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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19787/2024 del 20/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rideterminato la durata minima della libertà vigilata in un anno. Il ricorrente denunciava vizio di motivazione e contraddittorietà: il provvedimento avrebbe utilizzato formule generiche senza esporre gli elementi valutati, avrebbe trascurato il lungo e consolidato percorso rieducativo (titolo di studio, frequenza università, attività inframurarie, permessi premio, semilibertà, contesto familiare) e avrebbe sostenuto al contempo, in modo inconciliabile, la permanenza della pericolosità e il definitivo ripudio del contesto mafioso. Inoltre il Tribunale avrebbe fatto riferimento a informazioni fornite dalle forze dell'ordine senza specificarne natura, data e contenuto.

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Catania. I giudici di legittimità hanno ritenuto fondato il ricorso per carenza e contraddittorietà motivazionale: l'ordinanza presentava affermazioni inconciliabili (pericolosità persistente vs. definitivo ripudio del contesto mafioso), argomentazioni assertive e generiche, e mancava la puntuale indicazione e valutazione delle informazioni utilizzate (in particolare quelle provenienti dalle forze dell'ordine). È stata dunque disposta la rinnovazione del giudizio per una motivazione chiara, coerente e specifica.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    ai sensi dell'art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per delimitare la sintesi dei motivi nel ricorso e per inquadrare i limiti della esposizione in sede di cassazione; non incide sul merito della valutazione motivazionale ma sul formato della deduzione.

  • Sentenza Sez. 5, n. 19318 del 20/01/2021 (Cappella)

    Sez. 5, n. 19318 del 20/01/2021, Cappella, Rv. 281105 - 01

    Richiama il principio secondo cui la motivazione risulta illogica se vi è una frattura evidente tra premesse e conclusioni; è contraddittoria quando le diverse parti del provvedimento non sono conciliabili o non consentono di individuare quale delle ipotesi formulate sia stata posta a base del convincimento.

  • Sentenza Sez. 5, n. 9677 del 14/07/2014 (Vassallo)

    Sez. 5, n. 9677 del 14/07/2014, Vassallo, Rv. 263100

    Definizione e condanna della cosiddetta motivazione apparente: motivazione che utilizza argomentazioni generiche, apodittiche o prive di substrato probatorio, ritenuta insufficiente a sostenere la decisione.

Massime di principio

  • La motivazione del giudice deve essere effettiva, specifica e coerente: non sono ammissibili formule generiche o affermazioni apodittiche che non consentano di risalire agli elementi di fatto e di prova valutati.
  • Non possono coesistere, senza spiegazione, affermazioni contraddittorie (es. il soggetto è ancora pericoloso e al contempo ha definitivamente ripudiato l'appartenenza mafiosa); il giudice deve esplicitare come conciliare elementi favorevoli e contrari.
  • Se il giudice si fonda su informazioni provenienti dalle forze dell'ordine o altre fonti esterne, deve indicarne natura, provenienza, data e contenuto o comunque fornire elementi idonei a valutarne la valenza probatoria.
  • Il percorso rieducativo del detenuto (titoli di studio, lavori intramurari, permessi, semilibertà, inserimento familiare) deve essere esaminato e ponderato esplicitamente rispetto agli elementi di pericolosità residua; la mancata valutazione puntuale può determinare l'annullamento.
  • In caso di motivazione apparente o contraddittoria, la Corte di cassazione annulla con rinvio per un nuovo giudizio che renda esplicito il bilanciamento probatorio; pertanto, in fase difensiva conviene chiedere la puntuale formulazione di tutte le contestazioni e la specificazione delle fonti.
  • Per la difesa: produrre e documentare compiutamente il percorso rieducativo, sollecitare che le eventuali informazioni negative siano messe a verbale e dettagliate, e chiedere che il giudice valuti analytically (passo per passo) i singoli elementi a favore e contro la misura.

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