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Sentenza

Sentenza n. 5185/2026 - Napoli, Sezione 6

per l’esecuzione della sentenza n. 1781/2025 del 6 marzo 2025 del Tribunale di Napoli, sezione lavoro e previdenza.

Giustizia amministrativa202507116

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 1781/2025 del Tribunale di Napoli, sezione lavoro e previdenza, recante la condanna al pagamento di euro 1.000 in favore di ciascun ricorrente mediante emissione della carta del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (beneficiari del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per l'esecuzione della sentenza n. 1781/2025 del Tribunale di Napoli, sezione lavoro e previdenza, assumendone il passaggio in giudicato. La pronuncia aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a riconoscere a ciascuno la somma di euro 1.000 mediante emissione di un buono elettronico della carta del docente. Poiché l'amministrazione non aveva dato esecuzione alla decisione, i ricorrenti hanno chiesto l'ordine giudiziale di esecuzione entro un termine e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito con un atto di stile, senza fornire elementi ostativi all'esecuzione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo non contestata e non impedita da elementi ostativi la mancata esecuzione del giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Napoli entro sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Responsabile della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione; il commissario dovrà porre in essere gli atti necessari all'esecuzione del giudicato e della pronuncia sulle spese entro l'ulteriore termine di sessanta giorni dalla comunicazione, a cura del difensore dei ricorrenti, della scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 1.500 oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 6 D.M. 17 gennaio 2025, n. 6

    Individua la struttura dirigenziale ministeriale cui è affidata la funzione esercitata dal commissario ad acta nominato dal TAR, con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra l'esistenza di impedimenti all'esecuzione di un giudicato e si limita a una costituzione meramente formale, il giudice può ordinare l'adempimento entro un termine perentorio.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare già nella pronuncia un commissario ad acta destinato a operare in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato.
  • La nomina del commissario ad acta può ricadere sul responsabile della struttura amministrativa competente, anche con facoltà di delega a un funzionario della medesima amministrazione, affinché siano adottati gli atti necessari all'esecuzione del giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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