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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42135/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna per i reati di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale (con aggravante di recidiva reiterata ex art. 99, comma 4, cod.pen.). Tre motivi: (1) nullità della sentenza di appello per vizio di notifica del decreto di fissazione dell'udienza: la Corte aveva disposto la rinnovazione della notifica presso un nuovo domicilio (Via Matteotti n.34) ma la rinnovazione è stata invece effettuata al difensore ai sensi dell'art. 161, comma 4, cod.proc.pen., senza che risultasse un preventivo tentativo di notifica al nuovo domicilio; (2) vizio di motivazione: la sentenza di appello avrebbe svolto una "motivazione sostitutiva" rispetto alla carenza motivazionale del primo grado, pronunciandosi autonomamente sul merito (in particolare sul diniego della sospensione condizionale della pena) e limitandosi a riportare senza adeguata valutazione critica alcune deposizioni in relazione al reato di oltraggio e alla minaccia; (3) violazione di legge penale in relazione al reato di resistenza (capo a) e analoghi capi b) e c): si contesta che la condotta non fosse diretta ad impedire un atto d'ufficio ma fosse mera contestazione dell'operato del pubblico ufficiale, mancando l'accertamento della finalità impeditiva richiesta dalla fattispecie.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte di appello, pur avendo disposto la rinnovazione della notifica al nuovo domicilio, ha poi omesso di verificare che fosse stato effettuato un preventivo tentativo di notifica a quel domicilio e ha invece fatto riferimento a un tentativo a diverso indirizzo (precedente). La nullità della notifica era stata tempestivamente eccepita dal difensore e non è stata adeguatamente considerata. Per l'accoglimento del primo motivo le altre questioni sono state assorbite. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Firenze.

Norme richiamate

  • art. 161, comma 4, cod. proc. pen.

    La notifica effettuata "al difensore in proprio e ai sensi dell'art.161, comma 4" presuppone che sia stato prima tentato l'atto presso il domicilio dichiarato; se la Corte dispone la rinnovazione al nuovo domicilio deve risultare il tentativo in detto luogo, altrimenti la notifica è nulla.

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    Riferita come aggravante di recidiva reiterata applicata nella condanna di merito; la questione relativa a questa aggravante non è stata risolta nel merito dalla Corte di legittimità, essendo il processo annullato per vizio procedurale.

Massime di principio

  • Se la Corte ordina la rinnovazione della notifica ad un domicilio recentemente dichiarato, deve risultare un tentativo di notifica effettivo a quell'indirizzo; la notifica al difensore ai sensi dell'art.161(4) non sostituisce il preventivo tentativo al domicilio.
  • La mancata esecuzione o la prova dell'omesso tentativo di notificazione al domicilio indicato configura nullità rilevabile e, se tempestivamente eccepita, può portare all'annullamento della sentenza impugnata e al rinvio per nuovo giudizio.
  • L'accoglimento di una nullità procedurale di rilievo processuale può assorbire le questioni di merito: il giudice della legittimità può disporre il rinvio ad altra sezione per un nuovo giudizio senza decidere sui restanti motivi.
  • A difesa, è fondamentale segnalare tempestivamente e per iscritto qualsiasi irregolarità di notifica e documentare i tentativi di domicilio; in caso di trasferimento o nuova dichiarazione di domicilio, assicurarsi che le comunicazioni giudiziarie siano effettuate al nuovo indirizzo.
  • Sulle censure di motivazione e di qualificazione della condotta (es. resistenza vs. mera contestazione) la Corte di merito deve fornire ragioni specifiche e critiche delle prove: tali questioni restano valutazioni di merito che possono essere esaminate nuovamente dopo che eventuali vizi processuali siano stati sanati.

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