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Sentenza

Sentenza n. 29/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Quarta, n. 626/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202302473

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di un manufatto residenziale in muratura di circa 70 mq e di un box prefabbricato, realizzati senza titolo edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante ha impugnato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza di demolizione. Con un unico motivo articolato ha dedotto che, trattandosi di opere situate in un territorio completamente urbanizzato, l'amministrazione avrebbe dovuto motivare sulla comparazione tra gli interessi pubblici e privati coinvolti. Ha inoltre sostenuto che il notevole ritardo del Comune nell'adottare la misura repressiva avrebbe generato un legittimo affidamento e avrebbe imposto il rispetto delle garanzie procedimentali, inclusa la partecipazione procedimentale. In primo grado era stato contestato, in particolare, il difetto di motivazione dell'ordinanza e l'omessa comunicazione di avvio del procedimento e del preavviso di rigetto.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto irrilevante, ai fini della contestazione dell'abuso e dell'irrogazione della demolizione, che l'immobile fosse collocato in una zona completamente urbanizzata. L'ordine di demolizione di opere edilizie abusive costituisce esercizio di un potere repressivo vincolato e non richiede una specifica comparazione tra interesse pubblico e interesse privato, comparazione propria dell'autotutela decisoria. Il ritardo dell'amministrazione non è idoneo a generare affidamento nell'autore di una costruzione realizzata sine titulo, poiché la tutela dell'ordinato sviluppo del territorio non può dipendere dalla tempestività dell'intervento repressivo. Un affidamento legittimo presuppone, inoltre, la convinzione incolpevole della legittimità del titolo, incompatibile con l'edificazione priva di titolo. Il giudice ha rilevato anche che l'ordinanza conteneva la descrizione analitica delle opere, l'indicazione delle norme violate e il richiamo al verbale di sopralluogo; le garanzie partecipative non erano necessarie in ragione della natura vincolata del potere. L'appellante è stata condannata al pagamento di 4.000 euro, oltre accessori, per le spese del grado.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La demolizione delle opere edilizie realizzate senza titolo costituisce una sanzione repressiva vincolata, il cui esercizio non è subordinato alla comparazione tra interesse pubblico e interesse privato propria dell'autotutela.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base dello svolgimento da remoto dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    Il provvedimento richiama il tema dei vizi procedimentali non incidendo, secondo la ratio della decisione, sull'esito relativo a un potere vincolato; il testo non esplicita tuttavia un'applicazione autonoma della disposizione.

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione di opere edilizie realizzate senza titolo è espressione di un potere repressivo vincolato e non richiede la comparazione tra interesse pubblico e interesse privato propria dei provvedimenti di autotutela decisoria.
  • La collocazione dell'abuso in un territorio completamente urbanizzato non incide sulla contestabilità dell'abuso né sull'obbligo di irrogare la sanzione edilizia prevista.
  • Il mero decorso del tempo tra la realizzazione dell'abuso e l'intervento repressivo dell'amministrazione non genera un legittimo affidamento nell'autore dell'edificazione abusiva.
  • L'affidamento tutelabile presuppone una convinzione incolpevole circa la legittimità del titolo edilizio e non può essere invocato da chi abbia costruito sine titulo.
  • In presenza di un potere repressivo edilizio vincolato, non sono necessarie la comunicazione di avvio del procedimento e il preavviso di rigetto; è sufficiente che l'ordinanza descriva le opere abusive, individui le norme violate e richiami gli accertamenti compiuti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiLegittimo affidamentoPartecipazione procedimentaleAutotutela decisoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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