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Sentenza

Sentenza del 18/12/2019 n. 33584 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava l'avviso di accertamento PREU e le relative sanzioni, emessi dopo il rinvenimento nei suoi locali di un apparecchio da intrattenimento ex art. 110, comma 6, TULPS, diverso da quello indicato nel nulla osta rilasciato al concessionario SNAI. Deduceva, tra l'altro, motivazione apparente della sentenza d'appello, violazione del contraddittorio e del termine dilatorio di sessanta giorni previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente, nonché l'erronea applicazione retroattiva dell'art. 39-quater del D.L. n. 269/2003 e il proprio difetto di soggettività passiva rispetto al PREU.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto non era stato parte dei precedenti gradi e la legittimazione spettava all'Agenzia delle dogane dal 1° gennaio 2001. Ha rigettato il ricorso contro l'Agenzia delle dogane e dei monopoli: le censure sulla motivazione erano inammissibili o infondate; non vi era stata violazione del contraddittorio né del termine di sessanta giorni, poiché la società aveva conosciuto il verbale e aveva avuto più occasioni per presentare osservazioni. Quanto al PREU, la Corte ha ritenuto che il tributo derivasse già dalla disciplina originaria del 2003 dall'effettivo utilizzo dell'apparecchio da gioco, anche se privo di nulla osta o diverso da quello autorizzato. La società, quale installatore-gestore che aveva messo in funzione il macchinario e ne traeva i profitti, era quindi soggetto passivo del tributo; l'art. 39-quater ha precisato ulteriori responsabilità, senza introdurre retroattivamente tale soggettività principale. Le spese sono state integralmente compensate, ma è stato disposto il pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.L. n. 269/2003, art. 39, comma 13, convertito nella L. n. 326/2003

    Agli apparecchi e congegni di cui al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al R.D. 18 giugno 1931, n. 773, art. 110, comma 6, e successive modificazioni, collegati in rete, si applica un prelievo erariale unico fissato in misura del 13,5 per cento delle somme giocate.

    Il presupposto del PREU è l'effettivo esercizio del gioco mediante l'apparecchio, indipendentemente dal rilascio o dalla validità del nulla osta. In assenza di una specifica designazione legislativa, il soggetto passivo è individuato secondo i principi generali nell'effettivo titolare della fonte di ricchezza e dei profitti.

  • D.L. n. 269/2003, art. 39-quater, introdotto dalla L. n. 296/2006

    La disposizione ha disciplinato più puntualmente la soggettività tributaria, prevedendo ulteriori ipotesi di responsabilità sussidiaria e solidale. Secondo la Corte, non ha natura retroattivamente innovativa rispetto alla soggettività passiva principale dell'installatore-gestore, già ricavabile dalla disciplina originaria.

  • Legge n. 212/2000, art. 12, comma 7

    Il termine dilatorio di sessanta giorni tutela il contraddittorio dopo la chiusura delle operazioni di verifica. Non è violato quando il contribuente abbia avuto piena conoscenza del verbale e concrete, anche ripetute, occasioni per presentare osservazioni e difese.

  • D.M. 12 marzo 2004, n. 86

    Per gli apparecchi muniti di nulla osta individua il titolare del nulla osta quale soggetto passivo, soluzione successivamente valorizzata anche dalla Corte costituzionale.

  • Art. 53 Cost.

    Il principio di capacità contributiva orienta l'individuazione del soggetto passivo in colui che manifesta la ricchezza derivante dal fatto imponibile e può disporre delle risorse necessarie all'adempimento tributario.

  • D.Lgs. n. 300/1999

    Dal 1° gennaio 2001 la legittimazione processuale in materia doganale e di PREU spetta all'Agenzia delle dogane, non al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    In caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

Massime di principio

  • Il PREU può essere dovuto per il solo effettivo utilizzo dell'apparecchio da gioco; l'assenza, l'irregolarità o la riferibilità del nulla osta a un apparecchio diverso non escludono automaticamente l'imposizione.
  • Quando manca una designazione normativa espressa del soggetto passivo, occorre individuare chi dispone giuridicamente della fonte di ricchezza e trae i profitti dall'attività; per un apparecchio irregolare tale soggetto può essere l'installatore-gestore.
  • La violazione delle regole amministrative o di pubblica sicurezza e l'obbligo tributario sono piani autonomi: il fatto che l'attività sia illecita non impedisce, di per sé, l'applicazione del tributo.
  • La garanzia del contraddittorio e del termine di sessanta giorni dipende dalla concreta possibilità del contribuente di conoscere gli addebiti e presentare osservazioni, non necessariamente dall'intestazione formale del verbale.
  • Una censura per motivazione apparente o omesso esame deve essere specifica e indicare puntualmente i fatti decisivi non esaminati; non è sufficiente contestare genericamente la valutazione del giudice d'appello sulla sentenza di primo grado.
  • Nei giudizi relativi ad atti dell'amministrazione doganale o al PREU, il ricorso deve essere rivolto all'Agenzia delle dogane e dei monopoli, salvo specifiche ragioni che coinvolgano direttamente il Ministero.

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