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Sentenza

Sentenza n. 685/2026 - Latina, Sezione 2

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Terracina sulla diffida, presentata dal ricorrente il 22 marzo 2024, avente ad oggetto la conclusione del procedimento finalizzato al rilascio di un permesso di costruire convenzionato ai sensi degli artt. 20 e 28-bis del d.P.R. 380/2001 e incardinato con istanze del 2011, 2016, 2019 e 2021.

Giustizia amministrativa202400538

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune di Terracina sulla diffida a concludere il procedimento per il rilascio di un permesso di costruire convenzionato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha agito ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Terracina sulle istanze di rilascio di un permesso di costruire convenzionato, presentate in relazione a un lotto di sua proprietà negli anni 2011, 2016, 2019 e 2021, nonché sulla successiva diffida del 22 marzo 2024. Con la sentenza n. 676 del 2024, passata in giudicato, il TAR aveva già dichiarato l'illegittimità del silenzio e ordinato al Comune di pronunciarsi con provvedimento espresso e motivato entro novanta giorni. Persistendo l'inerzia, era stato nominato un commissario ad acta. Nelle more del giudizio, il Comune ha tuttavia adottato, il 13 gennaio 2026, un provvedimento recante il diniego definitivo del permesso di costruire richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La produzione del diniego definitivo ha dimostrato che era venuto meno il presupposto dell'inerzia amministrativa. Il giudice ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui la condanna dell'amministrazione a provvedere ai sensi dell'art. 117 c.p.a. presuppone che l'inerzia perduri fino al momento della decisione, trattandosi di una condizione dell'azione. L'adozione nelle more del giudizio di un provvedimento espresso in risposta all'istanza determina, quindi, la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso; se il provvedimento interviene prima della proposizione del ricorso, determina invece la carenza originaria dell'interesse e l'inammissibilità. Le spese sono state compensate in ragione della condotta complessiva del Comune e dell'esito della lite.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l'azione di accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere e presuppone la permanenza dell'inerzia al momento della decisione.

  • art. 117 c.p.a.

    Il rito avverso il silenzio presuppone che l'inerzia amministrativa perduri fino alla decisione; l'adozione nelle more di un provvedimento espresso comporta la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 20 d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale disciplina del procedimento per il rilascio del permesso di costruire oggetto delle istanze del ricorrente.

  • art. 28-bis d.P.R. 380/2001

    Richiamato quale base normativa del permesso di costruire convenzionato richiesto dal ricorrente.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la persistenza dell'inerzia amministrativa fino al momento della decisione costituisce una condizione dell'azione.
  • L'adozione, nelle more del giudizio, di un provvedimento espresso in risposta all'istanza o in adempimento dell'obbligo di provvedere determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso avverso il silenzio.
  • Se il provvedimento espresso interviene prima della proposizione del ricorso avverso il silenzio, il ricorso è inammissibile per carenza originaria dell'interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieTermini e notificazione del ricorsoTitoli abilitativi edilizi
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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