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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34399/2024 del 24/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietari)

La controversia

La controversia nasce dall'occupazione di un suolo di proprietà privata destinato alla viabilità comunale e dalla successiva mancata emissione tempestiva del decreto di esproprio, seguita dall'adozione, da parte del Comune, di un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 con liquidazione di un indennizzo inferiore a quanto in precedenza ricevuto dagli aventi diritto in esecuzione di precedenti decisioni. La Corte d'appello, nel rideterminare l'indennizzo dovuto per il pregiudizio patrimoniale, non patrimoniale e per l'occupazione senza titolo, aveva ritenuto: che il giudicato formatosi sulla precedente decisione concernesse solo la natura edificabile del suolo e non il suo valore; che non dovesse considerarsi, nella stima ex art. 42-bis, il valore dell'opera pubblica realizzata sul fondo; che il periodo di occupazione illegittima dovesse essere computato fino al 15 dicembre 2008 e non sino alla data del provvedimento di acquisizione sanante. Gli eredi hanno proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione dell'art. 2909 c.c., sostenendo che il giudicato formatosi sulla precedente sentenza avrebbe dovuto vincolare anche il valore del bene, pari a 120 euro/mq; 2) violazione dell'art. 42-bis, comma 1, d.P.R. 327/2001, sostenendo che l'indennizzo dovesse comprendere anche il valore delle opere pubbliche realizzate medio tempore, per effetto dell'accessione ex art. 934 c.c.; 3) violazione dell'art. 42-bis, comma 3, d.P.R. 327/2001, deducendo sia che il ristoro per occupazione senza titolo fosse sottostimato rispetto al valore che sarebbe stato liquidato in caso di tempestivo decreto di esproprio, sia che il periodo di occupazione illegittima dovesse essere computato fino al provvedimento di acquisizione sanante del 26 giugno 2013.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, ha dichiarato inammissibile e comunque infondato il secondo, ha rigettato il primo profilo del terzo motivo e ha accolto il secondo profilo del terzo motivo. In particolare, ha confermato che il giudicato copriva la qualificazione edificatoria del terreno ma non il suo valore economico, ha ribadito che nella liquidazione ex art. 42-bis non va incluso il valore dell'opera pubblica realizzata dalla PA, e ha precisato che il periodo di occupazione senza titolo doveva essere computato fino alla data di adozione del provvedimento di acquisizione sanante, non fino al 15 dicembre 2008. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente a questo ultimo profilo e rinviata alla Corte d'appello di Reggio Calabria per la rideterminazione dell'indennizzo ulteriore da occupazione senza titolo e per le spese.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato formatosi su una precedente decisione può riguardare la qualificazione giuridica del bene, ma non il suo valore economico, quando le domande siano autonome per causa petendi e per periodo considerato.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    valore venale del bene utilizzato per scopi di pubblica utilità

    L'indennizzo per acquisizione sanante va commisurato al valore venale del bene alla data del provvedimento, senza computare il valore delle opere pubbliche realizzate dalla PA sul bene stesso; il ristoro per occupazione senza titolo è pari al 5% annuo sul valore venale, salvo prova di una diversa entità del danno.

  • art. 37 d.P.R. n. 327/2001

    È richiamato dall'art. 42-bis per la quantificazione del pregiudizio patrimoniale, confermando l'aggancio ai criteri di valutazione dell'espropriazione.

  • art. 32 d.P.R. n. 327/2001

    non si considerino gli effetti del vincolo preordinato all'esproprio e quelli connessi alla realizzazione dell'eventuale opera prevista

    Nella stima del bene non devono essere considerati né in diminuzione né in aumento gli effetti connessi alla realizzazione dell'opera pubblica.

  • art. 934 c.c.

    È evocato dai ricorrenti, ma la Corte esclude che l'accessione comporti, ai fini dell'indennizzo ex art. 42-bis, l'inclusione del valore dell'opera pubblica nel valore del bene.

  • art. 936 c.c.

    Richiamato in via sistematica per escludere che il proprietario possa pretendere, in sede di acquisizione sanante, il valore dell'opera pubblica realizzata dalla PA come componente dell'indennizzo.

  • art. 42 Cost.

    La Corte richiama la giurisprudenza costituzionale secondo cui il legislatore può fissare criteri di determinazione dell'indennità espropriativa secondo valutazioni di politica economico-finanziaria.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Il ricorso è stato trattato in adunanza camerale secondo il rito semplificato.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Entrambe le parti hanno depositato memoria nel procedimento camerale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione o determinazione dell'indennità in materia espropriativa, il giudicato sulla qualificazione giuridica del terreno non si estende automaticamente alla sua valutazione economica, quando si tratti di domande autonome per causa petendi e per periodo di riferimento.
  • Ai fini dell'indennizzo ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, il valore venale del bene va determinato con riferimento alla data del provvedimento acquisitivo, senza includere il plusvalore derivante dalle opere pubbliche realizzate dalla pubblica amministrazione sul bene occupato.
  • L'espressione 'bene utilizzato per scopi di pubblica utilità' individua il bene oggetto della misura indennitaria, ma non consente di trasformare il valore dell'opera pubblica in una componente del valore del fondo.
  • Il periodo di occupazione senza titolo deve essere computato fino all'adozione del provvedimento di acquisizione sanante, se nel frattempo il bene è rimasto detenuto dalla pubblica amministrazione senza un valido titolo.
  • Per superare la liquidazione forfettaria dell'occupazione illegittima prevista dall'art. 42-bis, comma 3, non basta un'astratta ricostruzione controfattuale: la diversa entità del danno deve emergere dagli atti del procedimento o essere adeguatamente dimostrata.
  • In sede di quantificazione del valore di mercato del bene occupato, devono essere esclusi gli effetti, in aumento o in diminuzione, connessi alla realizzazione dell'opera pubblica prevista o eseguita dalla pubblica amministrazione.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioniEspropriazione forzata
RamiDiritti realiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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