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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37055/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva respinto il riesame del sequestro preventivo di 97.500 euro rinvenuti in possesso dell'indagato. Il ricorrente deduceva: 1) nullità per parziale trasmissione degli atti al riesame senza specificare quali; 2) vizio di motivazione riguardo alla natura della somma sottoposta a sequestro, contestando la possibilità di disporre sia confisca diretta sia confisca allargata ex art. 240‑bis c.p.; 3) vizio relativo all'accertamento del fumus commissi delicti, lamentando che si attestasse la provenienza illecita senza indicare prova della provenienza da delitto né il delitto presupposto; 4) illegittimità dell'applicabilità dell'art. 240‑bis c.p.; in sede di replica si aggiungeva che la difesa non aveva potuto allegare gli atti mancanti e che la motivazione era generica circa la provenienza illecita rispetto alla provenienza delittuosa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo generico perché non venivano specificati gli atti mancanti né la loro decisività. Ha dichiarato infondati gli altri motivi: ha ammesso la legittimità di un provvedimento cautelare "misto" che contempli sia sequestro diretto sia sequestro per equivalente ex art. 240‑bis, con la necessità che, per la parte equivalente, il valore assoggettabile sia predeterminato nel provvedimento genetico. Ha confermato che, ai fini del sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p., è sufficiente la sussistenza del fumus commissi delicti sulla base di elementi concreti, non della gravità indiziaria; il ritrovamento di una rilevante somma contante di cui non si fornisca plausibile giustificazione può integrare elementi concreti tali da rendere prospettabile il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 240‑bis cod. pen.

    Consente la confisca allargata; la Corte ammette l'applicazione nel contesto di un provvedimento di sequestro "misto" (confisca diretta e per equivalente), previa predeterminazione del valore assoggettabile fin dal provvedimento genetico.

  • art. 321 primo cod. proc. pen.

    art. 321, primo comma, cod. proc. pen.

    Consente il sequestro preventivo per evitare l'aggravamento delle conseguenze del reato; il giudice del riesame deve verificare il fumus commissi delicti sulla base di elementi concreti emergenti dagli atti, non richiedendo la gravità indiziaria.

  • art. 648 cod. pen.

    Il possesso di una rilevante somma di denaro priva di plausibile giustificazione, considerato il luogo e le modalità di occultamento e i limiti alla detenzione del contante, può integrare elementi per ritenere prospettabile la ricettazione.

Massime di principio

  • Per contestare un'ordinanza di sequestro per parziale mancata trasmissione di atti è necessario indicare con precisione quali atti manchino, la loro decisività e dove si collocano nella motivazione impugnata; altrimenti il motivo è generico e inammissibile.
  • È ammissibile un provvedimento cautelare "misto" che combini sequestro diretto e sequestro per equivalente (confisca allargata ex art. 240‑bis), ma per la parte per equivalente il valore del compendio assoggettabile alla cautela deve essere predeterminato già nel provvedimento originario.
  • Nella valutazione del fumus commissi delicti ai fini del sequestro preventivo non è richiesta la gravità indiziaria: bastano elementi concreti e coerenti che rendano plausibile la commissione del reato ipotizzato.
  • Il semplice ritrovamento di ingenti somme in contanti, senza plausibile giustificazione, può costituire elemento concreto idoneo a ritenere prospettabile il reato di ricettazione, specialmente se vi sono elementi relativi al modo o al luogo di occultamento.
  • Chi impugna deve fornire elementi probatori alternativi o spiegazioni concrete sulla provenienza del denaro per poter efficacemente contrastare il fumus e l'applicabilità delle misure cautelari reali.
  • Per opporsi all'applicabilità dell'art. 240‑bis è utile dimostrare l'assenza di collegamento con reati «spia» o l'impossibilità di predeterminare il valore assoggettabile alla confisca allargata già nel provvedimento genetico.

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