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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37133/2024 del 08/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso denunciava: (i) contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione per errata valutazione delle prove documentali e travisamento dei verbali (in particolare sulla presunta astensione di Marcon il 15.12.2021 e sui fatti collegati alla testa di cinghiale); (ii) violazione di legge per errata qualificazione del fatto ex art. 629 c.p., sostenendo che la Corte d'appello avrebbe individuato l'ingiusto profitto nel rinnovo/riassunzione dell'incarico attribuendo il danno al Consorzio anziché a un vantaggio ingiusto personale; (iii) violazione di legge sugli artt. 62-bis c.p. e 442 c.p.p. per errata determinazione della pena pecuniaria (500 euro invece di 445 euro).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha annullato la sentenza impugnata e disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Torino per un nuovo esame. Ha indicato di valutare in concreto la rilevanza causale della condotta intimidatoria rispetto alla determinazione del Presidente Marcon (cioè se la sua astensione, presumibilmente indotta, abbia effettivamente inciso sull'esito collegiale) e di verificare, anche alla luce delle norme statutarie dell'ente, se fosse necessario l'esplicita opposizione di un componente per modificare l'esito della deliberazione. Non sono state definitivamente decise in questa sede le questioni sulla quantificazione della multa.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    La norma sul delitto di estorsione è stata richiamata in relazione alla necessità di accertare l'elemento dell'ingiusto profitto e il nesso causale tra la minaccia/atto intimidatorio e la condotta della vittima. La Cassazione ha evidenziato che occorre verificare se l'astensione del componente collegiale sia effettivamente frutto della intimidazione e se tale astensione fosse, di per sé, decisiva ai fini della deliberazione.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamato nella doglianza relativa al calcolo della pena pecuniaria; il ricorrente sosteneva un errato importo. La Corte di Cassazione non ha deciso definitivamente la questione nella motivazione pubblicata, essendo prevalso il vizio relativo alla valutazione della causalità e disposto il rinvio.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla quantificazione della multa e alla procedura di applicazione. Anche tale punto è stato sollevato come vizio formale/sostanziale, ma la Corte ha rimesso la decisione sul merito sostanziale del reato alla Corte d'appello in sede di rinvio.

Massime di principio

  • Per integrare il reato di estorsione è necessario non solo dimostrare minaccia o atto intimidatorio, ma anche l'ingiusto profitto e il nesso causale tra la condotta dell'agente e la determinazione della vittima; senza prova che l'atteggiamento intimidatorio abbia effettivamente inciso sulla volontà della vittima, il quadro probatorio è incompleto.
  • Quando la vittima è componente di un organo collegiale, va valutato se l'eventuale astensione o voto di quel singolo fosse realmente decisivo per l'esito della deliberazione: la causalità richiede l'accertamento di quanto avrebbe comportato un diverso comportamento del singolo (es. voto contrario).
  • In controversie che coinvolgono deliberazioni di enti, occorre esaminare gli statuti e le regole di funzionamento dell'organo per capire la rilevanza giuridica di voti, astensioni e firme; la mancanza di sottoscrizione o altre vizi di forma possono incidere sull'efficacia delle delibere indipendentemente da presunte pressioni.
  • Le ammissioni dell'imputato e le riprese video/intercettazioni possono essere elementi significativi per accertare la condotta intimidatoria, ma devono essere valutate congiuntamente all'effetto concreto sulle determinazioni della vittima.
  • Le questioni tecniche relative alla quantificazione della pena pecuniaria (art. 62-bis c.p., art. 442 c.p.p.) possono essere oggetto di correzione separata, ma non assorbono le necessarie valutazioni probatorie sul fatto-costituto del reato.
  • In presenza di vizî di motivazione relativi alla causalità e alla valutazione delle prove, la Corte di Cassazione tende ad annullare con rinvio per consentire al giudice di merito una nuova valutazione puntuale, piuttosto che decidere il merito in via sommaria.

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