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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 6965/2021 del 12/03/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della C.T.R. Lombardia – Sez. st. di Brescia (sent. 14/04/2015) che, confermando parzialmente la C.T.P., aveva rettificato alcuni costi e ricavi dichiarati per gli anni 2006 e 2007 in seguito a p.v.c. della G.d.F. I rilievi contestati dalla società erano articolati in sette motivi: 1) mancata pronuncia sulla presunta assunzione acritica del p.v.c.; 2) deducibilità dei canoni di prelocazione finanziaria (leasing in costruendo) — se deducibili come interessi ex art. 96 TUIR o deducibili solo dopo la consegna del bene ex art. 102 TUIR; 3) qualificazione come rimanenze di magazzino dei pannelli prefabbricati fatturati nel 2006 ma consegnati dopo; 4) deducibilità delle spese professionali relative a terreni con immobili in costruzione, asseritamente non ultimate; 5) deducibilità delle spese di sponsorizzazione (contratto non sottoscritto e materiale pubblicitario relativo ad altre squadre); 6) deducibilità di acconti a fornitori per lavori non ultimati; 7) presunta doppia imposizione derivante dallo spostamento di competenza tra 2006 e 2007 e obbligo dell'Ufficio di compensare le rettifiche tra gli esercizi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutti i suoi motivi. Ha ritenuto infondato il primo motivo (non c'è omessa pronuncia: la CTR ha implicitamente rigettato la censura sull'uso del p.v.c. dopo aver esaminato i singoli rilievi). Sul secondo motivo (prelocazione finanziaria/leasing in costruendo) la Corte ha confermato l'orientamento consolidato (richiamando Cass. n. 8897/2018): i canoni/oneri di prefinanziamento sono riferibili al bene e la deducibilità opera a partire dalla consegna/entrata in funzione del bene, mediante risconti; pertanto la CTR ha correttamente escluso la deducibilità immediata. I motivi terzo, quarto, quinto e sesto sono stati dichiarati inammissibili in gran parte perché vertono su accertamenti di fatto compiuti dalla CTR (conseguentemente non sindacabili in Cassazione salvo vizio motivazionale, non dedotto). Il settimo motivo (doppia imposizione/obbligo dell'Ufficio di rettificare gli esercizi successivi) è stato ritenuto infondato: non sussiste un obbligo automatico dell'Ufficio di riequilibrare le dichiarazioni nei diversi esercizi, e il rimedio è il reclamo/rimborso a disposizione del contribuente; inoltre l'art. 110, comma 8 TUIR richiamato dalla ricorrente non è pertinente alla questione. La Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio di legittimità, liquidate in complessivi €13.300,00 per compensi oltre spese prenotate a debito, e ha dato atto dell'applicabilità della previsione sul contributo unificato ex art. 13 DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato in relazione all'obbligo del giudice di motivare e al profilo dell'omessa pronuncia; la Corte ha ritenuto che non vi sia stata omessa pronuncia perché la CTR ha implicitamente rigettato la censura

  • art. 360, comma 1, n. 4 e n. 3 c.p.c.

    norme che disciplinano i motivi di cassazione per violazione di legge (n.4) e per violazione di norme processuali (n.3); utilizzate per inquadrare i motivi dedotti in cassazione

  • art. 96 TUIR

    riferimento normativo circa la deducibilità degli interessi passivi; la ricorrente sosteneva che i canoni di prelocazione fossero assimilabili a interessi deducibili, tesi ritenuta non convincente dalla Corte

  • art. 102 TUIR

    Le quote di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali per l'esercizio dell'impresa sono deducibili a partire dall'esercizio di entrata in funzione del bene

    interpretato nel senso che, per i beni concessi in locazione finanziaria (leasing in costruendo), la deducibilità degli oneri contrattuali (compresi i canoni di prelocazione) opera a partire dalla consegna/entrata in funzione del bene e non immediatamente

  • art. 109 TUIR

    disciplina del criterio di competenza per i componenti positivi e negativi di reddito; la Corte ha rammentato il principio inderogabile della competenza temporale per i costi e i ricavi (art. 75 DPR 917/1986 richiamato)

  • art. 75 DPR 917/1986 (ora art. 109 DPR 917/1986)

    richiamato come criterio generale sull'imputazione temporale dei componenti di reddito: le regole di competenza sono tassative e non consentono al contribuente di spostare componenti di reddito a suo piacimento

  • Cass. n. 8897/2018 (giurisprudenza)

    la deduzione dei canoni di pre finanziamento e degli interessi passivi, corrisposti prima della consegna, devono essere considerati afferenti al bene e dedotti pro quota mediante la tecnica del risconto a partire dal momento della consegna del bene

    precedente giurisprudenziale applicato dalla Corte: per il leasing in costruendo prevale la unità della causa contrattuale e la deducibilità dei costi collegati al bene decorre dalla consegna

  • art. 2697, 2727, 2729 c.c.

    richiamati dalla ricorrente in ordine all'onere della prova e alla produzione documentale; la Corte ha osservato che le censure attengono a valutazioni di fatto non sindacabili in cassazione senza specifico vizio motivazionale

  • art. 110, comma 8 TUIR

    "La rettifica da parte dell'ufficio delle valutazioni fatte dal contribuente in un esercizio ha effetto anche per gli esercizi successivi. L'ufficio tiene conto direttamente delle rettifiche operate e deve procedere a rettificare le valutazioni relative anche agli esercizi successivi"

    la norma concerne la rettifica delle valutazioni dei cespiti e delle rimanenze, non la regola generale dell'imputazione per competenza; la Corte ha ritenuto la richiamata norma non pertinente al caso dedotto

  • art. 13 DPR 30 maggio 2002, n.115

    norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto dell'applicabilità dell'integrazione prevista per la proposizione del ricorso

Massime di principio

  • Nei contratti di leasing in costruendo (leasing-appalto) gli oneri di prefinanziamento sono riferibili al bene e la deducibilità fiscale opera, tramite risconti, a partire dalla consegna/entrata in funzione del bene; non sono immediatamente deducibili come semplici interessi.
  • La regola della competenza temporale (art. 75 DPR 917/1986 / art. 109 TUIR) è inderogabile: componenti di reddito devono essere imputati all'esercizio di competenza secondo la legge e non secondo la convenienza del contribuente.
  • In Cassazione non è possibile rimettere in discussione accertamenti di fatto compiuti dal giudice del merito, salvo che non venga dedotto e provato un concreto vizio motivazionale; molte contestazioni su giacenze, lavori non ultimati, sponsorizzazioni o acconti sono questioni di fatto tipicamente devolute al merito.
  • Per dedurre sponsorizzazioni o costi promozionali è necessaria documentazione probatoria chiara (contratto, prova della prestazione e correlazione del materiale pubblicitario); l'assenza di contratto sottoscritto o di congruenza documentale può giustificare la disconoscimento della deducibilità.
  • Gli acconti o pagamenti per lavori non ultimati possono essere classificati come costi o come rimanenze a seconda dello stato di avanzamento e della competenza a fine esercizio: l'Ufficio può rettificare sulla base della competenza, e il contribuente ha i rimedi ordinari (dichiarazione integrativa, istanza di rimborso) in caso di pagamento duplicato dell'imposta.
  • Nei ricorsi di cassazione è opportuno rispettare il principio di sinteticità e autosufficienza: l'assemblaggio integrale di atti processuali senza espunzione può compromettere l'ammissibilità, mentre le doglianze devono evidenziare chiaramente i profili di diritto e i vizi motivazionali.

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