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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01761/2026 del 15/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva dichiarato estinto per prescrizione un capo di imputazione e rideterminato la pena; il ricorrente deduceva (1) violazione di legge e vizio di motivazione per avere la Corte di appello ritenuto configurabili, oltre al delitto di violata consegna (art. 120 cod. pen. mil. pace), anche i reati di falso (artt. 479 e 476, cpv., cod. pen.) in relazione a false attestazioni su ordini di servizio/resoconti del servizio; la difesa sosteneva che le condotte costituivano unicamente violata consegna e che gli ordini di servizio sarebbero atti interni privi di rilevanza pubblica; (2) censura sul piano sanzionatorio per mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla contestata aggravante, in considerazione del comportamento collaborativo processuale dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio secondo cui le false attestazioni contenute negli ordini di servizio e nei memoriali di servizio dell'Arma dei Carabinieri possono integrare il delitto di falso ideologico (art. 479) aggravato (art. 476, cpv.), avendo tali atti natura di atto pubblico anche se 'interni'. Ha altresì ritenuto che la violazione della consegna (art. 120 cod. pen. mil. pace) e la falsità ideologica sono condotte distinte, non assorbibili l'una dall'altra, potendo concorrere fra loro. Quanto alle attenuanti generiche, la Corte ha giudicato la censura generica e infondata: la Corte di appello ha già valutato il comportamento collaborativo e ritenuto che non potesse essere ulteriormente valorizzato rispetto alla gravità delle falsità commesse. Di conseguenza il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 479 cod. pen.

    Il falso ideologico può integrarsi anche tramite attestazioni incomplete o omissive che attribuiscono all'atto un senso diverso dal vero; gli atti interni, formati da pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni, possono assumere natura di atto pubblico rilevante ai fini del reato di falso.

  • art. 476, comma secondo, cod. pen.

    Prevede l'aggravamento per il falso commesso su atti pubblici o aventi particolare rilevanza; la sentenza ha ritenuto applicabile l'aggravante alle false attestazioni negli ordini/resoconti.

  • art. 120 cod. pen. mil. pace

    Sanziona la violazione della 'consegna avuta'; la Corte ha interpretato la 'consegna' come prescrizione individuale impartita gerarchicamente (anche tramite ordine di servizio) e ha ritenuto che la violazione della consegna sia reato distinto rispetto alla falsità ideologica.

  • art. 730, comma 1, d.P.R. 15 marzo 2010, n. 90

    è costituita dalle prescrizioni generali o particolari, permanenti o temporanee, scritte o verbali impartite per l'adempimento di un particolare servizio

    Definisce la nozione di 'consegna' quale presupposto dell'art. 120: prescrizione specifica rivolta al singolo militare dall'autorità gerarchica.

  • art. 30 Regolamento generale per l'Arma dei Carabinieri

    i militari che eseguono servizi esterni devono essere muniti di un ordine di servizio

    L'ordine di servizio specifica orari e compiti e costituisce il supporto concreto della 'consegna'; l'ordine e il relativo resoconto sono qualificabili come atti pubblici utili ai fini della fattispecie di falso.

  • art. 29 Regolamento generale per l'Arma dei Carabinieri

    Riconosciuta la natura fidefaciente del memoriale/resoconto di servizio posto nel contesto del regolamento e rilevante come atto pubblico ai fini della falsità ideologica.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sulla prescrizione: la Corte ha rilevato la prescrizione di alcuni capi di imputazione (fatti del 2013 prescritti alla data di maggio 2022), circostanza che aveva già inciso sulla sentenza di primo grado e sull'appello.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'esposizione dei motivi nei ricorsi in Cassazione; la Corte richiama il principio limitativo nella sintesi dei motivi.

Massime di principio

  • Gli ordini di servizio e i memoriali/resoconti interni compilati da pubblici ufficiali possono assumere natura di atto pubblico: la loro falsificazione può integrare il reato di falso ideologico anche se l'atto ha natura 'interna'.
  • La violazione della 'consegna' (inadempimento di un ordine di servizio individuale) è reato autonomo rispetto alla falsità ideologica; la medesima condotta fattuale può dar luogo al concorso di reati distinti se sono presenti sia l'inosservanza del comando sia la falsa attestazione documentale.
  • Il falso ideologico può realizzarsi anche in forma omissiva o tramite attestazioni incomplete che danno all'atto un significato contrario al vero.
  • La qualificazione di un documento come atto pubblico non dipende esclusivamente dalla sua destinazione esterna: anche documenti interni, se formati nell'esercizio di funzioni pubbliche per documentare l'attività, possono avere rilevanza penale.
  • Nel bilanciamento delle circostanze attenuanti e aggravanti il comportamento collaborativo processuale può essere valorizzato, ma non è automaticamente prevalente: la sua incidenza dipende dalla gravità e dalla natura delle condotte contestate.
  • Occorre verificare sempre i termini di prescrizione applicabili ai singoli reati; la prescrizione può estinguere singoli capi anche se altri reati restano perseguibili.

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