Cassazione Penale, Sentenza n. 33384/2025 del 08/10/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Messina che, in parziale accoglimento del riesame, aveva annullato il provvedimento del GIP limitatamente ad alcuni capi e aveva sostituito la misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari con braccialetto. I motivi di ricorso denunciavano: vizi di motivazione e travisamento probatorio con riguardo alle intercettazioni e alle videoriprese; assenza di consapevolezza dell'amministratore giudiziario circa le appropriazioni operate dai dipendenti e dagli Ofria; erronea qualificazione delle sottrazioni come peculato (contestando la nozione di possesso e la necessità dello sfruttamento della relazione di possesso); illegittima configurazione del concorso esterno in associazione mafiosa, anche sotto il profilo soggettivo (dolo) e per la natura omissiva della condotta; e infine censura della scelta della misura cautelare degli arresti domiciliari nonostante la sospensione dall'incarico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito motivazione adeguata e congrua: la gravità indiziaria per peculato è sostenuta da intercettazioni, videoriprese e dalle dichiarazioni del collaboratore Marco Chiofalo, nonché dalla documentata subordinazione e dall'agevolazione data dai comportamenti del Virgillito alla famiglia Ofria. La Corte ha confermato che, ai fini del peculato, non è necessario che il pubblico ufficiale sia esecutore materiale: è sufficiente lo sfruttamento della relazione di possesso dell'amministratore giudiziario da parte di terzi. Quanto al concorso esterno in associazione mafiosa, la Corte ha richiamato i principi di giurisprudenza consolidata (Sezioni Unite) e ha ritenuto che le condotte tolleranti e attive del ricorrente costituiscano un contributo concreto, consapevole e causalmente rilevante al rafforzamento del sodalizio, idoneo a integrare il grave quadro indiziario. Infine, la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari e il ricorso al braccialetto elettronico sono stati considerati legittimi: il Tribunale ha valutato l'attualità del pericolo di reiterazione sulla base della personalità e della gravità del fatto e ha ritenuto proporzionata la misura meno afflittiva rispetto al carcere.
Norme richiamate
art. 275-bis cod. proc. pen.
Richiamata la presunzione di sussistenza delle esigenze cautelari per reati di particolare gravità; il Tribunale ha fatto riferimento alla doppia presunzione prevista per giustificare la misura degli arresti domiciliari con braccialetto quale bilanciamento tra esigenze cautelari e misura meno afflittiva
art. 110 cod. pen.
Fondamentale per il concorso di persone nel reato: consente di ritenere partecipi anche soggetti non qualificati quando il loro contributo sia consapevole, concreto e causalmente rilevante per la consumazione del reato (concorso unilaterale)
art. 416-bis cod. pen.
Norma relativa all'associazione di tipo mafioso; richiamata per definire la natura e gli scopi della famiglia dei barcellonesi che avrebbero beneficiato delle condotte del ricorrente
art. 12-sexies L. n. 356/1992
Richiamata in relazione alla confisca dei beni e al contesto della gestione aziendale sottoposta ad amministrazione giudiziaria
art. 2-sexies L. n. 575/1965
Richiami normativi connessi alla procedura di prevenzione che hanno caratterizzato la gestione e la titolarità del bene confiscato
art. 264 d.P.R. n. 495/1992
Norma richiamata nella vicenda relativa ai registri di esercizio; utilizzata nel contesto istruttorio per valutare la ricostruzione dei fatti e le dichiarazioni sulle distruzioni o smarrimenti di registri
art. 274 cod. proc. pen. (comma 1 lett. c)
Richiamato nel giudizio sulla attualità del pericolo di reiterazione del reato, come parametro prognostico per la scelta della misura cautelare
Massime di principio
- Per il reato di peculato commesso nell'ambito di gestione di beni confiscati l'elemento decisivo è lo sfruttamento della relazione di possesso attribuita all'amministratore: il possesso va inteso anche come disponibilità giuridica, non solo come detenzione materiale
- Il concorso esterno in associazione mafiosa può avere natura anche omissiva solo se tale omissione si traduce in un contributo concreto, consapevole e causalmente rilevante al mantenimento o al rafforzamento del sodalizio; non è sufficiente il mero dubbio o la semplice pigrizia
- Le intercettazioni, le videoriprese e le dichiarazioni di collaboratori hanno valore probatorio significativo per la formazione del giudizio di gravità indiziaria, e la Corte di legittimità è limitata nel sindacarne a meno che non sussista manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione
- In sede di riesame delle misure cautelari la scelta di una misura meno afflittiva (es. arresti domiciliari con braccialetto) è legittima se il giudice del riesame valuta che la sospensione dall'incarico attenui ma non elimini le esigenze cautelari e ricorre la presunzione normativa prevista per i delitti di particolare gravità
- Le impugnazioni per cassazione avverso ordini di riesame sono ammissibili solo per vizi di diritto o per manifesta illogicità della motivazione; le contestazioni che richiedono diversa valutazione dei fatti sono generalmente inammissibili
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