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Cassazione Civile, Ordinanza n. 09973/2024 del 12/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La società concessionaria autostradale ha impugnato un avviso di accertamento per TOSAP relativo all'annualità 2014, emesso dal Comune per l'occupazione, mediante infrastrutture autostradali, dello spazio sovrastante il suolo pubblico comunale. In primo e secondo grado il ricorso è stato respinto. In cassazione la ricorrente ha dedotto, con due motivi connessi, la violazione della disciplina sulla TOSAP: in via principale ha sostenuto che il presupposto impositivo mancasse perché lo spazio sovrastante la strada non sarebbe più appartenuto al demanio comunale, essendo la realizzazione dell'autostrada e la sottrazione dello spazio all'uso pubblico riconducibili a leggi statali, e perché l'occupazione deriverebbe da una convenzione con ANAS e non da concessione comunale; in subordine ha sostenuto che la rete autostradale, quale bene oggetto di concessione, sarebbe demanio statale e che la società opererebbe come soggetto sostanzialmente pubblico, sicché dovrebbe applicarsi l'esenzione prevista per lo Stato e gli enti pubblici. Ha inoltre chiesto la rimessione alle Sezioni Unite per asserito contrasto con la giurisprudenza amministrativa.

La decisione

La Corte ha escluso la rimessione alle Sezioni Unite, ritenendo già consolidato l'orientamento di legittimità sulla questione. Ha poi rigettato entrambi i motivi del ricorso, affermando che la TOSAP colpisce qualsiasi occupazione di strade appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile di comuni e province, anche quando l'occupazione sia legittima o trovi fondamento nella legge; che la proprietà della strada sottostante non si trasferisce automaticamente allo Stato per il solo fatto della realizzazione dell'autostrada; che va distinta la proprietà della strada da quella del manufatto autostradale; e che l'esenzione per Stato ed enti pubblici richiede che l'occupazione sia ascrivibile al soggetto esente, cosa che non ricorre per una società concessionaria, anche se operante nell'ambito di un'opera pubblica e anche se eventualmente a partecipazione pubblica. Ha quindi confermato la debenza del tributo e, in ragione della soccombenza e della definizione del giudizio in linea con la proposta ex art. 380-bis c.p.c., ha condannato la ricorrente alle spese, a una somma in favore della Cassa delle ammende e a importi in favore di ciascun controricorrente ai sensi dell'art. 96 c.p.c., oltre agli effetti ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • artt. 38 e 39 d.lgs. n. 507 del 1993

    "occupazioni di qualsiasi natura"; "anche abusivo"

    La TOSAP è dovuta per qualsiasi occupazione di strade, piazze o altri beni appartenenti al demanio o patrimonio indisponibile di comuni e province, sia quando l'occupazione sia autorizzata o concessa, sia quando sia di fatto; la formula normativa comprende anche occupazioni legittime e quelle fondate direttamente sulla legge.

  • art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507 del 1993

    L'esenzione per lo Stato e gli altri enti pubblici opera solo se l'occupazione è effettivamente ascrivibile al soggetto esente; non si estende alla società concessionaria che realizza e gestisce l'opera pubblica.

  • art. 822 c.c.

    Le strade e le autostrade fanno parte del demanio pubblico solo se appartengono allo Stato; pertanto è possibile che la strada interessata rimanga di proprietà dell'ente territoriale, distinto dal manufatto autostradale.

  • art. 12, ultimo comma, l. n. 729 del 1961

    La previsione conferma che i tratti stradali interessati possono appartenere ad amministrazioni diverse dallo Stato, essendo previsti soltanto poteri di cautele e opere provvisionali durante la costruzione.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La mancata adesione alla proposta di definizione accelerata, quando poi la decisione definitiva la conferma, è valorizzata come indice normativo di abuso del processo ai fini della condanna ex art. 96 c.p.c.

  • art. 96 c.p.c.

    La Corte applica la responsabilità aggravata e dispone una condanna pecuniaria, richiamando la disciplina della definizione accelerata dei ricorsi manifestamente infondati.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    La Corte dà atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro denunciato per la dedotta violazione di legge nei due motivi di ricorso.

  • art. 6 TFUE

    Gli Stati membri non possono adottare misure contrarie alle norme dei trattati nei confronti delle imprese pubbliche o con diritti speciali/esclusivi; la società concessionaria non può invocare un'esenzione incompatibile con la disciplina europea sugli aiuti di Stato e sulla non discriminazione.

  • art. 1, comma 3, d.lgs. n. 175 del 2016

    "per tutto quanto non derogato... si applicano... le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato"

    Le società a partecipazione pubblica restano soggette, in linea generale, al diritto privato, salvo deroghe espresse.

Massime di principio

  • La TOSAP colpisce ogni occupazione, di fatto o con titolo, di beni comunali o provinciali sottratti all'uso pubblico, anche quando l'occupazione derivi direttamente dalla legge e sia funzionale alla realizzazione di un'opera pubblica.
  • Per l'esenzione dal tributo prevista per lo Stato e gli enti pubblici occorre che l'occupazione sia imputabile al soggetto esente; la mera proprietà pubblica dell'opera o la sua finalizzazione a interessi generali non bastano se l'occupazione è posta in essere da un distinto soggetto concessionario.
  • La realizzazione di un'autostrada non determina automaticamente il trasferimento della proprietà della strada preesistente allo Stato: occorre un atto traslativo o un procedimento espropriativo, sicché va distinta la titolarità del suolo/strada da quella del manufatto autostradale.
  • La natura di società concessionaria, anche a partecipazione pubblica, non la equipara allo Stato ai fini dell'esenzione tributaria, salvo specifiche deroghe e nei limiti strettamente necessari allo svolgimento del compito affidato.
  • Nel procedimento accelerato ex art. 380-bis c.p.c., la conferma della proposta di definizione può giustificare la condanna per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. quale espressione di abuso del processo.

Come è indicizzato

MaterieRiscossioneContenzioso tributarioSpese di lite
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicatoAbuso del diritto

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