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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18721/2022 del 11/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il pubblico ministero ha impugnato la sentenza di applicazione della pena (patteggiamento) del 19/02/2021 sostenendo che l'imputazione riguardava un furto tentato: le imputate erano state bloccate dopo l'asportazione dei beni ma prima di fuoriuscire dalla sfera di controllo del proprietario, quindi non era avvenuto il definitivo impossessamento. In sede di determinazione della pena il Tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti rispetto alla aggravante contestata, ma non ha correttamente applicato la diminuzione prevista per il tentativo (art. 56 c.p.), parametrando la pena alla cornice edittale del furto consumato con conseguente individuazione di una pena base (anni 2 e mesi 2 e multa di euro 1.500) superiore al massimo edittale applicabile al tentativo di furto semplice.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: la pena individuata dal Tribunale è illegale perché eccede la massima edittale applicabile al tentativo di furto semplice una volta riconosciute le attenuanti generiche prevalenti. La sentenza impugnata è quindi annullata e la causa rinviata per nuovo esame al Tribunale di Nocera Inferiore. La Corte ha inoltre affermato la legittimità dell'impugnazione da parte del Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. quando la pena è illegale.

Norme richiamate

  • art. 558, comma 8, c.p.p.

    Norma richiamata in relazione alla determinazione della pena nella procedura di applicazione della pena su richiesta delle parti; la Corte osserva che la corretta determinazione della pena deve rispettare la cornice edittale applicabile all'illecito effettivamente accertato (qui il tentativo).

  • art. 56 c.p.

    Prevede la diminuzione della pena per il reato tentato; la sentenza sottolinea che tale diminuzione deve essere applicata sulla cornice edittale del reato pertinente, e la sua mancata applicazione ha determinato una pena irregolare.

  • art. 624 c.p.

    da sei mesi a tre anni e con la multa da 154 euro a 516

    Cornice edittale del furto aggravato richiamata dal giudice: una volta riconosciute le attenuanti generiche prevalenti rispetto all'aggravante, la pena base avrebbe dovuto essere parametrata correttamente a tale range e, se trattasi di tentativo, ridotta secondo l'art. 56; l'errata parametrizzazione ha portato a una pena superiore al massimo applicabile.

  • art. 448, comma 2-bis, c.p.p.

    Consente al Pubblico Ministero di impugnare la sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti quando sussistono vizi sostanziali, come la illegittimità della pena; la Corte ha confermato la legittimità dell'impugnazione per pena illegale.

Massime di principio

  • Se il reato accertato è un tentativo, il giudice deve applicare la diminuzione prevista dall'art. 56 c.p. alla cornice edittale del reato pertinente; non si può parametrizzare la pena come se il reato fosse consumato.
  • Quando in sede di valutazione prevalgono le attenuanti generiche rispetto alle aggravanti, la pena base va determinata rispetto alla fattispecie effettivamente risultante (semplice o aggravata) e alla sua corretta riduzione per il tentativo, se presente.
  • La determinazione di una pena che ecceda la massima edittale applicabile configura pena illegale e legittima l'impugnazione da parte del Pubblico Ministero anche nell'ipotesi di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p.
  • In caso di patteggiamento il Tribunale deve verificare la legittimità formale e sostanziale della pena proposta, compresa la corretta applicazione delle diminuzioni per il tentativo e il rispetto dei limiti edittali previsti dalla legge.
  • Se la pena è stata calcolata su una cornice errata (es.: consumato anziché tentato), la sentenza va annullata e il procedimento rimesso al giudice di merito per un nuovo esame e una nuova determinazione della pena.

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