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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22000/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge (artt. 178, comma 1, lett. c), 125, comma 3, 253, 324, comma 3 c.p.p.) e nullità del decreto di perquisizione e sequestro per violazione del contraddittorio e difetto di motivazione. Il ricorrente lamenta che il decreto ha motivato per relationem richiamando atti investigativi (annotazioni, indagini telematiche, intercettazioni) non allegati integralmente, impedendo alla difesa di esaminare gli atti e formulare contestazioni specifiche; contesta inoltre l'assenza di adeguata motivazione sul nesso di pertinenza tra la condotta e le cose sequestrate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali è limitato alle violazioni di legge e alle assenze o carenze gravissime della motivazione. Ha condiviso il Tribunale del riesame nel ritenere che il richiamo per relationem all'annotazione di polizia giudiziaria fosse conforme ai principi della giurisprudenza (Sez. U., Primavera), che l'annotazione è stata depositata prima dell'udienza e immediatamente resa ostensibile alla difesa, garantendo il contraddittorio. Ha inoltre escluso l'esame in Cassazione del profilo sul nesso di pertinenza poiché la questione non era stata sollevata nella richiesta di riesame o nella memoria all'udienza. Conseguentemente l'ordinanza impugnata è stata ritenuta priva di vizi rilevabili in sede di legittimità; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 270-quinquies, comma 1, cod. pen.

    Norma sostanziale contestata (illeciti connessi al finanziamento di organizzazioni terroristiche). È il reato per il quale l'indagato era sottoposto a indagine e che ha giustificato la perquisizione e il sequestro.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in quanto disciplina i motivi di impugnazione dei provvedimenti cautelari reali; la Corte ricorda che il controllo in Cassazione è limitato a violazioni di legge e a motivazioni inesistenti o apparenti.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma riferibile alle garanzie del contraddittorio nelle attività istruttorie o procedimentali; la censura sosteneva la violazione del diritto di difesa per mancata tempestiva ostensione degli atti.

  • art. 253, cod. proc. pen.

    Disposizioni sul sequestro e sulle esigenze di motivazione/ostensione degli atti a fondamento del provvedimento; la Corte ha ritenuto che il deposito dell'annotazione prima dell'udienza e la sua immediata ostensione hanno soddisfatto le garanzie previste.

  • art. 324, comma 3, cod. proc. pen.

    Rilevante nella disciplina dei vizi processuali e della impugnazione; la censura invocava nullità e violazione del contraddittorio ai sensi di questa e altre disposizioni procedurali, ma la Corte ha escluso il vizio rilevante in sede di legittimità.

  • Sez. U., n. 17 del 21/06/2000 ("Primavera")

    Giurisprudenza di legittimità sul richiamo per relationem: è ammissibile se l'atto richiamato è legittimo, il giudice ha effettivamente preso cognizione del suo contenuto e all'interessato è stata data effettiva possibilità di conoscenza e ostensione quando necessario; la Corte ha ritenuto rispettati questi requisiti nel caso concreto.

  • Sez. U., n. 12 del 28/05/2000 ("Jakani")

    Richiamata per il principio che il sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali mira a verificare l'esistenza di una motivazione effettiva e non meramente apparente; la Corte lo ha applicato per delimitare il controllo.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000, n. 186

    Richiamata in relazione alla possibilità di disporre il pagamento alla Cassa delle ammende in caso di responsabilità colposa che ha determinato l'inammissibilità del ricorso; la Corte ha disposto il versamento di €3.000 in via equitativa.

Massime di principio

  • Il richiamo per relationem a documenti investigativi è legittimo se l'atto richiamato è un atto idoneo e il giudice dimostra di averne preso conoscenza sostanziale; è necessario però che l'interessato possa avere accesso effettivo al contenuto prima dell'esercizio dei rimedi (es. deposito prima dell'udienza e immediata ostensione).
  • In sede di Cassazione il sindacato sui provvedimenti cautelari reali è limitato a violazioni di legge e a mancanze gravi o assenza della motivazione; non si supplisce la valutazione di merito sulla congruità o adeguatezza delle argomentazioni del giudice del merito.
  • Questioni non sollevate davanti al giudice dell'impugnazione cautelare (richiesta di riesame o memoria all'udienza) non possono essere dedotte per la prima volta in Cassazione; la mancata tempestiva deduzione preclude l'esame di nuovi profili.
  • Per garantire il contraddittorio è fondamentale che il PM o l'autorità che procede depositino o rendano immediatamente accessibili gli atti su cui si fonda un provvedimento cautelare, specialmente quando la motivazione è per relationem; un deposito tempestivo e la comunicazione alla difesa tendono a sanare potenziali violazioni del diritto di difesa.
  • La condanna alle spese e, in presenza di colpa nella determinazione dell'inammissibilità, l'obbligo di versamento alla Cassa delle ammende può essere disposta quando il ricorso si rivela manifestamente inammissibile per ragioni di legge.

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