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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9120/2025 del 04/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti proposero ricorso straordinario avverso la sentenza della Corte di Cassazione n. 7715/2023 (depositata 22/02/2024), che aveva dichiarato inammissibili i loro ricorsi per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Milano (22/12/2022) che aveva confermato responsabilità penale per plurime violazioni dell'art. 2 d.lgs. n. 74/2000. Le censure principali erano: vizio di motivazione e violazione degli artt. 8 e 16 c.p.p. sulla competenza per territorio (sostenendo che il reato piu' grave fosse il delitto tributario commesso a Chignolo d'Isola - BG e quindi la competenza dovesse spettare a Bergamo) e, in subordine, che il reato tributario ascritto (fatto del 27/09/2012) risultava prescritto alla data della pronuncia impugnata.

La decisione

I ricorsi straordinari sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto che il rimedio per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è applicabile solo agli errori percettivi (svista) e non alle valutazioni giuridico-interpretative o di merito. Ha confermato che la competenza per territorio è stata correttamente determinata sulla base della prevalenza del delitto associativo (art. 416 c.p.) e della connessione teleologica ex art. 12, lett. c) c.p.p., principio per cui non è richiesta identità degli autori tra reato mezzo e reato fine. La contestazione della prescrizione non poteva essere rilevata a seguito della declaratoria di inammissibilità. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74/2000, art. 2

    Norma che definisce il reato tributario contestato; la condotta tributaria è stata riconosciuta dalla Corte d'appello come uno dei reati connessi al fatto complessivo.

  • codice penale, art. 416

    Delitto associativo ritenuto dalla Corte il reato piu' grave ai fini della determinazione della competenza per territorio, sicché ha attratto la competenza per connessione.

  • codice di procedura penale, art. 12, lett. c)

    Consente la connessione teleologica tra reati quando l'attività di alcuni è finalizzata alla commissione o all'occultamento di altri; la connessione può spostare la competenza anche senza identità degli autori.

  • codice di procedura penale, artt. 8 e 16

    Norme sulla determinazione della competenza per territorio richiamate dai ricorrenti per sostenere la competenza del giudice di Bergamo; la Corte ha ritenuto prevalente il criterio della connessione teleologica.

  • codice di procedura penale, art. 625-bis

    Rimedio straordinario per errore di fatto limitato agli errori percettivi (svista) che abbiano inciso sulla volontà decisoria; non è idoneo a correggere errori di valutazione giuridico-interpretativa o di merito.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto ex art. 625-bis c.p.p. è ammissibile solo per errori percettivi (svista) che abbiano influenzato la decisione; non può essere utilizzato per contestare valutazioni giuridiche o di merito.
  • La competenza per territorio può essere attratta dalla connessione teleologica prevista dall'art. 12, lett. c) c.p.p.; per questa connessione non è richiesta l'identità degli autori tra reato mezzo e reato fine, ma va dimostrata la finalizzazione della condotta.
  • Le questioni di interpretazione normativa o di apprezzamento probatorio vanno dedotte con i rimedi ordinari (impugnazioni ordinarie) e non con il ricorso straordinario per errore di fatto.
  • Una volta dichiarato inammissibile il ricorso, non è possibile far valere in sede di ricorso straordinario fatti estintivi (es. prescrizione) che presuppongano la riammissione del mezzo impugnatorio; la declaratoria di inammissibilità non è sindacabile come errore percettivo.

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