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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42395/2024 del 19/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto che confermava la misura di prevenzione della sorveglianza speciale per anni due con obbligo di soggiorno. Il ricorrente deduceva violazione di legge e carenza motivazionale nell'inquadramento nella pericolosita generica ai sensi dell'art. 1, lett. b) e, alternativamente, lett. c) del d.lgs. n. 159/2011, per mancata prova dell'abitualita delle condotte delittuose e della loro idoneita a generare profitti. Si eccepiva inoltre che la Corte territoriale non aveva valutato la sentenza di primo grado del procedimento denominato Joy's Seaside, che avrebbe riqualificato il reato di riciclaggio in tentativo, incidendo sulla sua idoneita a generare proventi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato il decreto impugnato e ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio in diversa composizione. La Corte ha richiamato i criteri interpretativi e probatori applicabili alle misure di prevenzione: per la lett. b) occorre motivare specificamente la prova dell'abitualita dei reati, della loro effettiva generazione di profitti e della rilevanza di tali profitti rispetto al reddito del soggetto; per la lett. c) deve emergere la dedizione non occasionale a fatti lesivi rilevanti per la sicurezza collettiva. La Corte ha censurato la motivazione della Corte territoriale perché limitata all'elencazione di procedimenti pendenti e condanne isolate senza valutare l'oggetto dei reati, i proventi eventualmente ricavati, la loro rilevanza come fonte di reddito e senza confrontarsi con la documentazione difensiva (tra cui la sentenza Joy's Seaside). Ha quindi ordinato nuovo accertamento motivato.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011

    art. 1, lett. b) e lett. c)

    La Corte interpreta la lett. b) come richiedente che i delitti siano stati commessi abitualmente, che abbiano effettivamente generato profitti e che questi costituiscano una componente significativa del reddito del soggetto. La lett. c) richiede che i reati rilevanti siano stati commessi con assiduita e non in maniera occasionale, attestandone la dedizione dellautore ad attivita pericolose per la collettivita.

  • d.lgs. n. 159 del 2011

    Richiamata nella parte in cui la Corte costituzionale ha censurato alcune sanzioni connesse alle prescrizioni della sorveglianza speciale; utile nel quadro delle garanzie e della determinatezza delle fattispecie sanzionatorie e preventive.

  • legge n. 1423 del 1956

    Riferimento storico alla base legale delle misure di prevenzione; la Corte evidenzia le critiche sulla qualita della base normativa emerse anche in sede europea.

  • Corte EDU, De Tommaso c. Italia

    La decisione ECtHR ha stimolato la giurisprudenza italiana a richiedere maggiore precisione, determinatezza e prevedibilita nelle fattispecie e nelle prescrizioni connesse alle misure di prevenzione.

  • Corte Costituzionale

    sent. n. 24 del 2019 e sent. n. 25 del 2019

    Le sentenze hanno dichiarato l'illegittimita costituzionale di parte della fattispecie di pericolosita generica (lett. a) e di talune previsioni sanzionatorie), inducendo un ripensamento interpretativo volto a rendere le fattispecie piu determinate.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Es. Sez. U. n. 46595/2019, Sez. U. n. 40076/2017, Sez. 6 n. 53003/2017, Sez. 2 n. 15704/2023

    Orientamenti consolidati indicano i limiti delle prescrizioni generiche, l'occorrenza di motivazione puntuale su fatti e loro rilevanza, la possibilita per il giudice di prevenzione di avvalersi di elementi processuali penali ma nell'ambito di una valutazione autonoma e motivata; attenzione diversa va riservata alle sentenze di assoluzione e alla loro rilevanza.

Massime di principio

  • Per disporre una misura di prevenzione ai sensi della lett. b) occorre motivare specificamente: a) la ripetizione dei delitti in un arco temporale significativo, b) la prova che tali delitti hanno generato proventi illeciti, c) che tali proventi rappresentano una componente significativa del reddito del soggetto.
  • La lett. c) richiede che le condotte lesive o pericolose per la collettivita siano state commesse con assiduita, in un arco temporale tale da esprimere dedizione e non mera occasionalita.
  • Il giudice della prevenzione puo utilizzare elementi provenienti da procedimenti penali, anche se non definitivi, ma deve sempre compiere una valutazione autonoma e motivata dei fatti rilevanti, indicando gli elementi di fatto su cui si fonda.
  • Se il ricorrente produce sentenze penali che riqualificano o riducono la rilevanza del fatto (es. riqualificazione in tentativo o assoluzione), il giudice della prevenzione deve confrontarsi esplicitamente con tali decisioni e motivare le ragioni della diversa valutazione, soprattutto se la decisione penale incide sulla idoneita del fatto a generare profitti.
  • Non e sufficiente per fondare la misura la mera elencazione di precedenti penali o carichi pendenti; serve un'analisi puntuale dell'oggetto delle condotte, dei profitti eventualmente ricavati e della loro incidenza nello stile di vita dellinteressato.
  • In presenza di vizi motivazionali rilevanti la Corte di Cassazione puo annullare il provvedimento e rinviare per nuovo giudizio, che deve essere svolto in diversa composizione quando latto impugnato ha natura decisionale.

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