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Sentenza

Sentenza n. 4753/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, 1) del Provvedimento Prot. n. 20250034442 del 15.12.2025 del Consolato Generale d'Italia in Istanbul con il quale comunica nei confronti del ricorrente il diniego del visto ex art. 4 comma 2 DL 286/1998 modificato da L. n. 189/2002 ed ex art. 6 bis DPR 334/2004; 2) di tutti gli atti del procedimento che hanno portato al provvedimento impugnato nonché degli atti necessari, presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi quelli a carattere generale, sia noti che ignoti.

Giustizia amministrativa202601698

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per motivi di studio adottato dal Consolato Generale d'Italia in Istanbul

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego del visto per motivi di studio comunicato dal Consolato Generale d'Italia in Istanbul, chiedendone l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, nonché l'annullamento degli atti presupposti, connessi e conseguenti. Nel corso della camera di consiglio, il difensore ha dichiarato che la ricorrente aveva presentato una nuova domanda di visto e aveva ricevuto un nuovo diniego; per tale ragione ha chiesto la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., dopo aver verificato l'integrità del contraddittorio e il rispetto dei termini previsti. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché la presentazione di una nuova domanda di visto, seguita da un nuovo diniego, ha fatto venir meno l'interesse attuale alla decisione sul precedente diniego. Le spese di giudizio sono state compensate in considerazione della peculiarità del procedimento e della natura processuale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 2, d.lgs. 286/1998

    Richiamato nell'atto impugnato quale base normativa del diniego del visto.

  • art. 6-bis d.P.R. 334/2004

    Richiamato nell'atto impugnato quale ulteriore base normativa del diniego del visto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso a causa della sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 60, comma 1, c.p.a.

    Applicato per definire il giudizio nel merito con sentenza semplificata in sede di decisione della domanda cautelare, verificati i presupposti processuali.

Massime di principio

  • La sopravvenuta presentazione di una nuova domanda amministrativa, seguita da un nuovo provvedimento lesivo, può far venir meno l'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione del precedente provvedimento, determinando l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il giudice amministrativo può definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. in sede cautelare quando siano trascorsi i termini prescritti e risultino completi il contraddittorio e l'istruttoria.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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