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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15196/2023 del 11/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibili le istanze di affidamento in prova ai servizi sociali e di semiliberta' presentate dall'interessato, ritenendo non provata la 'collaborazione impossibile' ex art. 58-ter ord. pen. Il ricorrente ha censurato la valutazione del Tribunale per violazione di legge e vizio di motivazione, richiamando elementi quali la datazione remota dei reati (2013), l'accertamento definitivo delle responsabilita' degli altri membri del sodalizio, la mancanza di legami attuali con la criminalita' organizzata nelle informative e la buona condotta durante gli arresti domiciliari con autorizzazioni lavorative senza violazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Sorveglianza per una nuova valutazione di merito alla luce dello ius superveniens (modifiche apportate dal d.l. 31/10/2022 n.162 e dalla legge n.199/2022). La Corte ha richiamato la trasformazione della presunzione da assoluta a relativa in materia di collegamenti con la criminalita' organizzata e ha disposto che il Tribunale eserciti il potere valutativo e istruttorio (anche con interlocuzione con il pubblico ministero distrettuale) per verificare se sussistano gli indici stringenti e cumulativi necessari a superare la presunzione e valutare l'eventuale impossibilita' di collaborazione.

Norme richiamate

  • art. 4-bis ord. pen.

    Originariamente previsto come presunzione assoluta di mantenimento dei collegamenti con la criminalita' organizzata in assenza di collaborazione; la giurisprudenza costituzionale ne ha limitato la rigidita' e la normativa sopravvenuta (d.l. 31/10/2022 n.162 e legge n.199/2022) ha trasformato la presunzione in relativa, superabile mediante indici stringenti e cumulativi; il giudice deve ora esercitare valutazione di merito e poteri istruttori.

  • art. 58-ter ord. pen.

    Disciplina la collaborazione con la giustizia e l'accertamento incidentale dell'impossibilita' di collaborare; nel caso in esame il Tribunale aveva ritenuto non provata la 'collaborazione impossibile', ma la Cassazione ha disposto una rivalutazione alla luce delle modifiche legislative.

  • artt. 47 e 50 ord. pen.

    Richiamati dal ricorrente in relazione ai requisiti per l'accesso alle misure alternative (affidamento e semiliberta'); il loro significato e applicazione devono essere valutati tenendo conto della nuova disciplina sull'ostativita'.

  • art. 73 e art. 74 d.P.R. 309/1990

    Norme penali che sanzionano traffico e detenzione di sostanze stupefacenti; i reati contestati al ricorrente erano di tale natura e datati 2013, circostanza rilevata dal ricorrente come elemento a favore dell'assenza di legami attuali.

  • decreto-legge 31 ottobre 2022 n. 162

    Introduzione di modifiche rilevanti alla disciplina dell'art. 4-bis, tra cui la conversione della presunzione da assoluta a relativa e l'ampliamento dei poteri istruttori del Tribunale di sorveglianza; la Corte ha disposto la valutazione alla luce di questa normativa sopravvenuta.

  • legge n. 199 del 2022

    Legge di conversione/integrazione che ha disciplinato l'ambito applicativo del nuovo art. 4-bis e i poteri istruttori; rilevante per la necessita' che il giudice verifichi i presupposti con indici stringenti e cumulativi.

  • sentenza Corte costituzionale n. 253 del 2019

    Ha censurato l'assolutezza della presunzione di collegamento con la criminalita' organizzata limitatamente ai permessi premio, affermando la necessita' di una valutazione individualizzata quando vi siano elementi che escludono collegamenti attuali o pericolo di ripristino di essi.

  • ordinanza Corte costituzionale n. 97 del 2021

    Ordinanza-monito che ha rinviato la pronuncia per consentire un intervento legislativo, segnalando l'incoerenza del sistema penitenziario se la presunzione fosse stata abolita solo in parte; ha suggerito la necessita' di riequilibrare la disciplina.

Massime di principio

  • Dopo le modifiche legislative del 2022 la presunzione di mantenimento dei collegamenti con la criminalita' organizzata per i non collaboranti non e' piu' assoluta: il giudice deve compiere una valutazione di merito per verificare se la presunzione e' superata mediante indici stringenti e cumulativi.
  • La 'collaborazione impossibile' puo' essere invocata ma richiede prova o allegazioni precise e circostanziate che attestino l'effettiva impossibilita' dell'imputato a rendere informazioni utili.
  • Fattori utili a dimostrare l'assenza di collegamenti attuali includono la remota consumazione dei reati, l'esistenza di sentenze definitive che hanno accertato le responsabilita' di altri, informative istituzionali che attestino la mancanza di contatti attuali e una condotta carceraria positiva (es. autorizzazioni al lavoro e assenza di violazioni).
  • Controfattori che pesano negativamente sono ruoli fiduciari nel sodalizio e profonda conoscenza del mercato illecito che rendono plausibile l'esistenza di informazioni ancora rilevanti per le indagini.
  • Il Tribunale di sorveglianza deve avvalersi dei nuovi poteri istruttori (compresa l'interlocuzione con il pubblico ministero distrettuale) per valutare il grado di utilita' delle eventuali informazioni che il richiedente potrebbe ancora fornire.
  • Se un provvedimento e' stato adottato senza tener conto della normativa sopravvenuta, e' probabile l'annullamento e il rinvio per nuova valutazione; pertanto e' opportuno richiedere espressamente che il giudice verifichi lo ius superveniens.

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