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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23900/2025 del 26/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento della continuazione ex art. 81 c.2 cod. pen. e art. 671 cod. proc. pen. tra le condanne n. 2414/2020 (irrevocabile 17/02/2022), n. 985/2024 (irrevocabile 02/07/2024) e n. 21/2024 (irrevocabile 27/04/2024). Il Tribunale di Napoli Nord ha rigettato l'istanza valorizzando soprattutto la distanza temporale fra le condotte (attività accertate tra il 30/12/2020 e il 20/05/2023/16/06/2023) e ritenendo trattarsi di una inclinazione a delinquere/più scelte di vita, non di un progetto criminoso unitario. Il ricorrente ha censurato l'ordinanza per violazione e errata applicazione delle norme sopra richiamate e per vizio di motivazione, sostenendo che le condotte erano omogenee, nello stesso contesto spaziale e con le stesse modalità, e che i distanziamenti temporali derivavano dall'assenza di indagini e non da una diversa deliberazione criminosa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza e rinviando al Tribunale di Napoli Nord per nuovo giudizio. La Corte ha rilevato che il Tribunale ha dato eccessivo rilievo al dato temporale senza svolgere il necessario esame degli altri indicatori indicati dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità, movente, sistematicità/abitudini di vita, eventuali periodi di detenzione interruttivi). Per tali carenze motivazionali è stato disposto l'annullamento con rinvio per un nuovo esame complessivo.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Norma sulla continuazione: la Corte richiama che il riconoscimento della continuazione richiede la verifica di molteplici indicatori e non può fondarsi esclusivamente su distanze temporali.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina la rilevazione della continuazione nelle esecuzioni; richiede motivazione adeguata e valutazione degli elementi di fatto emergenti dalle sentenze impugnate.

  • Sentenza SS.UU. n. 28659/2017 (Rv. 270074 - 01)

    Principio guida: il riconoscimento della continuazione (anche in executivis) deve passare per una rigorosa verifica di indicatori concreti (omogeneità dellecizi e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, abitudini di vita, moventi, eventuali interruzioni come detenzioni); il solo dato temporale non è sufficiente.

  • artt. 291-bis, 291-ter, 296 DPR 43/1973

    Norme del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza relative a reati contestati (es. commercio di TLE) che costituiscono il quadro normativo delle condotte valutate per la verifica della omogeneità e delle modalità operative.

  • art. 474 cod. pen.

    Articolo relativo a ipotesi di falso che figura tra i reati per cui è richiesta la valutazione della continuazione; rilevante per valutare omogeneità dell'attività criminosa.

  • art. 648 cod. pen.

    Articolo relativo al riciclaggio o ricettazione (a seconda del capo contestato) richiamato nelle sentenze; utile per valutare il movente e la connessione fra le condotte.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione richiede un giudizio complessivo e motivato su più indicatori (omogeneità dei reati e del bene giuridico, contiguità spazio-temporale, modalità, movente, sistematicità), non può basarsi solo sulla distanza temporale.
  • Se il giudice inferiore esclude la continuazione dando prevalenza al dato temporale deve comunque spiegare, con riferimento alle singole sentenze, perché gli altri indici non supportano l'esistenza di un disegno criminoso unitario.
  • La mera reiterazione di reati della stessa specie nello stesso territorio non è di per sé sufficiente a escludere la continuazione né a provarla: occorre valutare se i reati successivi fossero già programmati nelle linee essenziali al momento del primo reato.
  • Eventuali periodi di detenzione subiti dall'imputato possono essere considerati elementi interruttivi del disegno criminoso e devono essere esplicitamente valutati dal giudice.
  • In caso di lacune motivazionali riguardo alla verifica degli indicatori, la Corte di Cassazione annulla con rinvio per un nuovo esame; dunque è strategico per le parti far emergere nei provvedimenti di merito tutti gli elementi utili (modalità, contesto, movente, frequenza) per sostenere o contrastare la continuazione.

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