Sentenza n. 1086/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 114 del 16 ottobre 2019;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione n. 114 del 16 ottobre 2019 relativa a opere edilizie abusive
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l’ordinanza comunale di demolizione deducendo il difetto di motivazione: a loro avviso, le opere avrebbero potuto essere sanate e il Comune avrebbe illegittimamente respinto la sanatoria e ordinato la demolizione. Hanno inoltre sostenuto che l’ordinanza non potesse essere emanata mentre era pendente l’impugnazione del rigetto dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria. La vicenda riguardava opere realizzate senza titolo, tra cui un manufatto abitativo e un locale accessorio, nonché un deposito idrico; l’istanza di sanatoria era stata respinta prima dell’ordinanza e il ricorso contro tale diniego è stato respinto nel corso del presente giudizio.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rigettato la censura di difetto di motivazione perché l’ordinanza descriveva puntualmente le opere e ne attestava l’esecuzione in assenza del necessario titolo edilizio; trattandosi di misura vincolata, non era necessaria una motivazione ulteriore sulla proporzionalità della demolizione o sul tempo trascorso. Ha inoltre respinto la censura fondata sulla pendenza del giudizio contro il diniego di sanatoria: la presentazione dell’istanza di accertamento di conformità sospende soltanto l’efficacia dell’ordine di demolizione, senza renderlo inefficace, e, nel caso concreto, la sanatoria era già stata respinta prima dell’ordinanza; inoltre, il ricorso contro il diniego è stato successivamente respinto. I ricorrenti sono stati condannati in solido alle spese, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
la presentazione di una istanza di sanatoria ex art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001 non rende inefficace il provvedimento sanzionatorio pregresso ma determina una mera sospensione dell'efficacia dell'ordine di demolizione con la conseguenza che, in caso di rigetto dell'istanza di sanatoria, l'ordine di demolizione riacquista la sua efficacia; infatti, per i principi di legalità e di tipicità del provvedimento amministrativo e dei suoi effetti, soltanto nei casi previsti dalla legge una successiva iniziativa procedimentale del destinatario dell'atto può essere idonea a determinare ipso iure la cessazione della sua efficacia; diversamente da quanto previsto in materia di condono, nel caso di istanza di accertamento di conformità non vi è alcuna regola che determini la cessazione dell'efficacia dell'ordine di demolizione i cui effetti sono, quindi, meramente sospesi fino alla definizione del procedimento ex art. 36, d.P.R. n. 380 del 2001
L’istanza di accertamento di conformità non estingue né rende inefficace l’ordine di demolizione già emanato: ne sospende temporaneamente l’efficacia fino alla definizione della procedura, e, se la sanatoria è respinta, l’ordine riacquista efficacia.
Massime di principio
- L’ordinanza di demolizione è un atto vincolato e adeguatamente motivato quando descrive compiutamente le opere abusive e accerta che sono state realizzate senza il necessario titolo edilizio; non occorre una motivazione specifica sul tempo trascorso né sulla proporzionalità della sanzione ripristinatoria.
- La presentazione di un’istanza di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 non rende inefficace l’ordine di demolizione già emanato, ma ne sospende l’efficacia fino alla definizione del procedimento; il rigetto dell’istanza comporta la ripresa dell’efficacia dell’ordine.
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