Cassazione Penale, Sentenza n. 5862/2024 del 09/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio per omessa valutazione della richiesta di sostituzione della pena e ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Perugia per nuovo giudizio sul punto.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava la violazione dell'art. 545-bis c.p.p. e l'omessa decisione della Corte territoriale circa la richiesta, formulata nelle conclusioni scritte, di sostituzione della pena detentiva (7 mesi di reclusione e 100 euro di multa) con la pena del lavoro di pubblica utilità ex artt. 53 e 56-bis legge n. 689/1981. Si deduceva che, essendo la pena inferiore al limite di quattro anni e non essendo stata disposta la sospensione condizionale, la richiesta andava esaminata e motivatamente decisa dalla Corte d'appello.
Norme richiamate
art. 545-bis cod. proc. pen.
Prevede che, quando sia stata applicata una pena detentiva non superiore a quattro anni e non sia stata ordinata la sospensione condizionale della pena, il giudice, se ricorrono le condizioni e con il consenso dell'imputato, possa sostituire la pena detentiva con una delle pene sostitutive di cui all'art. 53 della legge n. 689/1981; la richiesta difensiva deve essere esaminata e motivatamente decisa.
art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689
Elenca le pene sostitutive (tra cui il lavoro di pubblica utilità) applicabili in sostituzione della pena detentiva nei casi previsti dalla normativa.
art. 56-bis legge n. 689/1981
Regola, tra l'altro, il lavoro di pubblica utilità come misura alternativa alla pena detentiva; è la norma richiamata per la concreta applicazione della sostituzione con lavoro di pubblica utilità.
art. 623 lett. c) cod. proc. pen.
Stabilisce regole generali di competenza territoriale per il rinvio da Corte di Cassazione, adottata qui per designare la Corte d'Appello di Perugia quale organo a cui rimandare il giudizio sul trattamento sanzionatorio.
art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020
Norma procedurale che legittima il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto, modalità con cui il procedimento è stato svolto.
D.M. 149/2022 (menzionato anche D.M. 147/2002 nel testo)
Riferimento alle modalità e ai termini per gli adempimenti difensivi e per il deposito delle conclusioni; nel caso specifico le conclusioni scritte richiedevano espressamente la sostituzione della pena, richiesta che avrebbe dovuto essere valutata dalla Corte d'appello.
Massime di principio
- Se la pena inflitta è inferiore a quattro anni e non è stata concessa la sospensione condizionale, il difensore deve, per tempo e in modo formale, richiedere la sostituzione della pena ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p.; il giudice è tenuto a decidere espressamente sulla richiesta.
- L'omessa decisione su una richiesta di sostituzione della pena costituisce vizio che può determinare l'annullamento limitato al trattamento sanzionatorio e il rinvio per nuovo esame da parte del giudice di merito.
- La sostituzione con lavoro di pubblica utilità richiede il consenso dell'imputato; il consenso e la richiesta devono risultare con chiarezza negli atti difensivi.
- In fase di impugnazione è importante indicare in subordine, qualora l'appello non venga accolto, la domanda alternativa di sostituzione della pena e munirsi delle necessarie procure speciali per la rappresentanza.
- Nel rinvio disposto dalla Cassazione il giudice di merito deve valutare concretamente le condizioni previste dalla norma (requisiti soggettivi e oggettivi, consenso, compatibilità con le esigenze di prevenzione) e motivare la decisione.
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