Cassazione Penale, Sentenza n. 44889/2022 del 25/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano l'ordinanza del GIP che ha rigettato la loro opposizione ex art. 667, comma 4, c.p.p. per ottenere la revoca del sequestro preventivo dopo il loro proscioglimento (assoluzione) dall'accusa di intestazione fittizia. Primo motivo: dedotta incompatibilità del medesimo giudice che aveva emesso l'ordinanza a decidere l'opposizione e questione di legittimità costituzionale dell'art. 667 c.4 c.p.p. nella parte che non prevede tale incompatibilità. Secondo motivo: violazione degli artt. 12 quinquies e 12 sexies della L. 356/1992 e vizio di motivazione, poiché non sarebbe stato considerato che il figlio (ritenuto effettivo titolare delle somme) è sottoposto a un diverso sequestro della somma di euro 136.599,00, e che l'assoluzione dei ricorrenti dissolve il vincolo sequestrale in quanto liberatoria rispetto al riciclaggio e alle operazioni contestate.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Sul primo motivo ha affermato che il giudizio di opposizione ex art. 667 c.4 non ha natura di impugnazione autonoma né costituisce una fase distinta del processo, ma è un segmento del procedimento finalizzato a realizzare il contraddittorio; quindi non sussiste incompatibilità del giudice che ha adottato il provvedimento impugnato. Sul secondo motivo la Corte ha richiamato l'art. 323 c.p.p. che prevede la restituzione in favore dell'avente diritto e ha osservato che la sentenza di assoluzione dei ricorrenti, resa ai sensi del secondo comma dell'art. 530 c.p.p., valorizza dubbi sulla conoscenza dell'illegittima provenienza e quindi non prova che i ricorrenti siano gli effettivi titolari delle somme. Inoltre il GIP ha motivato che, essendo in corso un procedimento separato a carico del figlio, che potrebbe accertarne la titolarità reale e comportare confisca ai sensi della L. 356/1992 art. 12 sexies, non risultano elementi certi per restituire le somme ai ricorrenti. Anche la menzione di un altro sequestro a carico del figlio non è risultata decisiva per mancanza di elementi identificativi. Conseguentemente il rigetto dell'istanza di restituzione è stato confermato e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 667 c.p.p., comma 4
Disciplina l'opposizione al sequestro preventivo; la Corte interpreta che l'opposizione non è un'impugnazione autonoma e pertanto non determina incompatibilità del giudice che ha emesso il provvedimento originario.
art. 323 c.p.p.
Prevede la restituzione delle cose sequestrate con la sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere; la restituzione deve avvenire in favore dell'avente diritto effettivo, che può essere diverso dal soggetto materialmente intestatario.
art. 530 c.p.p., secondo comma
Norma che consente l'assoluzione per insufficienza di prove o per dubbio; la Corte rileva che l'assoluzione ai sensi di tale comma valorizza dubbi sulla conoscenza della provenienza illecita e quindi non prova la titolarità effettiva dei beni da parte dell'intestatario formale.
L. 7 marzo 1992, n. 356, artt. 12 quinquies e 12 sexies
Prevedono la confisca per equivalente e la possibilità di confisca anche sui beni intestati a terzi quando sussista interposizione fittizia; la Corte considera possibile che, se il reale titolare (il figlio) fosse condannato, i beni potrebbero essere confiscati ai sensi dell'art. 12 sexies, giustificando il diniego di restituzione ai formalmente intestatari.
Decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23 comma 8 (convertito)
Richiamato solo in riferimento alla modalità di trattazione del ricorso (forme procedurali durante il periodo emergenziale); non incide sulla decisione di merito.
Giurisprudenza della Cassazione, Sez. 1, Sent. n. 30638 del 14/02/2017 Rv. 270959 - 01
Richiamata per l'affermazione che l'opposizione ex art. 667 c.4 non costituisce una fase autonoma e dunque non genera incompatibilità del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.
Massime di principio
- L'opposizione ex art. 667 c.p.p., comma 4, non è considerata un'impugnazione autonoma ma un segmento del procedimento finalizzato a realizzare il contraddittorio; pertanto non sussiste, in linea di principio, incompatibilità automatica del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.
- La restituzione di beni sequestrati dopo un proscioglimento non è automatica: ai sensi dell'art. 323 c.p.p. la restituzione deve essere riconosciuta all'avente diritto effettivo, non necessariamente al formale intestatario, e l'istanza può essere rigettata se non è provata con certezza la titolarità effettiva.
- Un'assoluzione per dubbio (art. 530 c.p.p., comma 2) non implica necessariamente che il soggetto assolto sia l'effettivo titolare dei beni sequestrati; l'esistenza di elementi che indicano possibile titolarità reale di terzi (es. parenti) può giustificare il mantenimento del sequestro in vista di un eventuale accertamento e confisca.
- La sussistenza di un separato sequestro a carico di un'altra persona (es. il presunto titolare effettivo) non risolve automaticamente la questione della restituzione: occorrono elementi chiari e identificativi sul nesso tra i sequestri e sulla natura dei beni per disporre la restituzione.
- Questioni di incompatibilità del giudice e di legittimità costituzionale di norme che non prevedono l'incompatibilità hanno scarse probabilità di successo quando il giudizio di opposizione è funzionalmente parte del procedimento e non una fase di merito autonoma.
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