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Sentenza

Sentenza del 01/10/2019 n. 5541 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento, liquidazione e controlli - Cancellazione delle società dal registro delle imprese - Percezione di somme da parte dei soci - Onere della prova in capo all'Amministrazione finanziaria - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La pretesa nei confronti dei soci non può fondarsi sulla sola cancellazione della società o sulla loro qualità di soci. In applicazione dell'art. 2697 c.c., spetta all'Amministrazione finanziaria provare concretamente che i soci abbiano ricevuto somme o beni dalla società nei periodi rilevanti e che tali attribuzioni consentano di determinare la loro responsabilità. In mancanza di tale prova, la pretesa non può essere confermata.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda la possibilità di imputare ai soci i debiti tributari rimasti insoddisfatti dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese. La cancellazione estingue la società, ma non elimina automaticamente i debiti verso i terzi: si verifica un fenomeno successorio sui generis e i soci possono rispondere nei limiti delle somme effettivamente ricevute in sede di distribuzione dell'attivo, oppure nei casi previsti dall'art. 36, comma 3, del d.P.R. n. 602 del 1973. L'Amministrazione finanziaria deve quindi dimostrare sia l'esistenza della pretesa sia la reale percezione di somme da parte dei soci negli ultimi due periodi d'imposta anteriori alla liquidazione o durante la liquidazione.

Norme richiamate

  • Art. 36 del d.P.R. n. 602 del 1973

    La responsabilità dei soci per i debiti tributari della società estinta presuppone la prova della percezione di somme o beni nei periodi temporali previsti dalla norma.

  • Art. 2495 del codice civile

    La cancellazione dal registro delle imprese determina l'estinzione della società, ma non comporta l'estinzione dei debiti insoddisfatti, rispetto ai quali si verifica un fenomeno successorio a favore dei soci nei limiti di quanto da essi ricevuto.

  • Art. 2697 del codice civile

    Chi fa valere un diritto deve provare i fatti costitutivi della propria pretesa; pertanto l'Amministrazione finanziaria deve dimostrare sia il debito sia l'effettiva attribuzione patrimoniale ai soci.

  • D.Lgs. n. 175 del 2014

    La normativa incide sugli effetti della cancellazione delle società e sulla disciplina dei rapporti tributari conseguenti all'estinzione.

  • Art. 382 del codice di procedura civile

    Richiamato tra i riferimenti normativi della decisione, disciplina i poteri della Corte di cassazione in relazione alla decisione impugnata.

Massime di principio

  • La cancellazione di una società dal registro delle imprese non cancella automaticamente i debiti tributari, ma trasferisce la possibile responsabilità sui soci secondo limiti e presupposti specifici.
  • La mera qualità di socio o la sola cancellazione della società non sono sufficienti per imputare il debito al socio: occorre provare una concreta attribuzione di somme o beni.
  • L'onere della prova grava sull'Amministrazione finanziaria, che deve dimostrare l'effettiva percezione patrimoniale da parte del socio e il collegamento temporale con i periodi indicati dalla legge.
  • La responsabilità del socio è normalmente limitata a quanto effettivamente ricevuto in sede di liquidazione o nei periodi rilevanti; non può essere determinata in modo presuntivo o automatico senza adeguati elementi probatori.
  • In casi analoghi, il contribuente può contestare la pretesa dimostrando di non aver ricevuto somme o beni, oppure rilevando l'assenza di prova concreta da parte dell'Amministrazione finanziaria.

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