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Sentenza

Sentenza n. 4729/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla Regione Campania – U.O.D. Energia, Efficientamento e Risparmio Energetico, Green Economy e Bio Economia – sull’istanza e sulla successiva diffida del ricorrente del 27.12.2025, volte ad ottenere l’emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo dell’indennità di esproprio relativa ai depositi n. 1190531 e n. 1314647.

Giustizia amministrativa202600873

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio della Regione Campania sull'istanza e sulla diffida volte a ottenere il decreto di autorizzazione allo svincolo dell'indennità di esproprio relativa a due depositi presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, interessato da una procedura di espropriazione per pubblica utilità promossa per la realizzazione di un parco eolico, aveva chiesto alla Regione Campania l'emissione del decreto di autorizzazione allo svincolo di due depositi relativi all'indennità di esproprio, per complessivi 9.702,40 euro. L'istanza presentata il 29 ottobre 2025 e la successiva diffida del 27 dicembre 2025 erano rimaste senza riscontro. È stata proposta un'azione avverso il silenzio, accompagnata da una domanda risarcitoria per il ritardo nell'adozione del provvedimento. Nel corso del giudizio, la Regione ha adottato il provvedimento di svincolo. La Regione ha sostenuto che il ritardo fosse imputabile al Comune di San Giorgio La Molara, che aveva tardivamente rilasciato i certificati di destinazione urbanistica necessari.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché, nelle more del giudizio, era stato adottato il provvedimento di svincolo richiesto. Ha tuttavia condannato la Regione Campania alle spese processuali secondo il criterio della soccombenza virtuale. Il giudice ha ritenuto che la Regione fosse l'autorità competente all'adozione del provvedimento finale e che lo stesso fosse stato adottato oltre il termine di legge. Il ritardo del Comune è stato considerato una causa soltanto remota, operante nei rapporti interni come possibile danno indotto, ma non idonea a escludere la responsabilità processuale della Regione nei confronti del ricorrente. Le spese sono state liquidate in 1.000 euro, oltre accessori, rimborso del contributo unificato e distrazione in favore del difensore antistatario.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto, la materia del contendere cessa e il giudizio deve essere definito con una pronuncia di cessazione della materia del contendere.
  • Ai fini della regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, rileva l'amministrazione competente ad adottare il provvedimento finale, anche se il ritardo procedimentale sia stato determinato, nei rapporti interni, dall'inerzia o dal ritardo di un'altra amministrazione coinvolta nell'istruttoria.
  • Il ritardo di un'amministrazione diversa da quella competente all'adozione del provvedimento finale può costituire causa remota o fonte di rivalsa interna, ma non esclude la responsabilità processuale dell'autorità competente verso il richiedente per l'adozione tardiva dell'atto.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDanno da ritardo
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativoResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTermini del procedimentoRisarcimento del danno da attività amministrativa

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