Cassazione Penale, Sentenza n. 39957/2025 del 11/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'appello cautelare avverso il diniego di restituzione dei beni sequestrati in relazione a procedimento per usura. I difensori contestavano che la confisca 'allargata' non fosse stata oggetto del concordato in appello (ex art. 599-bis c.p.p.) e che, in caso di concorso di persone, la confisca per equivalente non potesse essere disposta sulla base di solidarietà passiva, dovendosi invece tener conto del profitto concretamente conseguito dal singolo.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e infondato, rigettandolo. Ha affermato che l'appello cautelare era in linea di principio proponibile, ma che, poiché la difesa aveva concordato in appello la pena con rinuncia a tutti i motivi diversi da quelli relativi alla determinazione della pena, tale rinuncia comprendeva anche la doglianza relativa alla confisca. Ne è conseguito che le censure sulla conferma della confisca non potevano essere vagliate in cassazione. Il secondo motivo (sulla confisca per equivalente e sul profitto individuale) è stato assorbito perché precluso dalla rinuncia.
Norme richiamate
art. 599-bis cod. proc. pen.
Regola il concordato in appello: le parti possono concordare sull'accoglimento in tutto o in parte dei motivi di appello con rinuncia agli altri. La Corte interpreta che la rinuncia 'a tutti i motivi diversi da quelli relativi alla pena' comprende anche la doglianza sulla confisca, salvo che la confisca sia espressamente esclusa dalla rinuncia.
art. 322-bis cod. proc. pen.
Richiamato in relazione all'appello cautelare; la Corte afferma l'ammissibilità dell'appello cautelare avverso provvedimenti sulle misure cautelari reali prima dell'irrevocabilità della sentenza di merito, purché siano dedotti elementi nuovi e non ancora vagliati.
art. 591 cod. proc. pen.
Richiama il principio secondo cui la rinuncia all'impugnazione rende l'atto di appello inammissibile; la Corte utilizza tale principio per ritenere preclusa la questione sulla confisca quando la difesa ha rinunciato ai motivi eccetto quelli sulla pena.
artt. 244-bis e 644 cod. pen.
Norme richiamate nei motivi relative al reato (e alle conseguenti misure ablative) e alla confisca. La Corte non ha esaminato il merito delle censure mosse su tali norme perché la questione sulla confisca era preclusa dalla rinuncia nel concordato.
art. 240-bis cod. pen.
Norma richiamata con riferimento a censure per sproporzione della confisca; la Corte osserva che, se la confisca non è stata oggetto di rinuncia, possono essere dedotte censure di motivazione su tale punto, ma non nel caso di rinuncia generale come nel presente caso.
Massime di principio
- Se si conclude un concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. con rinuncia a tutti i motivi diversi da quelli sulla determinazione della pena, la rinuncia comprende anche le doglianze relative alla confisca, salvo che la confisca sia espressamente riservata.
- Prima dell'irrevocabilità della sentenza di merito che dispone la confisca, è in linea di principio possibile proporre ricorsi o istanze cautelari avverso provvedimenti di sequestro, purché si deducano elementi nuovi o non esaminati nella decisione di condanna.
- Per preservare la possibilità di impugnare la confisca dopo un concordato, la difesa deve espressamente non rinunciare alle questioni relative alla confisca nel patto con il P.G.; diversamente, tali questioni saranno precluse.
- Questioni di merito sulla legittimità della confisca per equivalente e sulla quantificazione del profitto individuale (soprattutto in caso di concorso) richiedono l'esame sostanziale, ma tale esame è escluso se il relativo motivo è stato rinunciato nell'accordo di concordato.
- Le Sezioni Unite hanno chiarito limiti specifici (es. prescrizione) che possono costituire eccezione alla rinuncia; tuttavia, tali eccezioni non estendono il principio della non impugnabilità agli altri motivi rinunciati.
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