Sentenza del 27/05/2015 n. 54 - Comm. Trib. II grado di Bolzano
Iva - Detraibilità dell'imposta - Frode carosello - Operazioni inesistenti - Diretto coinvolgimento e conoscenza della frode - Colpevole ignoranza della frode - Buona fede - Nozione - Ripartizione dell' onere probatorio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente sosteneva di avere diritto alla detrazione dell'IVA assolta sulle operazioni contestate, facendo valere la propria buona fede e l'assenza di un coinvolgimento diretto e consapevole nella frode. La questione riguardava se fosse sufficiente la mancanza di dolo o di partecipazione diretta oppure se ostasse alla detrazione anche la consapevolezza, o la colpevole ignoranza, del fatto che le operazioni si inserissero in un fenomeno fraudolento.
La decisione
È stato affermato che la detrazione dell'IVA può essere negata non solo quando il contribuente partecipa direttamente e consapevolmente alla frode carosello, ma anche quando sa, o avrebbe dovuto sapere usando la specifica diligenza esigibile da un operatore economico, che l'operazione è collegata a una frode. L'Amministrazione finanziaria deve provare l'esistenza della frode e la conoscenza o conoscibilità della stessa da parte del contribuente; quest'ultimo deve dimostrare di avere fatto affidamento incolpevole sulla regolarità dell'operazione. Il proscioglimento penale per mancanza di dolo non esclude automaticamente la responsabilità fiscale. Ne consegue il prevalere della posizione dell'Amministrazione finanziaria e il diniego della detrazione quando la buona fede non sia adeguatamente dimostrata.
Norme richiamate
Articolo 19 del D.P.R. 633/1972
Il diritto alla detrazione dell'IVA presuppone che l'imposta riguardi operazioni effettive e che il contribuente non sia consapevole, né colpevolmente ignaro, dell'inserimento dell'operazione in una frode. La detrazione può quindi essere negata anche in assenza di partecipazione diretta alla frode, quando difetti la buona fede valutata secondo la diligenza specifica dell'operatore economico.
Massime di principio
- Nelle frodi carosello, l'Amministrazione deve provare sia la frode sia gli elementi dai quali risulti che il contribuente la conosceva o avrebbe dovuto conoscerla.
- Il contribuente non deve necessariamente avere partecipato alla frode: è sufficiente che fosse consapevole, o colpevolmente inconsapevole, del collegamento dell'operazione a un fenomeno fraudolento.
- La buona fede non coincide con la mera assenza di dolo penale, ma richiede di dimostrare una condotta diligente e controlli adeguati alla natura dell'attività e dell'operazione.
- Il proscioglimento penale per mancanza di dolo non determina automaticamente l'inesistenza della responsabilità tributaria, perché gli standard probatori e gli elementi valutati nei due procedimenti possono essere diversi.
- Per tutelare il diritto alla detrazione, l'operatore dovrebbe conservare documentazione e verifiche idonee a dimostrare la regolarità delle controparti, la congruità dell'operazione e l'assenza di anomalie manifeste.
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