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Sentenza

Sentenza n. 11253/2026 - Roma, Sezione 3T

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 1079/2023 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata in data 05.10.2023

Giustizia amministrativa202514379

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'obbligo di eseguire la sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, n. 1079/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (lavoratrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza n. 1079/2023 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata il 5 ottobre 2023. Il Ministero si è costituito, ma non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione del giudicato. La domanda è stata fondata sul diritto della ricorrente a conseguire quanto riconosciuto dal titolo giudiziale, i cui presupposti non erano più sindacabili nel giudizio di ottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza civile entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Il Collegio ha ritenuto rilevante l'allegato inadempimento e la mancata dimostrazione, da parte dell'Amministrazione, dell'avvenuta corretta esecuzione del giudicato. Ha inoltre affermato che, in sede di ottemperanza, non possono essere nuovamente sindacati i presupposti della pretesa riconosciuta dal titolo giudiziale. Per l'eventuale inutile decorso del termine, è stato nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Direttore generale dell'Amministrazione resistente competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, attivabile previa richiesta della ricorrente e operante per ulteriori 60 giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 800 euro, oltre accessori di legge, per le spese del giudizio, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    La decisione riguarda l'azione di ottemperanza per l'esecuzione di un giudicato, anche se il testo non richiama espressamente il numero dell'articolo.

  • art. 114 c.p.a.

    Il giudice amministrativo, accertato l'inadempimento, ordina all'Amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine e può nominare un commissario ad acta; il testo non richiama espressamente il numero dell'articolo.

  • Cass. 13533/2001

    Il TAR richiama i principi della giurisprudenza di legittimità sull'onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore, valorizzando la mancata dimostrazione dell'adempimento da parte dell'Amministrazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando il ricorrente allega l'inadempimento dell'Amministrazione al giudicato e l'Amministrazione non fornisce chiarimenti o prova della corretta esecuzione, la domanda può essere accolta sulla base della mancata dimostrazione dell'adempimento.
  • Il giudizio di ottemperanza deve dare attuazione alla pretesa riconosciuta dal titolo giudiziale; i presupposti di tale pretesa, già definiti nel giudizio concluso con il giudicato, non sono nuovamente sindacabili in sede esecutiva.
  • In caso di accoglimento dell'azione di ottemperanza, il giudice può fissare un termine per l'esecuzione e nominare preventivamente un commissario ad acta, subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine e alla richiesta del ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivoEffetto conformativo e riedizione del potere

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