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Sentenza

Sentenza n. 1051/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202300393

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e rimessa in pristino relativa a due tratti di recinzione realizzati in fascia di rispetto stradale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione e rimessa in pristino, emessa in relazione alla realizzazione di due tratti di recinzione, lunghi rispettivamente 58,60 e 67,70 metri, intervallati da un varco di 12,20 metri, costituiti da un muretto in cemento alto 60 cm e largo 35 cm, con sovrastante rete metallica alta 120 cm. Le opere erano collocate al limite del ciglio di una strada di pubblico transito, classificata dal PGT come strada urbana ed extraurbana locale e ricadente in fascia di rispetto stradale. Il testo non riporta il dettaglio delle singole censure di legittimità dedotte. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione, affermando di avere regolarizzato il manufatto sotto il profilo urbanistico, paesaggistico ed edilizio.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente resa prima della trattenuta della causa in decisione. Il giudice ha richiamato il principio secondo cui, nel processo amministrativo fondato sull’iniziativa di parte, il ricorrente mantiene la disponibilità dell’azione fino al momento della decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia; in tal caso il giudice deve prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. La circostanza della regolarizzazione del manufatto è stata indicata dalla ricorrente quale ragione della sopravvenuta carenza di interesse, ma il TAR non ha esaminato nel merito la legittimità dell’ordinanza di demolizione. Le spese sono state compensate, in conformità all’accordo delle parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    per sopravvenuto difetto d’interesse

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando viene meno l’interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell’ambito della definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa in udienza di smaltimento mediante collegamento da remoto.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione, il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione.
  • La dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse impone al giudice di dichiarare l’improcedibilità del ricorso, senza esaminare il merito e senza poter procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
  • La regolarizzazione dell’intervento oggetto di un’ordinanza di demolizione può determinare, secondo quanto dichiarato dalla parte interessata, il venir meno dell’interesse alla decisione sull’impugnazione; in assenza di interesse attuale, il giudizio non prosegue nel merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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