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Sentenza

Sentenza n. 584/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Prima) n. -OMISSIS-/2025, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202506438

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: autorizzazione al trasferimento della rivendita ordinaria n. 51 a una nuova sede di Napoli

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'appellante, titolare della rivendita ordinaria n. 388, contestava la sentenza del TAR che aveva respinto il ricorso contro l'autorizzazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli al trasferimento della rivendita ordinaria n. 51. Deduceva violazione e falsa applicazione delle circolari ADM n. 4126 del 27 marzo 2013 e n. 28/2021 del 22 luglio 2021, violazione degli artt. 140 e 190 del Codice della strada, violazione del d.m. n. 38/2013, come modificato dal d.m. n. 51/2021, nonché violazione della l. n. 241/1990, eccesso di potere, sviamento, difetto di istruttoria e di motivazione, travisamento dei fatti ed erroneità. La contestazione centrale riguardava il criterio di misurazione della distanza tra la rivendita trasferita e quella dell'appellante, ubicate a circa 190 metri secondo la prospettazione dell'appellante. In udienza era stata inoltre sollevata un'eccezione di nullità del ricorso introduttivo di primo grado.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'eccezione di nullità del ricorso di primo grado, rilevando che l'art. 40, comma 1, lett. d), c.p.a. richiede la formulazione distinta degli specifici motivi, ma non impone che il ricorso sia graficamente articolato in una separata parte in fatto e in una separata parte in diritto; in ogni caso, l'eccezione è stata ritenuta superflua perché l'appello era infondato nel merito. Nel merito, il Collegio ha ritenuto corretta la misurazione effettuata dall'amministrazione secondo il percorso pedonale più aderente alle regole della circolazione e maggiormente sicuro, considerando l'attraversamento di una piazza pedonale e delle strisce pedonali, anziché un percorso perimetrale, in assenza di pericoli derivanti dalla circolazione di autoveicoli o ciclomotori. La distanza è risultata pari a 235 metri, superiore al minimo prescritto. Non sono stati ravvisati travisamento dei fatti, manifesta illogicità o carenze istruttorie sindacabili in sede di legittimità. La sentenza di primo grado è stata quindi confermata e le spese del grado d'appello sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 40, comma 1, lett. d), c.p.a.

    La prescrizione relativa alla formulazione distinta degli specifici motivi non richiede una separazione grafica necessaria tra una parte in fatto e una parte in diritto.

  • artt. 140 e 190 del Codice della strada

    Le regole della circolazione stradale sono state utilizzate come parametro per individuare il percorso pedonale più sicuro ai fini della misurazione della distanza tra rivendite.

  • d.m. n. 38/2013, come modificato dal d.m. n. 51/2021

    La disciplina delle distanze tra rivendite di prodotti da fumo è stata applicata considerando il percorso pedonale corretto e sicuro.

  • circolare ADM n. 4126 del 27 marzo 2013

    Richiamata dall'appellante tra le disposizioni asseritamente violate; il giudice ha ritenuto comunque corretta la misurazione effettuata dall'amministrazione.

  • circolare ADM n. 28/2021 del 22 luglio 2021

    Richiamata dall'appellante tra le disposizioni asseritamente violate; il giudice ha ritenuto comunque corretta la misurazione effettuata dall'amministrazione.

  • l. n. 241/1990

    Richiamata dall'appellante in relazione ai dedotti vizi dell'azione amministrativa, senza che la decisione individui una specifica disposizione applicata.

Massime di principio

  • Ai fini del computo della distanza minima tra una nuova rivendita di prodotti da fumo e la rivendita più vicina, la distanza deve essere misurata lungo il percorso pedonale più aderente alle regole della circolazione e più sicuro per i pedoni, anche attraversando una piazza pedonale, quando tale percorso non esponga a pericoli derivanti dal traffico veicolare.
  • La previsione di distanze minime tra rivendite di tabacchi, perseguendo interessi di rilievo costituzionale, deve essere applicata mediante un criterio di misurazione funzionale alla tutela dell'utenza pedonale e non mediante un percorso meramente perimetrale ove questo sia meno diretto o meno sicuro.
  • La scelta amministrativa relativa al percorso pedonale rilevante per la misurazione della distanza è sindacabile in sede di legittimità nei limiti della manifesta illogicità, del travisamento dei fatti o del difetto di istruttoria; la misurazione effettuata secondo il percorso pedonale corretto e sicuro non è illegittima per il solo fatto che conduca a una distanza maggiore rispetto a un diverso percorso prospettato dal concorrente.
  • L'art. 40, comma 1, lett. d), c.p.a. impone che gli specifici motivi di ricorso siano formulati distintamente, ma non richiede che l'atto introduttivo sia necessariamente suddiviso graficamente in una parte in fatto e in una parte in diritto.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaAppello
RamiCommercio e attività produttiveProcesso amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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