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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20981/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di appello di Milano del 10/02/2025, pronunciata a seguito di concordato sulla pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Il ricorso, affidato a un unico motivo, deduceva violazione di legge, inosservanza di norma processuale e omessa motivazione in punto di affermazione della penale responsabilità, lamentando la mancata risposta alle deduzioni difensive. Dal testo non emerge con precisione il reato originariamente contestato; emerge solo che la sentenza impugnata ha applicato la pena concordata tra le parti. La Corte ha ritenuto la doglianza non consentita perché diretta contro profili rinunciati con l'accesso al concordato e quindi estranei al perimetro del sindacato di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che, in caso di sentenza emessa ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. a seguito di rinuncia ai motivi di appello, sono deducibili in cassazione solo questioni attinenti alla formazione della volontà di aderire al concordato, al consenso del pubblico ministero e al contenuto difforme della decisione; restano invece inammissibili le censure relative ai motivi rinunciati, al mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p., alle nullità e inutilizzabilità non dedotte, nonché ai vizi sulla pena che non integrino illegalità della sanzione. Poiché il ricorso investiva proprio profili preclusi, è stata pronunciata l'inammissibilità con condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    disciplina il concordato in appello; la sentenza emessa a seguito di tale accordo è impugnabile in cassazione solo per profili specifici, non per i motivi rinunciati.

  • art. 129 c.p.p.

    non vi è obbligo di motivare sul mancato proscioglimento quando l'appello è definito con rinuncia ai motivi e concordato sulla pena; la relativa doglianza è inammissibile.

Massime di principio

  • Nel giudizio definito con concordato in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., il ricorso per cassazione è ammissibile soltanto per questioni inerenti alla validità della formazione del consenso della parte, al consenso del pubblico ministero e alla corrispondenza tra accordo e decisione del giudice.
  • Sono inammissibili le censure che ripropongono motivi di appello ai quali la parte abbia rinunciato con l'accesso al concordato.
  • Non è deducibile in cassazione il mancato proscioglimento ex art. 129 c.p.p., né l'omessa valutazione di nullità assolute o inutilizzabilità della prova, quando tali questioni non siano rimaste devolute per effetto della rinuncia ai motivi.
  • I vizi relativi alla pena sono scrutinabili solo se la sanzione diviene illegale, cioè se supera i limiti edittali o è diversa da quella prevista dalla legge; in difetto, la censura resta preclusa.
  • In caso di ricorso inammissibile per colpa del ricorrente, è dovuta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativi
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della provaNullità processuale

Testo integrale

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