUR e va pubblicato sul sito istituzionale. È monitorato e valutato, aggiornato almeno ogni 3 anni e modificabile con la stessa procedura.

I Comuni devono predisporre i propri piani di azione per la sostenibilità ambientale dei consumi pubblici in conformità al PARGPP e ai CAM. La previsione di specifiche tecniche e clausole contrattuali dei CAM nelle procedure di appalto comunali è condizione per la concessione di contributi regionali destinati alla realizzazione degli interventi oggetto degli appalti.

Monitoraggio, valutazione e sistemi informativi

La Regione istituisce un sistema di monitoraggio e valutazione per verificare stato di attuazione, efficacia e risultati della Strategia per lo sviluppo sostenibile, della Strategia climatica, del Piano clima e del PARGPP, così da individuare tempestivamente eventuali correzioni.

Per le Strategie regionali e per il Piano clima si utilizzano indicatori di processo e di risultato validati, coerenti con quelli adottati a livello nazionale. Anche il PARGPP è monitorato mediante indicatori validati.

A supporto delle strategie e del Piano clima, la Regione sviluppa un dominio di conoscenza regionale basato su strumenti formali di rappresentazione dei dati, interoperabili e riusabili, secondo i principi europei sulla strategia per i dati. I sistemi informativi regionali utilizzano tali dati per restituire patrimoni informativi utili alla pianificazione e programmazione regionale e locale, in conformità agli standard nazionali sull’informazione geografica relativa ai cambiamenti climatici.

Sensibilizzazione, informazione, formazione e comunicazione

La Regione considera la transizione ecologica un processo anche culturale e promuove la diffusione delle conoscenze su sostenibilità ambientale e cambiamenti climatici attraverso informazione, formazione e comunicazione rivolte a:

  • sistema scolastico e formativo;
  • categorie professionali, economiche e sociali;
  • amministrazioni locali;
  • popolazione in generale.

Le campagne di informazione riguardano:

  • elaborazione e attuazione delle strategie e del Piano clima, per favorire il processo partecipativo;
  • temi connessi agli obiettivi della Strategia di sviluppo sostenibile e alle buone pratiche di comportamento sostenibile;
  • azioni e misure del Piano clima, anche per diffondere la cultura del rischio;
  • transizione all’economia circolare e riduzione dei rifiuti, con coinvolgimento delle imprese.

La Regione promuove inoltre:

  • corsi gratuiti di formazione per figure professionali specifiche;
  • aggiornamento per tecnici e professionisti su mitigazione e adattamento climatici;
  • attività formative per il sistema scolastico;
  • formazione per rafforzare capacità amministrativa e istituzionale e competenze tecniche degli attuatori delle politiche di sostenibilità;
  • incontri e attività formative nel Consiglio regionale.

Sul piano della comunicazione istituzionale, è previsto un sito web con aree tematiche dedicate a sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici e plastica. In particolare, devono essere pubblicati strategie, piani, comunicazioni del processo partecipativo, rapporti di monitoraggio e contenuti relativi a progetti e iniziative collegati alla prevenzione dei rifiuti di plastica e al Programma regionale di prevenzione della produzione dei rifiuti.

Incentivi per la transizione ecologica

La Regione orienta le linee contributive verso attività e interventi nei settori strategici climatici e verso il raggiungimento degli obiettivi delle strategie e del Piano clima. La verifica di tale finalizzazione avviene tramite il monitoraggio previsto dalla legge.

Per agevolare l’accesso ai contributi, la Regione utilizza e implementa il sistema informatico per la concessione dei contributi ai beneficiari, secondo la disciplina dei singoli canali contributivi.

Partecipazione all’iniziativa transnazionale sull’idrogeno

Per sostenere la transizione energetica, la Regione è autorizzata a partecipare, come soggetto fondatore, a un’AISBL di diritto belga per coordinare l’iniziativa transnazionale “Valle idrogeno Nord Adriatico”. La Giunta autorizza la partecipazione e approva atto costitutivo e statuto, che devono garantire:

  • assenza di fini di lucro;
  • conformità allo Statuto del Friuli Venezia Giulia;
  • autonomia patrimoniale perfetta.

La Regione può versare una quota associativa annuale fino a un importo massimo stabilito dalla Giunta, nei limiti dello stanziamento di bilancio e con copertura a valere sulle risorse regionali per l’integrazione europea.

Clausola valutativa

Il Consiglio regionale controlla l’attuazione della legge rispetto alle sue finalità. La Giunta deve trasmettere una relazione:

  • la prima volta entro il 2024;
  • poi ogni due anni.

La relazione, basata anche sul monitoraggio della Cabina di regia, descrive i risultati dei monitoraggi e delle valutazioni e mette in evidenza i progressi in:

  • capacità di adattamento;
  • resilienza;
  • riduzione della vulnerabilità climatica;
  • diffusione della cultura della sostenibilità.

La relazione e i documenti consiliari conclusivi dell’esame sono pubblicati sul sito istituzionale.

Modifiche alla legge regionale 34/2017 sui rifiuti

La legge modifica la disciplina regionale dei rifiuti e dell’economia circolare. In particolare:

  • viene attribuito ai soggetti competenti un ulteriore intervento di avvio a recupero o smaltimento dei rifiuti stoccati illecitamente in immobili destinati ad attività di impresa o nelle relative aree esterne, se i soggetti obbligati non vi provvedono;
  • la finalità delle misure contributive dell’articolo 33 della legge rifiuti è riformulata per sostenere gli obiettivi e le azioni del Piano regionale di gestione dei rifiuti, anche tramite comunicazione e informazione;
  • il riferimento normativo nel medesimo articolo 33 è aggiornato per includere anche la nuova ipotesi di intervento.

Norme finanziarie

La legge autorizza spese a valere sul bilancio regionale 2023-2025 per l’attuazione delle varie misure, con coperture in parte tramite prelievo da fondi e accantonamenti e in parte mediante gli stanziamenti di missioni e programmi già previsti. Le autorizzazioni di spesa riguardano, tra l’altro:

  • supporto alla Cabina di regia, al Piano clima e al PARGPP;
  • supporto ai Comuni, formazione e incentivi per il supporto tecnico;
  • piattaforme e sistemi informativi;
  • monitoraggi e valutazioni;
  • azioni di informazione e comunicazione;
  • partecipazione all’AISBL sull’idrogeno;
  • modifiche alla legge regionale 34/2017.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione. Le principali scadenze operative previste riguardano il 2023-2025 per le coperture finanziarie, il 31 dicembre 2023 per l’approvazione della Strategia per lo sviluppo sostenibile, l’anno successivo alla pubblicazione della Strategia climatica per il Piano clima e gli aggiornamenti periodici previsti per i diversi strumenti.

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