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Sentenza

Sentenza n. 939/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento del 01.12.2023, notificato a mezzo pec in pari data, a firma del Dirigente p.t. del Settore 7 Pianificazione Territoriale – Edilizia Privata- del Comune di Tricase; -di ogni atto presupposto connesso e/o conseguenziale, e in particolare, ove occorra, del provvedimento reso ex art. 10 bis L. n. 241/1990, del 19.10.2023 a firma del Dirigente p.t. del Settore 7 Pianificazione Territoriale – Edilizia Privata- del Comune di Tricase e, nei limiti di interesse, della norma tecnica del vigente Piano di Fabbricazione che disciplina l’area oggetto di intervento.

Giustizia amministrativa202400031

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego del rilascio dei titoli edilizi necessari alla realizzazione di una piscina pertinenziale, connesso parere ex art. 10-bis l. 241/1990 e norma tecnica del Piano di Fabbricazione applicabile all'area

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 1° dicembre 2023 con cui era stata respinta l'istanza per il rilascio dei titoli edilizi necessari alla realizzazione di una piscina pertinenziale presso un immobile di proprietà. Nel corso del giudizio, dopo un rinvio disposto per consentire interlocuzioni con l'amministrazione, il Comune ha adottato un nuovo parere urbanistico favorevole alla realizzazione dell'intervento, superando il precedente diniego. Il ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione e ha chiesto la cessata materia del contendere, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha ritenuto non corretta la qualificazione della fattispecie come cessata materia del contendere ex art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il Comune aveva adottato soltanto un nuovo parere urbanistico favorevole, senza emanare ancora il provvedimento finale di assenso necessario alla realizzazione dell'intervento. Non risultando più utile, secondo la dichiarazione del ricorrente, la decisione sul diniego originario, è venuta meno la condizione dell'azione costituita dall'interesse a ricorrere. Le spese di lite sono state compensate, conformemente alla richiesta del ricorrente e in considerazione della natura formale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La cessata materia del contendere presuppone che il ricorrente abbia ottenuto in via amministrativa il bene della vita perseguito, con oggettivo venir meno della lite.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando, per sopravvenute circostanze, viene meno l'interesse del ricorrente alla decisione; tale ipotesi ricorre quando l'eventuale accoglimento non procurerebbe più alcuna utilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Norma richiamata nel provvedimento in relazione alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • La cessata materia del contendere ex art. 34, comma 5, c.p.a. richiede che il ricorrente abbia conseguito in via amministrativa il bene della vita cui mirava, così da determinare l'oggettivo venir meno della lite.
  • La sopravvenuta carenza di interesse ex art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. ricorre quando l'eventuale accoglimento del ricorso non produrrebbe più alcuna utilità al ricorrente, determinando il venir meno di una condizione dell'azione.
  • La sopravvenuta adozione di un atto amministrativo favorevole non determina cessazione della materia del contendere se non è stato ancora adottato il provvedimento finale di assenso necessario a conseguire il bene della vita; in tale situazione, ove il ricorrente dichiari di non avere più interesse alla decisione, il giudizio va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve prenderne atto e definire il giudizio in conformità, salvo che residui un interesse alla pronuncia.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEffetto conformativo e riedizione del potere

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