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Sentenza

Sentenza n. 2297/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza - della sentenza n. 3277/2024, emessa dal Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, in data 26 giugno 2024.

Giustizia amministrativa202504926

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva ordinato l’erogazione della Carta docente per quattro anni scolastici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, n. 3277/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero, con la quale l’Amministrazione era stata condannata a mettere a sua disposizione la Carta docente del valore di 500 euro per ciascuno degli anni scolastici 2018/2019, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi 2.000 euro, oltre alle spese di lite. La ricorrente ha dedotto l’inerzia dell’Amministrazione nell’esecuzione del comando giudiziale e ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero si è costituito chiedendo il rigetto del ricorso. Prima della decisione, la ricorrente ha comunicato che il Ministero aveva integralmente eseguito la sentenza civile, erogando quanto dovuto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, qualificando il ricorso come improcedibile in ragione della piena soddisfazione della pretesa azionata. L’esecuzione sopravvenuta della sentenza del Tribunale di Milano ha fatto venir meno l’interesse alla prosecuzione del giudizio di ottemperanza e ha escluso la necessità di nominare un commissario ad acta. Le spese sono state poste a carico del Ministero, in quanto l’adempimento è intervenuto dopo la proposizione del ricorso; sono state liquidate in 800 euro, oltre oneri e spese generali, con rifusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche

    La disposizione costituisce il fondamento della pretesa sostanziale relativa alla Carta docente, riconosciuta alla ricorrente nella sentenza civile ottemperanda.

  • art. 112 c.p.a.

    La controversia è stata proposta per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato del Tribunale di Milano; il testo non richiama espressamente la disposizione, ma descrive un giudizio di ottemperanza.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nella sentenza passata in giudicato, la pretesa del ricorrente deve essere considerata pienamente soddisfatta e va dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L’esecuzione sopravvenuta del giudicato rende improcedibile il ricorso per ottemperanza e priva di oggetto le ulteriori richieste esecutive, inclusa la nomina di un commissario ad acta.
  • Quando l’amministrazione adempie al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, le spese di lite possono essere poste a suo carico, anche se il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaScuolaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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