Sentenza n. 1413/2026 - Catanzaro, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha preso atto della dichiarazione del ricorrente e ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. Il completamento dei lavori ha fatto venir meno l’utilità concreta e attuale conseguibile mediante la decisione di merito e l’eventuale annullamento degli atti impugnati. Le spese sono state compensate, poiché la perdita dell’interesse è dipesa da circostanze sopravvenute alla proposizione del ricorso.
Atto impugnato: Nomina di un direttore dei lavori interno per il terzo stralcio dell’intervento di prolungamento del Lungomare – Viale Magna Grecia, unitamente alla comunicazione dell’intenzione di esternalizzare nuovamente il servizio e al silenzio sull’istanza di accesso
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la nota comunale con cui era stata comunicata la costituzione del gruppo di lavoro interno e l’individuazione di un direttore dei lavori, la disposizione di servizio del RUP e la determinazione comunale di nomina, chiedendone l’annullamento. Ha inoltre domandato, ove occorrente, l’annullamento del silenzio-rifiuto formatosi sull’istanza di accesso del 14 dicembre 2022, l’accertamento del diritto di accesso e la condanna dell’amministrazione all’esibizione della documentazione richiesta. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato che le questioni avevano perso rilevanza, poiché i lavori relativi al terzo lotto erano stati completati e dall’eventuale annullamento degli atti impugnati non sarebbe derivata alcuna utilità in forma specifica.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
Costituisce causa di improcedibilità del ricorso la sopravvenuta carenza dell’interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della controversia.
Massime di principio
- Il ricorso amministrativo è improcedibile quando, per fatti sopravvenuti alla sua proposizione, viene meno l’utilità concreta e attuale che il ricorrente potrebbe conseguire dalla decisione di merito e dall’eventuale annullamento dell’atto impugnato.
- Il completamento dei lavori cui si riferiscono gli atti impugnati può determinare la sopravvenuta carenza di interesse quando l’annullamento non sia più idoneo a procurare al ricorrente una forma di utilità specifica.
- La dichiarazione del ricorrente che attesti il venir meno dell’interesse alla decisione può essere recepita dal giudice, quando risulti coerente con le circostanze sopravvenute e con l’assenza di una residua utilità concreta del giudizio.
- La sopravvenuta carenza di interesse, determinata da circostanze successive alla proposizione del ricorso, giustifica la compensazione delle spese di lite.
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