Sentenza n. 1097/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'annullamento -dell'ordinanza contingibile e urgente del Sindaco di Cosenza avente ad oggetto lo sgombero immediato di edifici siti in -OMISSIS- nei pressi del Torrente -OMISSIS- notificato a mano alle ricorrenti, in triplice copia, una a testa, in data 29.11.2021 dalla Polizia Municipale Ufficio protezione Civile – Comune di Cosenza; -di tutti gli atti connessi e consequenziali al predetto, ancorché non conoscibili alle ricorrenti, in modo particolare, dell'eventuale provvedimento prefettizio adottato nelle more del presente ricorso richiamato dall' art. 54 comma 4 del d.lgs. 267/200
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza contingibile e urgente del Sindaco di Cosenza di sgombero immediato di edifici situati nei pressi di un torrente
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni emananti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza contingibile e urgente del Sindaco di Cosenza, notificata il 29 novembre 2021, con la quale era stato disposto lo sgombero immediato di alcuni edifici, nonché gli atti connessi e consequenziali, incluso l'eventuale provvedimento prefettizio richiamato dall'art. 54, comma 4, del d.lgs. 267/2000. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. La domanda cautelare era stata respinta con ordinanza del 3 marzo 2022. Con memoria del 17 febbraio 2026 le ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto dell'espressa dichiarazione delle ricorrenti. Secondo il Collegio, nel processo amministrativo la parte ricorrente conserva la disponibilità dell'azione fino alla decisione e, quando dichiara di non avere più interesse, il giudice non può decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, salvo diverse richieste o repliche delle controparti. Le spese di lite sono state compensate, poiché il venir meno dell'interesse è dipeso da circostanze sopravvenute alla proposizione del ricorso.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nel quadro processuale della pronuncia di improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000
Richiamato nell'oggetto dell'impugnazione in relazione all'eventuale provvedimento prefettizio connesso all'ordinanza sindacale.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, resa fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, impone al giudice di dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, in assenza di repliche o diverse richieste delle altre parti.
- Il giudice amministrativo non può decidere d'ufficio il merito della controversia né sostituirsi al ricorrente nella valutazione della permanenza dell'interesse ad agire quando quest'ultimo abbia dichiarato espressamente di non averne più.
- La sopravvenuta carenza di interesse determinata da circostanze successive alla proposizione del ricorso giustifica, di regola, la compensazione delle spese di lite.
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