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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9305/2023 del 06/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bari che confermava la condanna per il reato di cui agli artt. 624 e 625 c.p. Le censure principali sono: (1) violazione del diritto di difesa per il deposito e la notifica delle conclusioni del Procuratore generale in ritardo (meno di 24 ore prima dell'udienza d'appello), fatto rilevante soprattutto per la posizione di Del Core Daniele; (2) irregolarità riguardante il deposito della sentenza di primo grado (presunta mancata tempestiva disponibilità della motivazione); (3) erronea applicazione della normativa penale e vizio di motivazione, omissione della valutazione di circostanze attenuanti (comprese le attenuanti generiche e la particolare tenuità del danno) e contestazione dell'applicazione di aggravanti. Inoltre è stata posta la questione della estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo la sentenza d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha distinto le posizioni: per Del Core Daniele ha ritenuto fondato il motivo relativo al deposito tardivo delle conclusioni del Procuratore generale, ha ammesso il ricorso e ha rilevato che il reato si è estinto per prescrizione; di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a Del Core. Per Guglielmi Pietro ha dichiarato il ricorso inammissibile (i motivi risultano inediti, generici o meramente fattuali), condannandolo al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Codice penale

    I reati contestati sono previsti dagli artt. 624 e 625 c.p.; la decisione giudica la posizione penale rispetto a tali norme, ma l'estinzione per prescrizione ha reso irrilevante la prosecuzione per Del Core.

  • Codice di procedura penale

    La Corte richiama l'art. 129 c.p.p. in tema di cause di non punibilità: il giudice d'impugnazione può rilevare cause di non punibilità solo se il rapporto processuale è validamente instaurato (ossia se il ricorso è ammissibile). Se il ricorso è inammissibile, non può essere rilevata la prescrizione maturata successivamente alla sentenza impugnata.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sezioni Unite)

    segnalate pronunce: Sez. U., n. 32 del 22/11/2000; Sez. U., n. 12602 del 17/12/2015; Sez. U., n. 23428 del 22/03/2005

    Richiamata la costante giurisprudenza delle Sezioni Unite secondo cui la proposizione di un ricorso inammissibile non costituisce valido avvio del grado di impugnazione e impedisce al giudice d'appello di rilevare cause di non punibilità sopravvenute (tra cui la prescrizione).

Massime di principio

  • Il deposito tardivo delle conclusioni del Pubblico Ministero (o del Procuratore generale) con notifica troppo ravvicinata all'udienza può integrare una violazione del diritto di difesa e rendere ammissibile il ricorso, con conseguenti effetti sulla valutazione di cause di non punibilità sopravvenute.
  • La prescrizione sopravvenuta dopo la pronuncia impugnata può essere rilevata dalla Corte di cassazione solo se il ricorso è ammissibile e quindi il rapporto processuale è validamente instaurato; un ricorso inammissibile impedisce al giudice di rilevare la prescrizione maturata successivamente.
  • In cassazione le doglianze meramente fattuali o che chiedono una rivalutazione integrale dei fatti sono inammissibili: è necessario dedurre un travisamento della prova o una manifesta illogicità della motivazione desumibile dal testo della sentenza impugnata.
  • Le censure nuove rispetto ai motivi già proposti in appello sono inedite e quindi inammissibili in cassazione; le doglianze devono essere specifiche, autosufficienti e, quando si invoca un'omissione documentale, bisogna allegare l'atto o chiedere formalmente di acquisirlo.
  • La decisione mostra l'importanza della tempestività e della correttezza formale degli atti processuali: difese che lamentano violazioni procedurali devono provare il concreto pregiudizio e l'effettivo mancato rispetto dei termini e delle formalità.

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