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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16167/2024 del 18/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Vassileva era stata condannata per il reato previsto dall'art. 44, comma 1, lett. b), d.P.R. 380/2001 per aver mutato la destinazione d'uso da commerciale a residenziale di un deposito in via de' Gombruti 2, mediante opere interne (tramezzi, separazioni bagno/antibagno) e uso abitativo già dal 2018. Con ricorso in Cassazione si deduceva: (i) estinzione del reato per prescrizione (sostanzialmente contestando il dies a quo e sostenendo che il fatto sarebbe avvenuto agli inizi del 2018); (ii) mancata valutazione, da parte della Corte d'appello, dell'esclusione della punibilità per speciale tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen., atteso il carattere essenzialmente formale dell'intervento, l'assenza di aumento del carico urbanistico e l'assenza di opere rilevanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ammesso il ricorso, ha individuato il dies a quo nel 03/07/2018 (segnalazione dei condomini e risultanze istruttorie circa l'uso e i lavori interni) e ha ritenuto il reato istantaneo perfezionato con il compimento delle opere necessarie al mutamento di destinazione. Tenendo conto del tempo trascorso successivamente alla sentenza d'appello, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il reato per prescrizione e ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio. Per effetto della declaratoria di estinzione non è stata esaminata nel merito la questione relativa all'applicazione dell'art. 131-bis.

Norme richiamate

  • D.P.R. 380/2001, art. 44, comma 1, lett. b)

    La modifica della destinazione d'uso è reato anche quando realizzata mediante opere interne; il momento consumativo è il compimento dei lavori necessari per il mutamento o altro atto che produce la nuova destinazione.

  • Codice penale, art. 131-bis

    Prevede la non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte territoriale non aveva riconosciuto la causa e la Cassazione ha ritenuto che, pur essendo argomento non manifestamente infondato, la declaratoria di prescrizione rende superflua la valutazione di merito.

  • Codice di procedura penale, art. 606, lett. b) ed e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (in particolare vizi di motivazione e violazione di norme); la Corte ha ritenuto ammissibili i motivi non manifestamente infondati.

  • Codice di procedura penale, art. 591 e art. 606, comma 3

    Richiamate in relazione alle cause di inammissibilità del ricorso: la Corte ha escluso l'esistenza di tali cause e dichiarato il ricorso ammissibile.

  • Codice di procedura penale, art. 129, comma finale

    Norma sulla sospensione del procedimento in presenza di cause di non punibilità; la Cassazione ha rilevato che non risultavano evidenti cause di non punibilità applicabili nel caso concreto e quindi non ha fatto applicazione di tale disposizione.

Massime di principio

  • Il mutamento di destinazione d'uso è reato istantaneo: si considera consumato nel momento in cui sono compiuti i lavori necessari a realizzarlo o nell'atto che produce la nuova destinazione; non è necessario che l'uso abusivo perduri per configurare il reato.
  • Per fissare il dies a quo della prescrizione nei reati edilizi, il giudice può fare riferimento a elementi fattuali concreti (denunce, dichiarazioni di condomini, sopralluoghi tecnici) che attestino il compimento delle opere e l'effettivo uso dell'immobile.
  • La sanatoria successiva (es. presentazione di CILA o altre comunicazioni) non cancella automaticamente il reato già consumato né modifica retroattivamente il dies a quo, specialmente quando il mutamento di destinazione non è sanabile con le procedure invocate.
  • Quando la prescrizione si è consumata nel corso del giudizio di legittimità, la Corte di Cassazione deve dichiarare l'estinzione del reato e può annullare la sentenza impugnata senza rinvio; ciò esclude la prosecuzione del processo anche se sussistessero questioni di merito rilevanti.
  • L'eccezione di speciale tenuità (art. 131-bis) va valutata sul merito, ma la sua rilevanza può risultare priva di esito se nel frattempo è intervenuta l'estinzione del reato per prescrizione.
  • In caso di dubbio sulla data di consumazione, il principio del favor rei è richiamato dalla difesa, ma il giudice valuta le prove e i fatti concreti per stabilire il dies a quo; dubbi non sufficientemente fondati non impediscono il computo della prescrizione a partire dalla data comprovata.

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