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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26191/2024 del 03/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso, proposto dall'avvocato Michele Sodrio in nome e per conto di Paolo Giannetta, censura la carenza e la manifesta illogicità della motivazione del Tribunale del riesame in ordine alla sussistenza del reato di associazione a delinquere (capo 1). In particolare si contesta che la partecipazione all'associazione sia stata valutata sulla base di generiche considerazioni relative a un "meccanismo" o "modus agendi" finalizzato all'indebita compensazione fiscale e su una ripetizione di comportamenti/know-how, senza che il Tribunale abbia adeguatamente dimostrato la presenza dell'elemento oggettivo essenziale dell'associazione: la stabile struttura organizzativa (uomini e mezzi) e il vincolo associativo durevole.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame non abbia adeguatamente applicato i principi consolidati della giurisprudenza in materia di associazione a delinquere, avendo ridotto l'elemento dell'organizzazione a mero know-how e reiterazione del reato, rendendo evanescente la distinzione tra concorso di persone nel reato continuato e associazione per delinquere. Per tali motivi la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il processo al Tribunale di Brescia per un nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    La Corte rileva che la motivazione del Tribunale del riesame ha reso evanescente l'elemento organizzativo richiesto dall'art. 416, annullando la distinzione normativa tra associazione per delinquere e concorso di persone nel reato continuato.

  • Giurisprudenza di legittimità (orientamento citato)

    La Corte richiama il costante orientamento che individua tre elementi fondamentali per l'associazione a delinquere: vincolo associativo tendenzialmente permanente, indeterminatezza del programma criminoso e presenza di una struttura organizzativa, anche minima, di uomini e mezzi. Tale orientamento è stato applicato per valutare la carenza della motivazione del Tribunale del riesame.

Massime di principio

  • Per configurare l'associazione per delinquere è necessario dimostrare non solo la ripetizione di reati simili, ma l'esistenza di una struttura organizzativa stabile (anche minima) composta da persone e mezzi funzionali alla realizzazione di un programma criminoso.
  • La mera presenza di know-how specialistico o la reiterazione di condotte concordate non sono di per sé sufficienti a qualificare il fatto come associazione a delinquere se manca la prova di un vincolo associativo durevole e di un apparato organizzato.
  • Occorre distinguere con precisione tra concorso di persone nel reato continuato (accordo occasionale limitato alla commissione di più reati) e associazione a delinquere (vincolo stabile e programma indeterminato); la motivazione giudiziale deve indicare indicatori concreti dell'autonomia e della stabilità dell'associazione.
  • In sede di riesame cautelare la gravità indiziaria relativa all'associazione richiede argomentazione specifica sugli elementi organizzativi e sui ruoli dei partecipanti; valutazioni generiche o descrittive del "meccanismo" non bastano.
  • Quando si valuta un presunto sodalizio finalizzato a delitti economico-tributari, il giudice deve accertare l'esistenza di un "apparato" organizzato (anche non materiale) ma concretamente efficace e stabile nel tempo, e non limitarsi a rilevare competenze professionali aggregate.

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