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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 861/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP che non ha convalidato il fermo eseguito nei confronti di Valerija Jovanovic, Lidia Risteski e Renato Jovanovic per il reato di rapina impropria. Il Procuratore deduceva vizio di motivazione per mancato riconoscimento della gravità indiziaria (in particolare rispetto a Renato) e per mancato riconoscimento del pericolo di fuga, nonostante elementi concreti: presenza del medesimo in prossimità del luogo del furto, contatto telefonico con una delle donne durante il fatto, ritrovamento di parte della refurtiva nella stanza d'albergo occupata dall'indagato e dalle due donne, foto del portafoglio rubato nel telefono dell'indagato, precedenti denunce per furti, assenza di fissa dimora e indizi circa imminente allontanamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha ritenuto carente e contraddittoria la motivazione del GIP sia sul punto della gravità indiziaria nei confronti di Renato sia sul pericolo di fuga per tutti e tre gli indagati. Ha ricordato che in sede di convalida il giudice deve valutare ex ante la legittimità dell'uso dei poteri da parte della polizia giudiziaria, ponendosi nella stessa situazione fattuale documentata nel verbale. Gli elementi a carico di Renato sono stati considerati concreti, specifici e idonei a configurare gravi indizi di partecipazione almeno morale al reato; altresì il rischio di irreperibilità risultava concreto alla luce della condizione abitativa, dei precedenti e della permanenza in albergo con bagagli pronti. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato legittimo il fermo.

Norme richiamate

  • Sez. 3, n. 35304 del 11/05/2016, Cobuccio (Rv. 267999-01)

    Sez. 3, n. 35304 del 11/05/2016, Cobuccio, Rv. 267999-01

    Principio secondo cui in sede di convalida il giudice verifica, con valutazione ex ante e ponendosi nella stessa situazione della polizia giudiziaria, la sussistenza dei requisiti di legittimità per la privazione della libertà personale; controllo limitato al corretto esercizio dei poteri discrezionali della polizia giudiziaria in situazione indifferibile e urgente.

  • Sez. 6, n. 12291 del 01/03/2016, P.M. in proc. Tapia Diaz (Rv. 266868-01)

    Sez. 6, n. 12291 del 01/03/2016, P.M. in proc. Tapia Diaz, Rv. 266868-01

    Conferma che, quando la fase processuale è esaurita e risulta dalla documentazione la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria, la Cassazione può annullare senza rinvio il provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • In sede di convalida dell'arresto o del fermo il giudice deve valutare ex ante la legittimità dell'intervento della polizia giudiziaria, ponendosi nella stessa situazione fattuale documentata nel verbale.
  • La gravità indiziaria può essere riconosciuta anche quando non sia possibile determinare con precisione il ruolo concreto dell'indagato; sono sufficienti elementi concreti, specifici e logici che indicano un coinvolgimento rilevante.
  • Elementi quali presenza nelle vicinanze del luogo del fatto, contatti telefonici durante l'evento, ritrovamento di refurtiva nella disponibilità dell'indagato, foto o dati elettronici riconducibili alla refurtiva e dichiarazioni inverosimili vanno considerati ai fini della gravità indiziaria.
  • Il pericolo di fuga può essere desunto da circostanze quali assenza di fissa dimora, soggiorni temporanei in albergo, precedenti denunce per reati commessi in luoghi diversi, collegamenti con l'estero e indizi di imminente partenza (es. bagagli pronti).
  • Una motivazione giudiziale che declassi elementi concreti e specifici a meri sospetti, in presenza di un quadro fattuale significativo, può essere ritenuta contraddittoria e portare all'annullamento dell'atto di non convalida.
  • Quando il giudice della cassazione riscontra la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria sulla base degli atti e la fase processuale è esaurita, può annullare senza rinvio evitando un nuovo giudizio sulla medesima fase.

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