Sentenza n. 5030/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, a - del Decreto n. -OMISSIS- del 24.03.2025, mai notificato alla Società ricorrente, con il quale il Dirigente del Settore VI – Area Urbanistica di Castellammare di Stabia ha disposto l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell’area in Catasto al Foglio -OMISSIS-, p.lla n. -OMISSIS- ad eccezione del fabbricato “A”, della relativa area di sedime (208,4 mq) e dell’area esterna di m 3,00x11,00, diretta a consentire accesso autonomo a tale fabbricato, ai sensi dell’art. 31 co. 3 D.P.R. 380/2001 per inottemperanza alle ingiunzioni di ripristino nn. --OMISSIS- e --OMISSIS-; b - del verbale di accertamento redatto dalla Polizia Municipale di Castellammare di Stabia in data 29.05.2012; c - di tutti gli atti presupposti, ivi compresi, gli atti istruttori, collegati, connessi e conseguenziali, non conosciuti; nonché per l’accertamento del mancato perfezionamento del procedimento acquisitivo-traslativo al patrimonio comunale dell’area in catasto al foglio -OMISSIS-, p.lla -OMISSIS-, ai sensi dell’art. 31 D.P.R. 380/2001.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto dirigenziale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area e delle opere abusive, oltre al verbale di accertamento dell'inottemperanza alle ordinanze di demolizione
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato il decreto del 24 marzo 2025 con cui il Comune ha disposto, ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale di una particella catastale, con esclusione del fabbricato legittimo e della relativa area di sedime, per l'inottemperanza a precedenti ingiunzioni di ripristino. Sono stati dedotti quattro motivi. Il primo censurava la mancata notificazione del decreto alla società ricorrente, sostenendo che l'atto fosse stato notificato a una precedente denominazione e a una precedente rappresentante. Il secondo lamentava che il Comune non avesse considerato il sequestro giudiziario dell'immobile, la presentazione di istanze di sanatoria e l'intervenuta demolizione delle opere nel 2014, elementi che avrebbero escluso un'inerzia colpevole e impedito il perfezionamento dell'acquisizione. Il terzo contestava l'utilizzazione del verbale della Polizia Municipale del 29 maggio 2012, ritenuto atto meramente endoprocedimentale non sufficiente, in assenza di un distinto provvedimento formale di accertamento dell'inottemperanza. Il quarto denunciava la violazione del principio di proporzionalità, il difetto di istruttoria e di motivazione, poiché il Comune aveva acquisito anche l'area circostante quella di sedime delle opere abusive senza indicare le ragioni dell'estensione né sviluppare il calcolo secondo i parametri urbanistici applicabili. Le ulteriori censure relative all'invalidità o inopponibilità delle notifiche del verbale di dissequestro e dell'accertamento di inottemperanza, formulate per la prima volta in una memoria non notificata, sono state dichiarate inammissibili.
La decisione
Il ricorso è stato accolto parzialmente. Il primo motivo è stato respinto: l'eventuale invalidità della notificazione del decreto è stata ritenuta sanata dal raggiungimento dello scopo, poiché la società aveva acquisito conoscenza dell'atto e lo aveva tempestivamente impugnato. Il secondo motivo è stato respinto. Il sequestro penale non costituisce un impedimento assoluto all'esecuzione dell'ordine di demolizione, potendo il destinatario chiedere il dissequestro; non è risultato che ciò sia stato tempestivamente richiesto. L'istanza di sanatoria, presentata dopo la scadenza del termine di novanta giorni assegnato per la demolizione, non ha sospeso né paralizzato i termini già decorsi. La demolizione intervenuta nel 2014 è successiva al perfezionamento ipso iure dell'acquisizione conseguente all'inottemperanza. Il terzo motivo è stato respinto: il decreto di acquisizione costituisce l'atto formale di accertamento previsto dall'art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001 e può recepire gli esiti del verbale della Polizia Municipale, avente natura endoprocedimentale. Il quarto motivo è stato accolto solo con riguardo all'area ulteriore rispetto al sedime delle opere abusive. Non è stata ravvisata una violazione del principio di proporzionalità né un obbligo generale di motivare l'interesse pubblico all'acquisizione dell'area aggiuntiva; tuttavia, l'Amministrazione deve indicare la classificazione urbanistica dell'area, i parametri edificatori applicabili e le modalità di calcolo della superficie necessaria alla realizzazione di opere analoghe, entro il limite del decuplo della superficie utile abusiva. Il decreto non aveva effettuato tale calcolo e aveva anzi affermato l'impossibilità di determinarlo in ragione dell'indice di edificabilità pari a zero. Pertanto, il decreto è stato annullato limitatamente alla parte relativa all'acquisizione dell'area circostante quella di sedime delle opere abusive, fatti salvi i successivi provvedimenti dell'Amministrazione. Le spese sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001
acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive, nel limite massimo del decuplo della complessiva superficie utile abusivamente costruita
L'acquisizione dell'area di sedime consegue automaticamente all'inottemperanza; per l'area ulteriore l'Amministrazione deve individuare e motivare la superficie necessaria secondo i parametri urbanistici applicabili, rispettando il limite massimo del decuplo.
art. 31, comma 4, d.P.R. 380/2001
Il decreto comunale costituisce l'atto formale di accertamento dell'inottemperanza e può recepire gli esiti del verbale della Polizia Municipale, avente natura endoprocedimentale, formando il titolo ricognitivo per l'acquisizione gratuita.
art. 36 d.P.R. 380/2001
La richiesta di sanatoria presentata dopo la scadenza del termine assegnato per la demolizione non paralizza i termini dell'inottemperanza né impedisce il perfezionamento dell'acquisizione.
art. 156 c.p.c.
principio del raggiungimento dello scopo
L'eventuale invalidità della notificazione del provvedimento è sanata quando il destinatario ne abbia avuto piena conoscenza e abbia potuto esercitare il diritto di difesa mediante l'impugnazione.
Massime di principio
- L'acquisizione gratuita prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 si perfeziona ipso iure con l'inutile decorso del termine assegnato per ottemperare all'ordine di demolizione; la successiva demolizione delle opere non impedisce, di per sé, l'adozione dell'atto ricognitivo dell'avvenuto effetto acquisitivo.
- Il sequestro penale dell'immobile non costituisce un impedimento assoluto all'esecuzione dell'ordine di demolizione, poiché il destinatario può attivarsi per ottenere il dissequestro; la mancata tempestiva richiesta di dissequestro non esclude l'inottemperanza.
- La presentazione di un'istanza di sanatoria successiva alla scadenza del termine per la demolizione non sospende né paralizza retroattivamente il termine di ottemperanza e non impedisce il perfezionamento dell'acquisizione.
- Il verbale di accertamento della Polizia Municipale ha natura endoprocedimentale; il decreto comunale di acquisizione costituisce l'atto formale di accertamento dell'inottemperanza e il titolo ricognitivo idoneo all'acquisizione gratuita.
- L'acquisizione dell'area ulteriore rispetto al sedime delle opere abusive richiede che il Comune espliciti la classificazione urbanistica, gli indici edificatori applicabili e il calcolo della superficie necessaria alla realizzazione di opere analoghe, entro il limite del decuplo della superficie utile abusiva. La mera indicazione dell'estensione complessiva o del limite massimo non è sufficiente.
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