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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12728/2025 del 02/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'appello ex art. 310 c.p.p. volto a ottenere la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente censura la presunta violazione dell'art. 284 c.p.p.: sostiene che il Tribunale ha erroneamente ritenuto necessario che presso il luogo indicato soggiornino altre persone legate da una "relazione personale qualificata" e non ha valutato la disponibilità di una terza persona pronta ad accoglierlo e a provvedere alle sue esigenze. Contesta inoltre la mancata indicazione di elementi concreti idonei a supportare la valutazione di inadeguatezza delle misure meno afflittive ai sensi dell'art. 275, comma 3 c.p.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito una motivazione adeguata e coerente in relazione alle esigenze cautelari: ha richiamato la gravita' dei fatti (detenzione di 1.240 euro, rinvenimento di involucri contenenti cocaina per complessive 652 dosi stimabili, materiale per il confezionamento rinvenuto nell'abitazione del ricorrente), la presenza di precedenti specifici e la commissione del reato in costanza di misura non detentiva, elementi che evidenziano la negativa personalità e la scarsa capacità di autocontrollo. La Corte ha inoltre ribadito che, sebbene gli arresti domiciliari possano essere concessi anche presso il domicilio di un terzo, chi chiede la sostituzione ha l'onere di indicare un indirizzo certo e di descrivere il tipo di legame con il soggetto ospitante e l'adeguatezza dell'indirizzo a garantire la cautela. Per tali ragioni la Corte ha ritenuto che la critica del ricorrente si risolvesse in una non consentita rivalutazione dei fatti e della prognosi di rischio. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di euro 3.000; è stata disposta la trasmissione di copia del provvedimento al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'appello contro le ordinanze in materia cautelare; nel caso l'appello ex art. 310 era stato proposto in sede di Tribunale della libertà

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata come norma processuale per la formulazione del motivo di cassazione; regolamenta le modalità di impugnazione in cassazione nel procedimento cautelare

  • art. 284 cod. proc. pen.

    Gli arresti domiciliari possono essere eseguiti presso il domicilio di un terzo; tuttavia chi chiede la sostituzione della misura cautelare ha l'onere di indicare con esattezza l'indirizzo, il soggetto proprietario/conduttore/comodatario e di illustrare il tipo di legame con l'ospitante e l'adeguatezza del luogo a garantire la cautela

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiede che, quando si esclude l'ammissibilità di misure meno afflittive, il giudice fornisca motivazione concreta e specifica; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione di tale criterio laddove il Tribunale ha indicato elementi (quantità di stupefacente, denaro, materiale da confezionamento, precedenti, comportamento sotto misura) che consentono di prognosticare la mancata osservanza delle prescrizioni

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Corte di Cassazione sulla motivazione ai casi di mancanza o manifesta illogicità della motivazione; censure ex post che si risolvono in una diversa valutazione dei fatti non sono ammissibili

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di trasmettere copia dell'ordinanza al direttore dell'istituto penitenziario quando l'atto non comporta la rimessione in libertà; qui è stato disposto l'invio per gli adempimenti correlati

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari è ammissibile solo se denuncia violazioni normative specifiche o la manifesta illogicità della motivazione; non è lo strumento per rinnovare la valutazione dei fatti.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia in carcere con arresti domiciliari è necessario indicare con precisione l'indirizzo proposto, il soggetto che ne consente l'uso e illustrare il legame e l'adeguatezza dell'ospitalità a garantire la cautela.
  • La valutazione dell'inadeguatezza di misure meno afflittive deve essere motivata con elementi concreti (es. quantità di stupefacente, denaro, materiale di confezionamento, precedenti, violazione di prescrizioni) capaci di sostenere una prognosi di rischio di reiterazione.
  • Quando la motivazione del giudice di merito è adeguata e coerente, la Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice sulla valutazione dell'attendibilità delle prove e sulla prognosi cautelare.
  • La mera indicazione della disponibilità di terzi a ospitare il soggetto non è sufficiente senza elementi che attestino l'adeguatezza del domicilio proposto e la genuinità del vincolo con l'ospitante.

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