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Sentenza

Sentenza del 17/02/2020 n. 876 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - Imu - Immobili ATER -Detrazione - Compete - Esenzione - Non compete - Insussistenza delle condizioni.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'ATER ha contestato l'applicazione dell'IMU sugli immobili da essa gestiti richiedendo l'esenzione prevista dall'art. 7, comma 1, lett. i), del d.lgs. n. 504/1992 (esenzione per immobili posseduti ed utilizzati direttamente da enti pubblici con esclusiva destinazione ad attività non produttive di reddito). In subordine si è invocata la detrazione prevista dall'art. 13, comma 10, del d.l. n. 201/2011. Il punto centrale era se gli immobili ATER rientrassero nelle condizioni di esclusione dal tributo (utilizzo diretto ed esclusiva destinazione a attività non produttive di reddito) oppure dovessero essere soggetti a IMU con l'unica possibilità della detrazione statale.

La decisione

La Corte ha ritenuto che gli immobili gestiti dall'ATER non soddisfano i requisiti previsti dall'art. 7, comma 1, lett. i), d.lgs. n. 504/1992 (mancanza della duplice condizione dell'utilizzazione diretta da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva destinazione ad attività peculiari non produttive di reddito). Di conseguenza non è concessa l'esenzione IMU. Tuttavia tali immobili possono beneficiare soltanto della detrazione prevista dall'art. 13, comma 10, del d.l. n. 201/2011. Inoltre la rinuncia dello Stato alla propria quota IMU è interpretata come strumento volto a destinare l'intero gettito al Comune (e non come una decurtazione della quota statale a favore del possessore).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504/1992, art. 7, comma 1, lett. i)

    art. 7, comma 1, lett. i)

    L'esenzione richiede la doppia condizione dell'utilizzazione diretta dell'immobile da parte dell'ente possessore e dell'esclusiva destinazione ad attività peculiari non produttive di reddito; tali condizioni non sono risultate sussistenti per gli immobili gestiti dall'ATER nel caso esaminato.

  • d.l. n. 201/2011, art. 13, comma 10

    Per gli immobili gestiti da ATER è riconosciuta soltanto la detrazione prevista da questa norma (rinuncia dello Stato alla propria quota IMU e determinazione dell'allocazione del gettito), non l'esenzione; la rinuncia statale mira a trasferire l'intero gettito al Comune.

Massime di principio

  • Gli immobili posseduti o gestiti da enti come l'ATER non godono automaticamente dell'esenzione IMU: è necessario verificare che sussistano entrambe le condizioni di cui all'art. 7, comma 1, lett. i) (utilizzo diretto da parte dell'ente e destinazione esclusiva ad attività non produttive di reddito).
  • Se manca anche una sola delle condizioni previste dalla norma sull'esenzione, l'immobile resta soggetto a IMU e potrà al massimo beneficiare della detrazione prevista dall'art. 13, comma 10, del d.l. n. 201/2011.
  • La rinuncia statale alla quota IMU non va intesa come una riduzione dell'imposta dovuta dal possessore, ma come una misura di riparto del gettito tra Stato e Comune (spostamento della quota statale al Comune).
  • Per valutare l'eventuale esenzione è fondamentale l'accertamento concreto dell'uso dell'immobile (se è effettivamente utilizzato direttamente dall'ente) e della natura dell'attività svolta (se è esclusivamente non produttiva di reddito).
  • Nel dubbio, documentare e provare l'utilizzo diretto e la finalità non reddituale è essenziale: in mancanza di prova, l'amministrazione finanziaria o il Comune possono legittimamente richiedere l'IMU.

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