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Sentenza

Sentenza n. 2097/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento di diniego di accesso civico generalizzato prot. n. 41/2026 del 08.01.2026, comunicato a mezzo PEC, con cui l’ACaMIR ha respinto l'istanza di ostensione documentale formulata dalla società ricorrente ai sensi dell'art. 5, comma 2, del D.Lgs. n. 33/2013 nonché per l'accertamento e la declaratoria del diritto di accesso ai documenti oggetto della predetta istanza del 24.11.2025 e l'emanazione dell'ordine di esibizione dei relativi documenti ex art. 116, comma 4, c.p.a..

Giustizia amministrativa202600200

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il deposito, in altro giudizio, di tutta la documentazione richiesta ha soddisfatto l'interesse sostanziale della ricorrente, che ha espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate in ragione della satisfattiva conclusione della controversia.

TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego di accesso civico generalizzato all'ostensione della documentazione richiesta

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione detentrice)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il diniego con cui ACaMIR aveva respinto l'istanza di accesso civico generalizzato formulata ai sensi dell'art. 5, comma 2, del d.lgs. 33/2013, chiedendo l'accertamento del diritto di accesso e l'ordine di esibizione dei documenti ai sensi dell'art. 116, comma 4, c.p.a. Nelle more del giudizio, il TAR, nell'ambito di un diverso processo tra le medesime parti, ha ordinato ad ACaMIR il deposito di tutta la documentazione oggetto dell'istanza, ritenuta necessaria anche per la definizione di quel giudizio. L'amministrazione ha quindi depositato la documentazione richiesta anche nel presente giudizio. La ricorrente, con memoria del 20 marzo 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, essendo stata soddisfatta la propria esigenza documentale.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 2, d.lgs. 33/2013

    La disposizione è indicata quale base normativa dell'istanza di accesso civico generalizzato, ma la sentenza non esamina nel merito i presupposti o i limiti del diritto di accesso.

  • art. 116, comma 4, c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale fondamento della richiesta di ordine giudiziale di esibizione, senza essere applicata nel merito, poiché il ricorso è divenuto improcedibile.

Massime di principio

  • La sopravvenuta ostensione integrale dei documenti richiesti mediante accesso civico generalizzato determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione e rende improcedibile il ricorso, anche quando la documentazione sia stata depositata dall'amministrazione in un diverso giudizio tra le medesime parti.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, quando coerente con l'intervenuta soddisfazione dell'esigenza documentale, giustifica la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • In caso di definizione satisfattiva della controversia per sopravvenuta ostensione dei documenti, il giudice può compensare integralmente le spese di lite in presenza di giusti motivi.

Come è indicizzato

MaterieAccesso civico generalizzatoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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