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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12408/2025 del 31/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività: il ricorso è stato depositato il 18/10/2024 mentre il termine di impugnazione scadeva l'08/10/2024, avendo l'ordinanza impugnata data emessa 19/09/2024 e notificata il 24/09/2024. Di conseguenza il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Anderlini impugna l'ordinanza del GIP che ha convalidato il provvedimento questorile di DASPO consistente nell'obbligo di presentazione in Questura prima e dopo ogni incontro agonistico della squadra Delfino Pescara 1936 per la durata di un anno e sei mesi. Propone due motivi: (1) violazione del termine a difesa di 48 ore, sostenendo che la notifica del provvedimento questorile sarebbe avvenuta il 18/09/2024 alle ore 7:25 e la convalida sarebbe stata disposta il 19/09/2024 alle ore 10:30; (2) violazione di legge e vizio di motivazione poiché l'ordinanza non richiama il procedimento penale a suo carico che avrebbe costituito la ragion d'essere del daspo.

Massime di principio

  • I termini per proporre ricorso vanno calcolati a partire dalla data di notificazione dell'atto impugnato; una impugnazione oltre il termine comporta l'inammissibilità.
  • Quando si contesta la violazione del termine a difesa (es. 48 ore), è essenziale dimostrare con documenti l'esatto momento della notifica e della convalida; se il ricorso è tardivo, il merito non viene esaminato.
  • La contestazione di vizi di motivazione (ad es. mancato richiamo del procedimento penale sottostante al daspo) può essere rilevante solo se il ricorso è tempestivo; l'inammissibilità per tardività impedisce l'esame di tali censure.
  • La dichiarazione di inammissibilità può comportare condanne alle spese e, in casi specifici come proces­si per misure di prevenzione/daspo, anche al versamento in favore della Cassa delle ammende.
  • In situazioni dubbie sulla correttezza della notificazione o sull'interruzione dei termini, è opportuno raccogliere e conservare tutta la documentazione (atti notificati, ricevute, certificazioni) e valutare tempestivamente eventuali rimedi procedurali per la restitutio in integrum o la riapertura dei termini, ove previsti.

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